Chicago

ottobre 11, 2008

Siamo a Chicago amici! La più grande città dell’Illinois e la terza per popolazione di tutti gli Stati Uniti (qui vivono oltre 2.800.000 persone, 9.500.000 nell’aerea metropolitana). Temperatura mite e un cielo limpido senza una nuvola sono stati un’ottima accoglienza. 

entrando a Chicago

entrando a Chicago

Rieccoci quindi immersi in una grande metropoli. Rispetto alle altre viste fin’ora però, qui c’è molto verde: parchi, alberi, prati e aiuole curatissime circondano i grattacieli. La prima impressione è stata ottima! 
Un breve giro a piedi in centro e poi via, a organizzarsi per la notte.

scorcio di Chicago

scorcio di Chicago

grattacieli

grattacieli

Abbiamo trovato un ottimo albergo tramite LateRooms.com. Un po’ fuori città (a 20 km circa) ma molto carino e soprattutto economico (70 $ a notte per la tripla). E’ il Chicago O’Hare Garden Hotel, al 8201 di W. Higgins Rd. 

sembrano grattacieli e invece...

sembrano grattacieli e invece...

...sono parcheggi!

...sono parcheggi!

Dedicheremo l’intera giornata di domani per visitare la città. Abbiamo diverse cose interessanti da vedere e poi naturalmente da raccontarvi. Senza dimenticare che, domani è sabato… e siamo in una delle città americane più cool e movimentate. Buon week end anche voi. Have fun! 

Spese del giorno
Generali: 70 $ hotel, 20 $ autostrada, 26 $ parcheggio (tot 116 $)
Sir: 2 $ colazione, 10 $ pranzo, 29 $ sigari deluxe, 20 $ cena, 20 serata (tot 81 $)
Ric: 2 $ colazione, 16 $ pranzo, 20 $ cena, 36 $ serata (tot 74 $)
Tinto: 3 $ colazione, 15 $ pranzo, 24 $ sigari deluxe, 20 $ cena, 59 $ serata (tot 123 $) 

Km percorsi: 310
Canzone del giorno: Homecoming – Kanye West feat. Chris Martin

in un classico pub di Chicago

in un classico pub di Chicago

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Goodbye Canada

ottobre 10, 2008

Installato il nuovo vetro sulla nostra Toyota 4runner, siamo pronti per rimetterci in viaggio. Dopo 5 meravigliosi giorni in Canada, salutiamo i grandi laghi e le foreste incantate rientrando negli States.
I posti che abbiamo visto in Ontario ce li ricorderemo tutta la vita e chissà che un giorno qualcuno di noi non torni, per un soggiorno più lungo o per approfondire il “bear watching”. 🙂 

Il ponte che collega Canada e Stati Uniti

Il ponte che collega Canada e Stati Uniti

on the bridge

on the bridge

Passiamo la dogana solo dopo un lungo colloquio con l’agente di turno, ma ormai siamo abituati e rispondiamo a tutte le domande in modo preciso e veloce. Ciò nonostante, il poliziotto sembra non volerci far andare e l’impressione è che sia un po’ geloso del nostro viaggio. Dopo aver curiosato tra i nostri bagagli e averci fatto una miriade di domande (molte delle quali assolutamente inutili), finalmente ci dà il “Welcome in U.S.A.”. 

La dogana americana

La dogana americana

Riappaiono come per magia fast food e bandiere americane ovunque. Ok, siamo sulla strada giusta! 🙂 A parte questo però, il paesaggio è ancora “canadese” e le strade sono immerse in foreste bellissime.
Percorriamo 600 km verso sud, attraversando il Michigan, tutta una tirata, ma tra buona musica e scorci da cartolina non ci accorgiamo neanche.

on the road again

on the road again

the sky in Michigan

the sky in Michigan

Prenotiamo su internet un motel a Kalamazoo, un paesino dell’Illinois e arriviamo a destinazione prima che faccia buio. Qui siamo a 230 km da Chicago, la nostra prossima tappa, che raggiungeremo domani e dove passeremo il weekend. 

Alcuni di voi ci hanno chiesto informazioni riguardo la crisi economica che sta investendo Stati Uniti e non solo. Questi giorni abbiamo chiesto pareri e impressioni alla gente incontrata per strada… in Canada questa crisi ancora non si sente, ma sono tutti consapevoli che presto potrebbe arrivare anche da loro. Seguono quindi con attenzione gli sviluppi e sperano tutti nella vittoria di Obama, simbolo di un possibile cambiamento di rotta. Continueremo a raccogliere testimonianze e vi faremo sapere.

A poi. We love u! 

Spese del giorno
Generali: 131 $ benzina, 48 $ motel, 40 $ ricarica Skype (tot 219 $)
Sir: 3 $ colazione, 7 $ fumetto, 62 $ lavanderia deluxe, 3 $ sigari, 8 $ pranzo, 10 $ varie, 15 $ cena, 10 $ autotasse (tot 118 $)
Ric: 3 $ colazione, 48 $ lavanderia deluxe, 8 $ pranzo, 15 $ cena (tot 74 $)
Tinto: 3 $ colazione, 229 $ vetro auto, 48 $ lavanderia deluxe, 3 $ sigari, 8 $ pranzo, 15 $ cena, 20 $ autotasse (tot 326 $) 

Km percorsi: 620
Oggetti trovati: pallina da golf

Frase del giorno: Why a company give to you money to travel?
Canzone del giorno: Summer of ’69 – Bryan Adams

Il percorso fatto fin ora

Il percorso fatto fin'ora

Pausa viaggio e cambio itinerario

ottobre 9, 2008

Oggi è stata la giornata più tranquilla da quando siamo in viaggio. Abbiamo approfittato dello stop obbligatorio per “ricaricare un po’ le batterie”. Siamo fermi a Sault Ste. Marie (in Ontario), in attesa che ci sistemino il vetro dell’auto. Se tutto va bene domani primo pomeriggio (oggi per chi legge) saremo pronti per ripartire. Questo contrattempo ci ha costretti a rivedere il nostro itinerario: abbiamo deciso di scendere direttamente a Chicago, saltando quindi Minneapolis. Quest’ultima non è una città particolarmente importante del nostro tragitto quindi poco male se non riusciamo a visitarla. Così facendo recupereremo circa 800 km e torneremo a rispettare la nostra tabella di marcia. 

itinerario previsto prima del contrattempo

itinerario previsto prima del contrattempo

il nuovo itinerario

il nuovo itinerario

A questo punto, possiamo anche svelarvi chi dei 3 è riuscito a chiudere l’auto con le chiavi al suo interno: ebbene si, il colpevole è ancora lui… Tinto (Andrea). 🙂
Solo 4 di voi hanno indovinato la seconda THE READERS COMPETITION e quindi come promesso, riceveranno la cartolina da Chicago: Mr Tony S, Sfriz, Riccardo e Brao Brao Ganghi (mandateci il vostro indirizzo su info@dolcevitaonline.it).

Tinto... e le chiavi rimaste chiuse in auto

Tinto... e le chiavi rimaste chiuse in auto

Se tutto va bene, fra qualche giorno saremo sulla storica Route 66 e attraverseremo il cuore dell’America. Dopo Chicago, ci aspettano St. Louis, Kansas City, Oklahoma City, Dallas… ecc ecc. Il viaggio è ancora lungo e noi vogliamo godercelo km per km, rendendovi partecipi il più possibile. Presto infatti lanceremo la seconda THE READERS CHOICE e vi faremo decidere il nostro percorso. Restate collegati quindi, perchè abbiamo bisogno di voi! 

Oggi (giovedì 9 ottobre) siamo sul Corriere Delle Alpi. Potete anche sentirci in podcast QUI (l’appuntamento su Radio Club 103 è ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 11.00 di mattina, in diretta il venerdì alle 15.45). Segnaliamo inoltre il passaggio radiofonico su Radio Carisma (Ferrara), Radio Prima Rete (Caserta-Napoli) e Radio Top (Oderzo, Treviso e Pordenone). 

Spese del giorno
Generali: 87 $ motel (tot 87 $)
Sir: 2 $ colazione, 14 $ pranzo, 10 $ varie, 25 $ cena (tot 51  $)
Ric: 2 $ colazione, 18 $ pranzo, 5 $ varie, 18 $ cena, 50 $ serata (tot  93 $)
Tinto: 2 $ colazione, 22 $ pranzo, 4 $ varie, 27 $ cena, 50 $ serata (tot 105 $) 

Km percorsi: 10
Frase del giorno: The happiest circumstances are close to home
Canzone del giorno: Push & Pull – Nikka Costa

Grandi Laghi (Ontario-Canada)

Grandi Laghi (Ontario-Canada)

Ontario 2008: esperienze a non finire

ottobre 8, 2008

Ieri il blog ha registrato il record di visite giornaliere da quando è stato aperto: 418 visite uniche in 24 ore. Grazie a tutti, ci date l’energia per fare sempre meglio!
 
Cogliamo l’occasione per lanciare la seconda THE READERS COMPETITION, visto che ieri mattina al risveglio ne abbiamo combinata un’altra delle nostre. Chi tra noi è riuscito a chiudere l’auto lasciando le chiavi al suo interno? Matteo (Sir), Andrea (Tinto) oppure Ric? 
Rispondete con un commento a questo post. Chi indovinerà (da qui al prossimo post) vincerà una cartolina con dedica speciale da Chicago! 🙂
E nel frattempo vi raccontiamo i particolari: dopo aver provato ad aprire l’auto in svariati modi (inutilmente) e aver contattato l’assistenza tecnica (inutilmente), siamo stati costretti a rompere un finestrino (uno di quelli piccoli posteriori) per recuperare le chiavi e ripartire.

il vetro rotto e coperto momentaneamente con un cartone

il vetro rotto e coperto momentaneamente con un cartone

Pulita l’auto dai frammenti di vetro, ci siamo rimessi in marcia: qui non ci si ferma mai! 
Arrivati a Sault Ste. Marie, abbiamo cercato un’officina specializzata in sostituzione vetri. Giovedì mattina ci ripareranno il finestrino. Questo piccolo incidente ci costringerà a fermarci qui più del previsto quindi saremo costretti a cambiare leggermente il nostro percorso. Rinunceremo a salire ancora a nord verso Thunder Bay, e andremo direttamente a Minneapolis, rientrando quindi negli Stati Uniti. Nulla di grave, d’altronde in un viaggio del genere bisogna fare i conti con piccoli e grandi imprevisti.

Il panorama qui è sempre più fantastico…

Ontario, Canada

Ontario, Canada

Questa notte siamo rimasti incantati da un cielo così stellato da non sembrare vero. Ma non ci sono nè foto nè parole che possano descriverlo. Qui in Ontario, in questo periodo dell’anno, si ha come l’impressione di far parte di una fiaba. E’ stato poi interessante e strano passare dalle grandi metropoli a queste foreste incontaminate… due realtà opposte, completamente diverse, ognuna col proprio fascino.

Ontario, Canada

Ontario, Canada

Questa sera, per concludere alla grande la già intensa giornata, abbiamo avuto un ulteriore incontro con le forze dell’ordine locali. Dopo aver fatto un’inversione a u in una strada a senso unico (avevamo sbagliato strada e non c’erano auto nei paraggi), ci siamo trovati i lampeggianti accesi della polizia alle spalle, che ci intimava di fermarci. Ho quindi accostato, spento l’auto e messo le mani sul volante, ben visibili (così ci era stato detto di fare qui). Un agente arrabbiatissimo si è avvicinato puntandoci una torcia in faccia e urlandoci di abbassare il finestrino. A quel punto ci ha chiesto i documenti sottolineando di tenere le mani bene in vista. Gli ho spiegato subito che eravamo italiani, che stavamo facendo un report di viaggio e alla consegna del tesserino da giornalista, si è un po’ tranquillizzato. Abbiamo parlato 2 minuti, lui ha capito la situazione e alla fine ci ha lasciato andare senza alcuna multa, solo invitandoci ad una maggiore attenzione (salutandoci addirittura con un mezzo sorriso).

Un’ulteriore esperienza… in questo viaggio sempre più pieno, sempre più VERO.

Dopo la notte selvaggia, oggi alloggiamo in un motel, caldo e comodo (Northlander Motel, al 243 di Great Northern Road). 

Giovedì 9 ottobre saremo sul Corriere Delle Alpi con un’intervista e qualche curiosità inedita. 😉

Spese del giorno
Generali: 87 $ motel, 320 $ biglietti NBA x Los Angeles (tot 407 $)
Sir: 2 $ colazione, 6 $ pranzo, 45 $ cena (tot 53 $)
Ric: 7 $ colazione, 4 $ pranzo, 45 $ cena (tot 56 $)
Tinto: 6 $ colazione, 8 $ pranzo, 45 $ cena (tot 59 $) 

Km percorsi: 130
Frase del giorno: The key is in the car, the car is close and we are out of car!
Canzone del giorno: Fast car – Tracy Chapman

Ric e Tinto

Ric e Tinto

Orsi e grandi laghi

ottobre 7, 2008

Mi ero appena messo nel sacco a pelo e iniziavo finalmente a scaldarmi un po’, quando sento Tinto e Ric che parlano in inglese con qualcuno fuori dalla tenda. Parlano di “bears”… ma non capisco bene così esco anch’io. Il padrone del camping ci avvisa che ci sono 2-3 orsi in zona e di stare all’occhio. Lui poi sale in jeep e inizia il suo giro intorno ai cottage per tenere le bestie alla larga (così ci dice). Inizialmente stentiamo quasi a crederci, ci guardiamo tra noi un po’ allibiti senza sapere cosa fare.
Torno dal tipo del campeggio e gli chiedo più dettagli sulla situazione: gli orsi ci sono veramente e consiglia di tenere la musica dell’auto accesa in modo che non si avvicinino. Gli chiedo specificatamente se c’è la possibilità che questi arrivino mentre siamo in tenda che dormiamo… lui mi guarda, sorride un po’ e mi dice che “si, la possibilità c’è ma è difficile che accada”. Insomma per lui non c’è di che preoccuparsi, solo da stare un po’ attenti. 
In 7 minuti smontiamo la tenda, carichiamo tutto in auto e abbandoniamo il camping a tutta velocità! Dopo 60 km troviamo un motel e andiamo a dormire ancora increduli di quello che è successo poco prima.

Sudbury, Ontario, Canada

Sudbury, Ontario, Canada

Questa mattina arriviamo a Sudbury, una simpatica e colorata cittadina a circa 400 km a nord di Toronto. La zona è famosa per il cratere di Subdury più noto col suo nome inglese di Sudbury Basin, il secondo più grande cratere di origine meteorica della Terra finora scoperto. Il bacino di Sudbury è lungo 62 km, largo 30 km e arriva fino ad una profondità di 15 km: si è formato 1,85 miliardi di anni fa, a causa dell’impatto di un asteroide di 10 km di diametro.

La zona

La zona del cratere di Sudbury vista dal satellite

Abbiamo quindi proseguito il nostro percorso costeggiando i grandi laghi canadesi. Strade con pochissime curve, zone completamente disabitate e paesaggi da film. Il cielo limpidissimo di oggi faceva risaltare i colori. Alcune foto da “testimonial” 🙂

Ric live X-ide

Ric live X-ide

 

Tinto over the river

Tinto over the river

Guidiamo su strade desolate, in mezzo a una natura fantastica… un po’ di rock nelle stereo e qualche risata. Siamo on the road, siamo dove volevamo essere quando abbiamo deciso di fare questo viaggio.

Un’occhiata a Google Maps, al navigatore satellitare, alla cartina e… ci siamo: troviamo un posto che fa al caso nostro. Prendiamo strade sempre più piccole, pensiamo quasi di esserci persi ma poi…

Arrivati

Arrivati!

Sir in the lake

Sir in the lake

Siamo su una spiaggia, in una piccola baia naturale, sui grandi laghi, precisamente il North Channel… un posto fantastico. Il paese più vicino a noi è Thompson, sulla strada 17, che da Sudbury va a Sault Ste Marie.

di fronte al lago

di fronte al lago

La baia dove ci troviamo ora

La baia dove ci troviamo ora

Abbiamo acceso un fuoco per scaldarci un po’ (quando scende il buio fa freddissimo) e montato la tenda dentro una casetta (che d’estate qui usano come spogliatoio): in questo modo dormiremo al sicuro. Oggi a Sudbury siamo andati in un negozio di attrezzature da camping chiedendo info su come tenere lontani gli orsi: ci hanno proposto uno spray al peperoncino (fatto apposta per gli orsi) o un macete (coltello da 40 cm di lama)… 🙂 Non vogliamo neanche pensare di trovarci davanti a un Grizzly di 500 kg quindi preferiamo prevenire. Il cibo lontano da dove si dorme e la casetta come luogo sicuro, molto meglio così piuttosto che lo spray!

La nostra posizione

La nostra posizione

Il viaggio prosegue benissimo. Da qui è dura aggiornare il blog, il collegamento è lento e spesso proprio non c’è. Ma per voi, troviamo sempre il modo di essere on-line! Continuate quindi a seguirci e lasciare commenti, saluti. Non che ci manchiate, ma ci sentiamo un po’ meno soli leggendovi. 🙂

Spese del giorno
Generali: 75 $ birre, 78 $ spesa cibo e varie (tot 153 $)
Sir: 3 $ colazione (tot 3 $)
Ric: 3 $ colazione, 16 $ pranzo (tot 19 $)
Tinto: 3 $ colazione, 18 $ cena (tot 21 $)
Oggetti trovati: cappellino Boston Red Sox 

Km percorsi: 210
Frase del giorno: There are some bears here…  
Canzone del giorno: Brothers in arms – Mark Knopler

the paradise...

we are in the paradise...

Toronto e foreste canadesi

ottobre 6, 2008

Ieri la giornata è iniziata in una classica lavanderia: tappa obbligatoria per rinnovare la nostra biancheria. Per Tinto e Ric non è stata un’esperienza positiva in quanto per qualche strano motivo sono usciti con i vestiti più sporchi di prima. 🙂

Lavanderia a Toronto

Lavanderia a Toronto

Siamo poi saliti sulla la CN Tower, costruita nel 1973, arriva all’incredibile altezza di 553 metri e risulta essere la più alta struttura del mondo mai costruita.
Dall’alto il panorama è unico…

Il centro di Toronto visto dalla CN Tower

Il centro di Toronto visto dalla CN Tower

Toronto dalla Cn Tower

Toronto dalla Cn Tower

Ed è possibile testare il proprio coraggio sul pavimento trasparente…

Il

Il pavimento trasparente della CN Tower

Da lì abbiamo fatto visita alla Hockey Hall of Fame, una delle principali attrazioni di Toronto. 
Un museo fatto benissimo che vale la pena visitare anche se non si è grandi appassionati di questo sport. Io ho giocato a hockey per tanti anni da ragazzino e vedere la maglia, i guantoni e la stecca di Gretzky (il miglior giocatore di sempre) è stato emozionante.

Sir e Wayne Gretzky

Sir e Wayne Gretzky

La mitica Stanley Cup

La mitica Stanley Cup

Usciti dal museo, abbiamo trovato una pattuglia della polizia di fianco alla nostra auto: avevamo parcheggiato davanti ad un idrante, MA, lì c’era anche un cartello di parcheggio quindi inizialmente abbiamo provato a discutere con il poliziotto cercando di contestare la multa. I poliziotti però non sono molto “amichevoli”, neanche qui, così alla fine abbiamo chiesto dove avremmo potuto fare ricorso e abbiamo salutato. 
100 $ di multa, perchè qui, anche se c’è un cartello che indica uno spazio parcheggio, è assolutamente vietato mettere la macchina a 3 metri da un idrante. Abbiamo provato ad andare all’ufficio reclami… ma era già chiuso. Shit! Vedremo cosa fare, dobbiamo ancora decidere se pagarla o meno. Voi che dite? Non ci va giù! Non è giusto, lì c’era un chiaro cartello che indicava la possibilità di parcheggiare e noi (per una volta) avevamo anche pagato il parchimetro!   

Nostra auto, idrante e... cartello del parcheggio sul palo (in verde)

Nostra auto, idrante e... cartello del parcheggio sul palo (in verde)

Un po’ demoralizzati e incattiviti, abbiamo lasciato Toronto (che comunque è una bellissima città). Serata in strada e notte in un motel.

Spese del giorno
Generali: 15 $ lavanderia, 85 $ motel, 108 $ Cn Tower, 39 $ museo Hockey, 26 $ parcheggi, 76 $ scorta cibo, 60 $ benzina (tot 409 $)
Sir: 8 $ pranzo, 25 $ cena (tot 33 $)
Ric: 10 $ colazione, 34 $ cena (tot 44 $)
Tinto: 10 $ colazione, 35 $ cena (tot 45 $)

Km percorsi: 105

Frase del giorno: It’s a parking place! 
Canzone del giorno: Di vizi di forma e virtù – Dargen D’Amico

Questa mattina è iniziato il nostro viaggio a nord, intorno i grandi laghi e le sconfinate foreste dell’Ontario. Dopo circa 150 km da Toronto, il paesaggio ha iniziato a cambiare e gli alberi vicini alla strada a colorarsi di sfumature mai viste prima. 

Verso i grandi laghi...

Verso i grandi laghi...

Le foreste canadesi

Le foreste canadesi

Ora siamo in mezzo al nulla, o quasi. Qui la stagione dei camping è finita da un pezzo, siamo noi gli unici pazzi che vogliono dormire sotto le stelle, con questo freddo. Siamo arrivati in un campeggio che sembra abbandonato e la famiglia che gestisce il terreno qui si è meravigliata quando le abbiamo detto che volevamo passare la notte in tenda. Ma noi siamo forti! 🙂 E dopo aver piazzato la tenda, abbiamo acceso un fuoco e ora siamo qui che beviamo birra e ce la spassiamo. 

Lago canadese

Lago canadese

La nostra sistemazione, davanti al lago

La nostra sistemazione, davanti al lago

Tinto, Ric e Sir

Tinto, Ric e Sir

Incontro ravvicinato con una volpe… 

Ric and the fox

Ric and the fox

…speriamo solo che gli orsi se ne stiano alla larga: le persone che vivono qui ci hanno detto che la scorsa settimana un orso gli ha fatto visita di notte, svuotando completamente un frigo pieno di cibo.  
Qui si sta Dio, le luci e i rumori delle città sono lontane centinaia di chilometri, il fuoco ci scalda e ci ipnotizza… finalmente siamo into the wild.

Spese del giorno
Generali: 81 $ benzina, 25 $ camping (tot 106 $)
Sir: 4 $ colazione, 25 $ cena (tot 29 $)
Ric: 4 $ colazione, 25 $ cena (tot 29 $)
Tinto: 4 $ colazione, 13 $ cena (tot 17 $)

Km percorsi: 280
Frase del giorno: We are strong!  
Canzone del giorno: Rise – Eddie Vedder

Into the wild

Into the wild

Comunicazione di servizio (extra blog)

ottobre 5, 2008

AGGIORNAMENTO del 6 OTTOBRE: “INTRIGO” E’ STATO RITROVATO OGGI!

I miei hanno smarrito il loro cagnolino, “Intrigo”. Sono molto affezionati a lui quindi stanno facendo di tutto per ritrovarlo. Visto che questo blog è molto seguito, anche dalla gente di là (Cadore), inserisco qui il loro annuncio. Chissà che qualcuno di voi possa aiutarli. Grazie.

Perso bastardino taglia piccola in Piazzale Dolomiti (Tai di Cadore) 
Sabato 4 Ottobre alle ore 15.30
Taglia piccola, bianco maculato marron, con collare
Chi lo vedesse o trovasse telefoni al ———-

Intrigo

Intrigo

Siamo in Canada!

ottobre 4, 2008

Apriamo il post di oggi riportando qui il commento di un nostro lettore, uno di voi (inserito ieri). Pensiamo che sia interessante e che meriti attenzione: 

Sono in vena di provocare! So che mi farò molti nemici. Voglio commentare i commenti.
Ma è possibile che la cosa che interessi di più ai lettori siano le cazzate che questi 3 fanno invece di fare qualche considerazione o riflessione sui posti storici che stanno visitando o sugli input culturali e di costume che giornalmente questi 3 cercano di trasmettere? Trovo molto banali e superficiali la gran parte dei commenti (non tutti). Molte volte ripetitivi! Quella che stanno attraversando è l’America dei Kennedy, dei Bush, di Obama, l’America della grande Democrazia, l’America padrona del mondo, l’America guerraiola, l’America con la più grave crisi economica e finanziaria dopo il ‘29, l’America della più grande “bufala” storica dell’11 Settembre, l’America che sta andando alla deriva e che ci può travolgere…
Riflettete gente! Voi ragazzi continuate a “trasmettere”
Superanima

Ci piacerebbe sapere cosa ne pensate a riguardo. Attendiamo curiosi i vostri commenti.

Tornando al report del viaggio… come da titolo, siamo arrivati in Canada!
La dogana tra gli Stati Uniti e il Canada prevede il passaggio di due blocchi doganali (dei rispettivi stati appunto). In entrambi siamo stati sottoposti ad un accurato “interrogatorio” degli agenti di turno, con domande dettagliate sul nostro viaggio ma non solo (tra cui “cosa siete venuti a fare qui? quanto rimanete? quando ripartite? da dove e per dove? cos’avete nelle valigie? cosa fate nella vita? ecc ecc). Siamo “bravi ragazzi” 🙂 e naturalmente non abbiamo avuto nessun problema a passare. 

La prima cosa che abbiamo notato entrando in Canada è la mancanza di fast food e punti di ristoro rispetto agli States. Bene così, tutta salute! 
A 10 giorni dalla partenza, precisi sulla nostra tabella di marcia, eccoci giunti a Toronto, città da 2 milioni e mezzo di abitanti. 

Toronto skyline

Toronto skyline

Una mia grave e costosa dimenticanza (l’alimentatore del mio mac book al motel di Niagara Falls, che comunque forse riesco a recuperare) ci ha costretti a cercare un Apple Store, che fortunatamente abbiamo trovato in breve tempo… W la Apple!

Apple store a Toronto, all'Eaton Center in Yonge Street 220

Abbiamo poi cercato sistemazione per la notte e dopo 2 ore di giri folli per il traffico della città e 6 ostelli completamente pieni, ci siamo arresi all’ennesimo motel (ma costoso come un albergo) 10 km fuori dal centro. Domani visiteremo Toronto che a prima vista sembra una bellissima città, pulita, curata e in forte espansione. La gente che abbiamo visto qui fin’ora, è vestita tutta in modo originale, stiloso. E senza dubbio, sono tutti più in forma degli americani. 🙂 

Toronto city

Toronto city

In serata partiamo verso nord, verso i grandi laghi e la grandi foreste… finalmente into the wild.
Prevediamo qualche camping selvaggio, tanto freddo e colpi di scena! Restate collegati quindi, che noi continuiamo a trasmettere! 🙂
 
Domani (sabato 4 ottobre) siamo sul Corriere Delle Alpi. L’appuntamento su Radio Club 103 invece è per lunedì mattina alle 11 e alle 15.45 in diretta. Bless!

Spese del giorno
Generali: 50 $ benzina, 93 $ motel (tot 143 $)
Sir: 3 $ colazione, 25 $ cena, 99 $ alimentatore mac book (tot 127 $)
Ric: 3 $ colazione, 20 $ cena (tot 23 $)
Tinto: 3 $ colazione, 30 $ cena (tot 33 $)

Km percorsi: 240
Oggetti perduti: alimentatore mac book (Sir), asciugamano e doccia schiuma (Tinto)

Frase del giorno: There is a free room for 3 persons?
Canzone del giornoApologize – Timbaland feat. One Republic

in motel a Toronto

in motel a Toronto

Cascate del Niagara

ottobre 3, 2008

Sveglia alle 9.30, collegamento per la diretta di Radio Club 103, doccia veloce e colazione coi fiocchi… 

Caffè americano e ciambelle

Caffè americano e ciambelle

…e poi via, alle Cascate del Niagara
Iera sera c’eravamo fatti dare alcune indicazioni dal gestore del motel (cosa che consigliamo di fare in quanto la zona delle cascate è molto dispersiva). Cartina alla mano quindi, vestiti pesanti e giacche a vento; lasciata l’auto in un parcheggio free (il Falls Parking in Rainbow Blvd.) abbiamo continuato a piedi, verso il primo punto d’osservazione (il Cave of the Winds). 1 km circa di passeggiata in mezzo al bosco e poi… lo spettacolo, mozzafiato… 

Cascate del Niagara viste da Cave of the Winds

Cascate del Niagara (American Falls) viste da Cave of the Winds

Per Cascate del Niagara si intende precisamente un complesso di tre cascate distinte anche se originate dal medesimo fiume, il Niagara. Iniziano dal versante canadese con le Horseshoe Falls (Ferro di cavallo), separate dalle American Falls (Americana) sul lato statunitense e le più piccole Bridal Veil Falls (Velo nuziale). Le ultime due sono presenti nella foto qui sopra.  
Non sono altissime (57 metri di salto nel punto più alto) ma la quantità di acqua che si muove, gli scenari e la sensazione di forza e potenza che trasmettono, sono indescrivibili.  

Ric, Tinto e Sir sopra le Cascate del Niagara

Ric, Tinto e Sir sopra le American Falls

L’acqua che cade crea nuvole di goccioline sottilissime, che si alzano per decine di metri fino ad arrivare sopra le cascate stesse… 

Il fiume Niagara, poco prima di trasformarsi in cascata

Il fiume Niagara poco prima di trasformarsi in cascata (Horseshoe Falls)

E’ possibile vedere le cascate da vari punti, seguendo un percorso transennato che costeggia fiume e salti…

Sir sopra le Cascate del Niagara

Sir sopra le Cascate del Niagara (American Falls) da Prospect Point

Da qui (quindi dal versante americano) oppure dalla parte opposta (versante canadese) si può prendere un battello che porta fino a poche centinaia di metri dai getti d’acqua…

Cascate

Le Horseshoe Falls (Ferro di cavallo) e il battello in mezzo la "bufera" di acqua

Il costo del biglietto per singola persona è di 12,50 $ è vale proprio la pena…

viste da sotto

Le American Falls viste da sotto, dalla partenza del battello

Prima di salire sulla piccola nave, ognuno viene fornito di un leggero impermeabile… fondamentale pochi minuti dopo. Alla partenza del battello, mentre si va incontro alle cascate, l’adrenalina è alta e una volta sotto, la sensazione è unica e non ci sono parole per raccontarvela…

Ric e Tinto sotto le Horseshou

Ric e Tinto sul battello, sotto le Horseshoe Falls (Ferro di Cavallo)

Le American Falls viste dal battello

Le Horseshoe (Ferro di Cavallo) viste dal battello

Una curiosità: in quello che fu definito Miracolo sul Niagara, Roger Woodward, un ragazzino di sei anni, si gettò deliberatamente dalle cascate a Ferro di cavallo (foto qui sopra) il 9 luglio del 1960, protetto soltanto da un salvagente. Rimase illeso…

Roger Woodward, il bambino miracolato

Roger Woodward, il bambino miracolato

Giornata intensa quindi, una grande esperienza, un grandioso spettacolo della natura! 

Le American Falls viste dal battello

Le American Falls viste dal battello

Ah! Quasi dimenticavo… chi di noi 3 è stato buttato fuori dal museo a Cleveland?
Avete risposto in molti, ma solo 5 di voi hanno indovinato. La risposta esatta era… TINTO (Andrea). 🙂
Complimenti quindi a Cati, Mr Tony S, Michela, Brao Brao Ganghi, Eloisa Big Mama.
A breve, una nuova The Readers Competition…

Potete sentirci in podcast QUI

Un paio di risposte ai commenti…
@ OldG: Sir non sta diventando “vecchio”, si sta semplicemente tenendo per la west coast!
@ Betty: Conto della cena 169 $ ma abbiamo mangiato benissimo.
@ Mommy-to-be: gli adesivi li togliamo noi, ma sono fatti apposto, siamo super organizzati!
@ Elena: nemmeno in quel museo erano permesse le foto, ma ne abbiamo fatte lo stesso anche lì!
@ Rudy: Seattle è troppo lontana rispetto al nostro itinerario, sarà x il prossimo coast to coast.
@ tutti: we love u!  

Spese del giorno
Generali: 58 $ motel, 37,5 $ giro in battello, 39 $ scorta birre (tot 135,5 $)
Sir: 5 $ colazione, 12 $ pranzo, 75 $ felpa + regalo, 20 $ rasoio, 16 $ cd (tot 128 $)
Ric: 5 $ colazione, 12 $ pranzo, 20 $ cinture, 20 $ rasoio, 12 $ cibo extra (tot 69 $)
Tinto: 5 $ colazione, 12 $ pranzo, 60 $ regali, 66 $ cd e borsa, 12 $ cibo extra (tot 195 $)

Km percorsi: 20

Frase del giorno: The nature is a spontaneous overflow of powerful feelings
Canzone del giorno: Layla – Eric Clapton

Tinto e l'arma del "delitto"

Tinto e l'arma del "delitto"

Cleveland e Buffalo

ottobre 2, 2008

Amici ciao! Ieri sera ci siamo trattati bene e dopo 1 settimana di hot dog e schifezze varie, abbiamo cenato in un ristorante deluxe (XO Prime Steaks, al 500 W. di St Clair), pesce, carne, vino rosso italiano e… un conto bello salato! Ma va bene così, ogni tanto ci vuole. Tinto e Ric poi si sono fermati in un locale in centro a fare festa, io sono volato in hotel perchè ero stanco e dovevo aggiornare il blog.

Cleveland by night

Cleveland by night

Questa mattina, a Cleveland, abbiamo visitato la Rock and Roll Hall of Fame, un museo che raccoglie strumenti, vestiti, foto e curiosità di chi ha fatto la storia della musica americana e non solo. Fermarsi davanti al pianoforte di John Lennon e pensare che lui in persona ha toccato quei tasti mentre scriveva Imagine, è stato emozionante. Così come leggere il foglio originale su cui Jimi Hendrix ha scritto Purple Haze o guardare le chitarre con cui Eric Clapton ha suonato assoli da brividi.

Rock and Roll Hall of Fame museum

Rock and Roll Hall of Fame museum

Il testamento di Jim Morrison (foto "abusiva")

Il testamento di Jim Morrison (foto "abusiva")

Come potete leggere dalla didascalia nell’immagine qui sopra, le foto non erano permesse in questo museo. Noi, naturalmente, non abbiamo resistito e qualcuna ne abbiamo fatta, chi in modo più discreto con il telefonino, chi spudoratamente con macchina fotografica e teleobiettivo. Quest’ultimo di noi (che non vi diremo ora chi è dei 3), è stato letteralmente “preso per le strazze” (vestiti) e buttato fuori dal museo (qui non scherzano… lo sappiamo bene ormai). Non vi diciamo chi di noi è “uscito”, perchè… chiediamo a voi di indovinarlo. Ecco quindi il primo…
THE READERS COMPETITION: Chi tra noi ha scattato una foto con la macchina fotografica ed è stato sbattuto fuori dal museo? Matteo (Sir), Andrea (Tinto) oppure Ric? 
Rispondete con un commento a questo post. Chi indovinerà (da qui al prossimo post) vincerà una stilosissima Tshirt dell’X-ide, il nostro sponsor. Good Luck! 😉

Buffalo

Buffalo's girl with X-ide's Tshirt

E’ di oggi anche la nostra prima multa ufficiale: 25 $ per un divieto di sosta. Dobbiamo stare più attenti, shit!

Sir e la prima multa (rido per non piangere)

Sir e la prima multa (rido per non piangere)

Salutata Cleveland ci siamo rimessi in viaggio. Altri 250 km circa ed eccoci arrivati a Buffalo, cittadina sul confine con il Canada, la più vicina alle Cascate del Niagara. Abbiamo trovato (con Booking.com) una buona sistemazione per la notte a Niagara Falls (a 20 km a nord da Buffalo), al Swiss Cottage Inn, un motel a due passi dalle cascate (al 6831 di Niagara Falls Blvd.). Domani è… show time! 

In generale va tutto bene, tranne il tempo che da alcuni giorni non ci dà tregua: vento e pioggia ci accompagnano ovunque, speriamo che nei prossimi giorni migliori altrimenti troveremo parecchio freddo in Canada.

Rain on the window

Rain on the window

Grazie a tutti per l’entusiasmo con il quale ci continuate a seguire. Questo viaggio senza di voi non sarebbe lo stesso! 

Spese del giorno
Generali: 66 $ museo Rock and Roll, 58 $ motel, 3 $ autostrada (tot 127 $)
Sir: 7 $ pranzo, 2 $ autogrill, 23 $ cena (tot 32 $)
Ric: 7 $ pranzo, 6 $ autogrill, 42 $ cena, 7 $ serata (tot 62 $)
Tinto: 8 $ pranzo, 4 $ autogrill, 42 cena, 7 $ serata (tot 61 $)

Km percorsi: 320
Multe: 25 $ (divieto di sosta) 

Frase del giorno: Anything you want, let’s do it. (Jim Morrison)
Canzone del giorno: Oh boy – Buddy Holly

One way... Cleveland

One way... Cleveland

from Pittsburgh to Cleveland

ottobre 1, 2008

E così avete scelto, ci mandate alle Cascate del Niagara. Così sia! Buffalo e le famose cascate hanno avuto la meglio su Detroit (13 voti contro 7). Siamo contenti anche noi, perchè ci sarebbe dispiaciuto non visitare uno dei più incredibili spettacoli al mondo che la natura offre. Ora possiamo anche dirvi che Detroit è considerata la città più pericolosa degli Stati Uniti (secondo uno studio annuale dell’FBI, che tiene conto del tasso pro-capite di omicidi, violenze sessuali, rapine, assalti aggravati e furti d’auto) quindi, questo può essere un buon motivi per non aver rimorsi nei confronti della “città di Eminem” e delle grandi aziende automobilistiche. 
Tranquilli comunque, visiteremo anche St. Louis prossimamente, al secondo posto della classifica sul crimine. 🙂

Dopo la notte in motel (camera fumatori… sembrava di essere dentro un posacenere dalla puzza che c’era) siamo andati all’Andy Warhol Museum. Il King della Pop Art era un personaggio eclettico e particolare. Nei sette piani del museo sono raccolte foto, quadri, articoli di giornale e opere varie. Da visitare assolutamente se si passa a Pittsburgh.

Andy Warhol

Andy Warhol

 Ultimo giro per le strade di Pittsburgh, un po’ di promozione…

Pittsburg's girl with X-ide tshirt

Pittsburg's girl with X-ide Tshirt

…e via verso Cleveland, nell’Ohio, la nostra 5° tappa. 
Considerazione veloce: gli americani, mangiano di tutto, dappertutto! E’ una cosa indescrivibile: ci sono paesi che hanno più fast food che case. Le confezioni di snack sono giganti e innumerevoli. Si trova cibo ovunque, e ovunque si vede gente obesa! …però tutti bevono la CocaCola LIGHT 🙂

Ric e Tinto vicini a confezioni giganti di patatine

Ric e Tinto vicini a confezioni giganti di patatine

Siamo arrivati a Cleveland qualche ora fa. Dormiremo al Travelodge Cleveland Lakewood hotel, al 11837 di Edgewater Drive (trovato sul sito travelodge.com, 58 dollari la tripla). Ora usciamo… ci aspetta (forse) una cena di pesce.

Tinto alla guida

Tinto alla guida

Il viaggio procede alla grande, siete sempre di più a seguirci e questo non può che farci piacere. Sono in arrivo nuove “the readers choices” quindi continuate a visitare il blog e ad ascoltarci su Radio Club 103 (ogni mattina, dal lunedì al venerdì, alle 11.00).  
Per ora, dagli Stati Uniti, è tutto! A poi.

Spese del giorno
Generali: 58 $ hotel, 3 $ deodorante auto, 15 $ cartoline e francobolli, 45 $ museo Warhol, 74 $ benzina, 3 $ autostrada (tot 198 $)
Sir: 5 $ colazione, 16 $ adattatore/alimentatore, 3 $ souvenir, 6 $ pranzo, 56 $ cena (tot 96 $)
Ric: 4 $ colazione, 6 $ pranzo, 68 $ cena, 46 $ serata (tot 124 $)
Tinto: 5 $ colazione, 14 $ carte da gioco, 30 $ souvenir, 7 $ pranzo, 62 $ cena, 62 $ serata (tot 180 $)

Km percorsi: 340
Oggetti perduti: 1 felpa (Tinto) 

Frase del giorno: Work is play when it’s something you like (Andy Warhol)
Canzone del giorno: I’ll be missing changes – Puff Daddy vs Tupac

Il percorso fatto fin'ora

Il percorso fatto fin'ora

Pittsburgh

settembre 30, 2008

Giornata tranquilla oggi. Ci siamo rilassati un po’ dopo il ritmo intenso delle grandi città. Non che Pittsburgh sia piccola (ha comunque i suoi 300.000 abitanti) ma è una città a dimensioni più umane rispetto New York e Philadelphia. Qui è nato Andy Warhol, precursore della Pop Art e domani visiteremo il museo dedicatogli.

Uno scorcio di Pittsburgh

Uno scorcio di Pittsburgh

Ci siamo sistemati anche oggi in un classico ostello, economico ma pulito, a 7 km dal centro città (il Motel 6, al 211 di Beecham Drive). La periferia di Pittsburgh è caratteristica e piacevole da girare in auto.

Periferia di Pittsburgh

Periferia di Pittsburgh

Qui stasera c’era il Monday Night della NFL, la National Football League, ovvero una sorta di posticipo, tra la squadra locale, i Pittsburgh Steelers e i Baltimora Ravens. Il football americano qui è seguitissimo (così come l’hockey, il baseball e, negli altri stati, il basket) e tutta la città si ferma per seguire eventi come questo. Abbiamo fatto un giro intorno allo stadio qualche ora prima dalla partita… i biglietti c’erano ma a prezzi proibitivi, così abbiamo rinunciato. Durante la partita, la città era deserta e i pochi bar aperti avevano le tv sintonizzate sul match e le persone presenti, tutte vestite coi colori della squadra. 

Lo stadio di football americano

Lo stadio di football di Pittsburgh durante la partita di questa sera

THE READERS CHOICE n.2
Domani ripartiremo alla volta di Cleveland e da là, andremo a Buffalo (e quindi alle famose Cascate del Niagara) oppure a Detroit, la città di Eminem e dei club underground. A voi la scelta! 
Inserite un commento a questo post e fateci sapere cosa ne pensate. Deciderete voi dove farci andare. Dalla vostra scelta, dipende il nostro viaggio. Siamo nelle vostre mani! 🙂 

Ah, e per tutti i visitatori del blog che passano, leggono e fuggono (ormai siamo sulle 350 visite uniche al giorno)… lasciate un segno del vostro passaggio, anche solo un saluto, a noi fa piacere. Bless!  

Spese del giorno
Generali: 53 $ motel, 17 $ serata, 10 $ parcheggio (tot 80 $)
Sir: 10 $ pranzo, 8 $ cena (tot 18 $)
Ric: 10 $ pranzo, 10 $ cena  (tot 20 $)
Tinto: 10 $ pranzo, 10 $ cena (tot 20 $)
Km percorsi: 220
Oggetti perduti: 1 maglietta (Sir) 

Frase del giorno: Never quit 
Canzone del giorno: Attack – 30 seconds to Mars

Pittsburgh notturna

Pittsburgh notturna

Washington

settembre 29, 2008

Ore 22.00, inizia il nostro primo saturday night negli States. Chiediamo informazioni ad una cameriera su dove passare una bella serata e prendiamo la metro fino al luogo indicato. Arriviamo a Farragut North, un quartiere chic di Washington: ci mettiamo in coda all’entrata della prima discoteca che troviamo… sono tutti tiratissimi, tutti vestiti bene. Io ho i pantaloni corti, io non posso entrare. Da nessuna parte. In nessuna delle discoteche della zona. Siamo tesi e nervosi, e parte una discussione dai toni accesi con Tinto sul modo di vestirsi. Camminiamo per mezz’ora urlandoci addosso, in cerca di un locale che accetti il mio abbigliamento. Niente. Fermiamo un taxi e gli chiediamo di portarci da qualche parte… se esiste un posto in città dove si può far festa senza jeans.

E’ la svolta… 5 minuti dopo siamo in una via piena di disco pub e locali pieni di gente, di tutti i tipi (stiamo cercando di recuperare il nome della via). Entriamo in almeno 4 di questi, balliamo un po’, beviamo, facciamo festa, tutto sembra filare liscio quando… alle 2.30 precise, improvvisamente, le luci del locale in qui siamo in quel momento si accendono, la musica finisce e 2 buttafuori giganti iniziano ad urlare “Let’s go out! Let’s go out!” spingendo la gente fuori, di forza. In strada, ci rendiamo conto che succede la stessa cosa ovunque e scopriamo che è così dappertutto qui: a quest’ora, stop discoteche, stop bar, stop festa, stop alcol, stop tutto. Si va a letto, punto. Non ci resta che prendere un taxi e tornare in hotel, contenti per la bella serata ma soddisfatti solo a metà; la festa era appena iniziata, noi si pensava di andare a dormire all’alba. Pazienza, l’America è anche questa… 

American flags...

American flags...

Il modo migliore per visitare Washington è in bicicletta. 
L’avevamo letto, l’abbiamo provato e lo confermiamo. Alle 11.00 siamo pronti per partire con il nostro giro turistico a bordo di 3 mountain bike (noleggiate al Bikeandroll, al 1100 di Pennsylvania Ave). 
Ci dirigiamo subito verso la Casa Bianca e in breve tempo siamo davanti ai cancelli della dimora dei presidenti…

Ric, Sir e Tinto davanti alla Casa Bianca

Ric, Sir e Tinto davanti alla Casa Bianca

Appoggiamo le nostre bici sulla staccionata e ci allontaniamo di 10 metri, verso un gruppo di turisti, per farci fare una foto. 5 minuti dopo torniamo a riprendere i nostri mezzi e in quel momento, un’agente donna ci grida contro frasi che inizialmente non capiamo: la poliziotta è incazzata nera, noi la guardiamo un po’ allibiti. Ci chiede (sempre urlando e tenendosi a distanza di “sicurezza”) perchè abbiamo lasciato le bici incustodite (erano a 10 metri da noi!) e perchè non abbiamo risposto quando lei ha chiesto alla folla di chi fossero (nessuno di noi ha sentito nulla!). Per qualche istante è panico, la folla di turisti è immobile e fissa noi e la poliziotta, che nel frattempo deve aver chiamato i rinforzi perchè intorno a lei ora ci sono 2 pattuglie, un altro agente a piedi e uno in bici.
Rispondo che non siamo americani, che non capiamo bene la lingua e che eravamo a pochi metri dalle bici, solo per farci fare una foto. Infine, mi scuso dicendo che non sapevamo di dover fare diversamente. Il tutto, per fortuna, finisce lì. La poliziotta torna al suo posto, gli altri agenti se ne vanno, noi anche. 
INCREDIBILE ! Ok che questa è la Casa Bianca, ok che questa è la capitale degli Stati Uniti, ok che qui hanno avuto l’11 settembre e gli attacchi terroristici… ma qui, signori, siamo a livelli disumani.
In generale, fin’ora, (specie nelle città) abbiamo avuto la netta sensazione di avere sempre il fiato sul collo e l’esperienza appena raccontata, ne è prova.

Davanti al Lincoln Memorial

Davanti al Lincoln Memorial

Proseguiamo il nostro giro fermandoci al Washington Monument (l’obelisco simbolo della città), al Lincoln Memorial, al Thomas Jefferson Memorial e infine al maestoso Campidoglio.
Un bellissimo percorso, tra parchi, laghetti e strade ordinate. Qui si respira nell’aria l’orgoglio americano. 

L'obelisco visto dal Lincoln Memorial

L'obelisco visto dal Lincoln Memorial

Visitiamo anche il National Air and Space museum (interessante, soprattutto per gli appassionati di aerei), 
ci fermiamo a giocare con qualche scoiattolo…

Scoiattolo a Washington

Scoiattolo a Washington

Scoiattolo e Ric

Scoiattolo e Ric

…e infine ci concediamo un squisito pranzo…

Hot dog

Hot dog

 …prima di riconsegnare le biciclette, salutare Washington e rimetterci in viaggio. 

Davanti al Campidoglio

Davanti al Campidoglio

Dopo circa 2 ore, ci siamo fermati a 150 km da Pittsburgh (la nostra 4° tappa), in un motel a Bedford (Judys Motel, al 3521 di Business 220) una cittadina sperduta nel cuore della Pennsylvania. 
Piacevole serata in un classico pub americano, con biliardi e jude box. Ora andiamo a dormire, più stanchi che mai. Il ritmo del viaggio fin’ora è stato molto intenso, e cercheremo infatti di rallentare un po’ nei prossimi giorni, e soprattutto, di non farci arrestare! 😉   

Spese del giorno
Generali: 75 $ noleggio bici, 5 $ autostrada, 25 $ cinema imax, 48 $ motel, 18 $ serata, 70 $ benzina (tot 241 $)
Sir: 4 $ colazione, 7 $ souvenir, 6 $ pranzo, 15 $ cena (tot 32 $)
Ric: 3 $ colazione, 6 $ pranzo, 15 $ cena  (tot 24 $)
Tinto: 4 $ colazione, 7 $ souvenir, 4 $ pranzo, 15 $ cena (tot 30 $)
Km percorsi: 240

Frase del giorno: Be careful!
Canzone del giorno: No Matter What – T.I.

p.s. Domani, Martedì 29 Settembre, saremo sul Corriere Delle Alpi. 
p.s.2 Vi ricordiamo l’appuntamento su Radio Club 103, dal lunedì al venerdì, ogni mattina intorno alle 11. Oppure in podcast QUI

on the road...

on the road...

Philadelphia

settembre 28, 2008

Siamo arrivati nella capitale della Pennsylvania intorno alle 18.00 ora locale, nebbia e una leggera pioggia avvolgevano i grattaceli. Questa è la città di Rocky Balboa, quindi obbligatoria era la visita alla sua statua e alla storica gradinata presente nel famoso film.

La statua di Rocky

La statua di Rocky

Molti i turisti e i curiosi presenti per una foto con la statua del pugile, che rappresenta non un semplice omaggio a un film ma, secondo l’amministrazione locale, il simbolo della vittoria dell’uomo comune contro le avversità.
Suggestiva la vista dal Museum of Art…   

Philadelphia vista dal Museum of Art

Philadelphia

Dopo non poche ricerche in internet abbiamo trovato un’ottima sistemazione per la notte, un ostello non troppo distante dal centro città: il Philadelphia Chamonix Mansion Hostel (al 3250 di Chamonix Drive in Fairmount Park). Abbiamo diviso la camera con altre due persone (incrociate solo di sfuggita prima di andare a dormire). Da segnalare i pub e locali della città, veramente cool! 
Qui però senza un documento d’identità, non si entra in nessun locale e tanto meno si può ordinare una birra. In quello dove siamo stati noi, hanno addirittura voluto il passaporto di ognuno di noi, la carta d’identità non era sufficiente. E per giocare a biliardo, o pagamento anticipato in contanti o carta di credito lasciata a loro fino a fine partita. Regole ferree quindi.
Serata tranquilla e a letto presto… che il viaggio è lungo! 

(da oggi iniziamo a pubblicare le nostre spese e altri dati)
Spese del giorno
Generali: 69 $ benzina, 14 $ pedaggio autostrada, 69 $ ostello (tot 152 $)
Sir: 10 $ pranzo, 9 $ biliardo, 7 $ cena (tot 26 $)
Ric: 12 $ pranzo, 7 $ cena (tot 19 $)
Tinto: 15 $ pranzo, 9 $ biliardo, 7 $ cena (tot 31 $)
Km percorsi: 195 

Frase del giorno: If I can change and you can change… all the world can change
Canzone del giornoThe eye of tiger – Survivor

Ric into Dollars

Ric into Dollars

In piedi alle 8, colazione e visita all’Indipendence Mall, quartiere che include diverse strutture del XVIII secolo, associate alla Rivoluzione Americana. Qui fu firmata la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti. Qui si respira un’aria ufficiale e maestosa. Rangers e poliziotti serissimi mantengono l’ordine e la gente viene indirizzata attraverso percorsi pedonali prestabiliti. 

L'inizio del testo della Dichiarazione d'Indipendenza, su un muro di un edificio

L'inizio del testo della Dichiarazione d'Ind., stampato sul muro di un edificio

Qualcuno nei commenti ci ha chiesto giustamente notizie riguardanti le imminenti elezioni presidenziali: qui si vedono spesso bandierine, cartelli e altro inerenti i candidati. Come per tutto il resto, qui anche le elezioni sono uno show, il più grande probabilmente. Da quello che si sente in giro, si ha la netta impressione che sia Obama il favorito e quando ci capita non perdiamo occasione per chiedere pareri a tassisti e gente locale. La speranza di un cambiamento è nell’aria, ma è come se nessuno azzardi a sbilanciarsi, tenendo presente che McCaine è sempre presente e che per qualche motivo potrebbe vincere.
Anche gli ultimi sondaggi comunque danno Obama in vantaggio e le aspettative sono molte. Noi stessi abbiamo partecipato ad un mini-sondaggio all’interno di uno degli edifici dell’Independence Mall, regalando il nostro “voto” a Barak! 

Curiosa manifestazione vicino la zona storica, dove qualche decina di persone protestava contro la situazione economica americana, distribuendo volantini e gridando con megafoni.

Manifestanti a Philadelphia

Manifestanti a Philadelphia

Finito il giro turistico per la città, ci siamo subito rimessi in viaggio, facendo una piccola tappa in un centro commerciale, dove abbiamo acquistato la tenda che ci ospiterà durante le notti in campeggio (indirizzo del negozio: REI Recreational Equipment Inc., 200 West Ridge Pike, Conshohocken).
Sosta in autogrill e via verso Washington!

Avete deciso, tramite i vostri commenti, di farci passare il sabato sera nella capitale americana: siamo contenti e così faremo! Arrivati da poco, dormiremo in un bel hotel a 3 stelle a pochi km dal centro e ad un passo dal Pentagono (Radisson, al 2020 di Jefferson Davis Highway, prenotato tramite Expedia.it). E domani si vedrà. Ora doccia veloce e… Washington night party!

p.s. Domani, Domenica 27 Settembre, saremo sul Corriere Delle Alpi.   
p.s.2 E’ in arrivo THE READERS CHOICE n.2: Detroit vs. Cascate del Niagara… stay tuned!

Spese del giorno
Generali: 4 $ pedaggio autostrada, 130 $ tenda, 132 $ hotel (tot 166 $)
Sir: 8 $ colazione, 6 $ spilla Dichiarazione, 11 $ pranzo (tot 25 $)
Ric: 8 $ colazione, 35 $ materassino camping, 12 $ pranzo  (tot 55 $)
Tinto: 6 $ colazione, 69 $ cuscino camping, 10 $ pranzo (tot 85 $)
Km percorsi: 270

Frase del giorno: I voted for President!
Canzone del giorno: Sailing to Philadelphia – Mark Knopfler

Ultimo giorno a NYC

settembre 26, 2008

Come promesso eccoci qui per il resoconto di ieri, ultima giornata a New York City. 
Colazione veloce allo Starbucks con il classico caffettone americano e via verso la Statua della Libertà…  o così credavamo: ferry sbagliato e ci siamo trovati a Staten Island invece che a Liberty Island appunto, dove c’è la famosa statua simbolo di NY. Ci siamo comunque passati davanti con il ferry, scattando qualche foto a 300-400 metri. Visti i tempi stretti, abbiamo preferito proseguire il nostro percorso lasciandoci alle spalle Statua della Libertà ed errore commesso (anche questo fa parte di un viaggio del genere).

La Statua della Libertà

La Statua della Libertà

E a proposito di errori… ci siamo appena resi conto di aver passato un casello autostradale senza pagare (in una corsia preferenziale tipo autovelox). Arriverà la multa, un giorno, pazienza. Non massacrateci troppo nei commenti 🙂

Tornando a ieri, dopo aver attraversato lo storico ponte di Brooklyn …

Ponte di Brooklyn e Manhattan sullo sfondo

Ponte di Brooklyn e Manhattan sullo sfondo

…ci siamo diretti a Central Park, il gigantesco Central Park, una piccola città verde dentro la città. E a Central Park, tutti corrono! Vecchi, bambini, runners professionisti, gruppi di ragazze, chiunque. E tutti o quasi con l’iPod. Avremmo voluto noleggiare le bici e girarlo tutto ma il brutto tempo e la bassa temperatura ci hanno limitato ad un giro in auto e una passeggiata.  

Veduta aerea di Central Park

Veduta aerea di Central Park (foto dal web)

Un giro veloce sulla Broadway e Times Square (le strade più famose e vivaci di Manhattan) e via al Madison Square Garden, per la partita di NHL tra i NY Rangers e i Tampa Bay.

Sir, Tinto e Ric davanti al The Garden

Inno nazionale a inizio partita (con qualche fischio e contestazione), risse “autorizzate” tra i giocatori (ovvero, la regola è che se 2 giocatori mollano bastone e guanti, possono darsele finchè uno dei due non cade per terra o meglio, sul ghiaccio… e prima di cadere, se ne danno proprio tante), animazioni durante i time out e hot dog sugli spalti. Alla fine, più che una partita, si assiste ad un vero e proprio spettacolo, uno show, tanto che la sconfitta dei Rangers per 4-2 ha influito ben poco sul morale degli spettatori. Il Madison Square Garden è immenso e ogni piano ha i propri negozi, bar e ristoranti. Merita davvero. 

Hockey NHL in the Madison Square Garden

Hockey NHL in the Madison Square Garden

Serata a Manhattan, in un locale-club con musica live (SOB, al 204 di Varick Street). R&B e HipHop suonato in modo esemplare da un gruppo di neri (con batteria, chitarre, basso e tastiera… non basi !). Atmosfera calda e ragazze di colore bellissime e inavvicinabili, visti i loro accompagnatori. 🙂

E così è finito il nostro ultimo giorno intero nella stupefacente NYC. Oggi abbiamo fatto un breve giro nel Bronx (quartieri underground ma in generale la situazione è tranquilla) e visto lo Yankee Stadium, prima di lasciare la Grande Mela. In questo momento siamo in viaggio verso Philadelphia, nostra seconda tappa.

THE READERS CHOICE n.1
A  questo punto, come promesso, vi coinvolgiamo ulteriormente nel nostro viaggio. Fra qualche ora saremo a Phiadelphia e passeremo là la notte. Domani ripartiremo alla volta di Washington e dovremmo arrivare nella capitale nel primo pomeriggio. Visiteremo alcuni luoghi storici e QUI lasciamo a voi la scelta: se passare il sabato sera (e quindi la notte) a Washington o a Pittsburgh. Dove preferite farci far festa?!
Lasciate un commento a questo post e fateci sapere la vostra scelta. Il nostro primo saturday night dipende solo da voi!  

in Broadway avenue, New York City

in Broadway, New York City

Stand by

settembre 26, 2008

Siamo appena rientrati in albergo dopo una serata passata in giro tra Brooklyn e Manhattan. Qui sono le 3 di notte, piove e siamo stanchi. Va tutto alla grande comunque e abbiamo in serbo un paio di sorprese per chi ci sta seguendo (siete sempre di più!). Ultima notte nel New Jersey, domani si va a Philandelphia e durante il tragitto vi racconteremo ciò che abbiamo fatto oggi, ma soprattutto, vi faremo decidere dove farci andare nei prossimi giorni! Coming soon!  
Aggiornamento: oggi andiamo in onda su Radio Club 103 alle 18.50.
Potete anche ascoltarci in podcast QUI. Buon ascolto.

Nel frattempo, qualche foto…

Manatthan vista da Staten Island

Manhattan vista da Staten Island

Andrea

Andrea

La nostra auto

La nostra auto

Matteo e la Statua della Libertà sullo sfondo

Matteo e la Statua della Libertà sullo sfondo

 

Madison Square Garden

Madison Square Garden

Night in NY

Night in NY

We love New York!

settembre 25, 2008

Sono bastate un paio d’ore, qualche sguardo all’insù, un breve giro in auto… e la Grande Mela ci ha conquistati! Che grande città, in tutti i sensi…



Alle 6 di mattina eravamo già in piedi, il jet leg si è fatto sentire pesantemente nonostante la stanchezza della sera prima. Arrivati a Manhattan verso le 10, siamo corsi in cerca di un posto dove fare una tradizionale colazione a base di bacon e uova. Un’ora dopo abbiamo ritirato l’auto che ci accompagnerà per l’intera durata del viaggio: una Toyota 4 Runner, con cambio automatico, niente male! Spesa extra di 600 dollari rispetto al preventivo iniziale per età inferiore ai 25 anni di uno dei guidatori (Andrea). D’altronde non posso guidare solo io… visti i 10.000 e passa km che ci attendono! Saremo quindi in 2, come previsto, ad alternarci alla guida sulle mitiche highways americane. E a proposito di strade, il traffico di NY e dintorni è a dir poco impressionante: camion enormi monopolizzano le corsie, pedoni spregiudicati passano col verde, l’arancione e il rosso, ambulanze con le sirene accese sfrecciano ovunque ogni 5 minuti e i pochi ciclisti impavidi inventano traiettorie impossibili. Nonostante questo, la sensazione che abbiamo avuto è che questa città vive in un “disordine ordinato”, un “caos armonico”, difficile da spiegare con parole diverse. Tutto ha un senso, tutto e tutti sono al posto giusto al momento giusto, incredibilmente. 

 

Diretti verso il Madison Square Garden, siamo casualmente passati davanti al Moma (il famoso museo delle arti moderne) e non abbiamo esitato a parcheggiare l’auto ed entrare (20 dollari a testa per la visita completa). I 5 piani del museo raccolgono opere che vanno dal design (le più interessanti) alla scultura, dalla fotografia alla pittura (le più noiose, Van Gogh escluso). L’atmosfera che si respira è molto vivace, l’organizzazione perfetta. Un paio di scatti curiosi…

  

Dopo 2 ore di “immersione culturale” abbiamo proseguito verso il palazzo dello sport più famoso della città, se non del mondo, dove tra poche ore si sfideranno i NY Rangers e i Tampa Bay Lightning, in una partita di della regolar season di NHL (la lega professionisti hockey ghiaccio): al Madison Square Garden, domani sera, ci saremo anche noi… 3 preziosissimi biglietti sono nelle nostre mani (45 dollari a biglietto e trovarli non è per niente facile). Vi racconteremo il tutto domani.

Proseguendo il nostro tour disorganizzato, abbiamo incrociato la sede del New York Times e la foto con Dolce Vita era il minimo che potessimo fare…

Matteo, Dolce Vita e la sede del New York Times

Matteo, Dolce Vita e la sede del New York Times

Dopo una breve visita all’Empire State Building, la giornata si è conclusa a Ground Zero, il luogo sul quale sorgevano le Torri Gemelle prima dell’11 settembre 2001: attualmente l’intera zona è transennata e ci sono grandi lavori in corso per la costruzione di una nuova torre. A parte questo e a parte tutte le varie teorie e versioni su quel fatidico giorno, siamo comunque rimasti delusi da quanto visto: oltre ad una misera parete dedicata ai vigili del fuoco e agli agenti caduti, non abbiamo trovato traccia di memorie e ricordi del tragico evento che, in un modo o nell’altro, ha segnato l’America e non solo. Ci hanno sempre raccontato che gli americani sentivano ancora molto quel giorno a livello emotivo, ma l’aria che si respirava lì oggi, era di totale indifferenza. O forse, la nostra chiave di lettura è sbagliata, e la loro è semplicemente voglia di ricominciare e di andare avanti.

Ground Zero

Ground Zero

Per vedere New York ci servirebbe 1 mese, ma abbiamo a disposizione ancora solo 1 giorno quindi domani ci daremo dentro! Per ora è tutto, grazie ancora a chi ci sta seguendo, supportando e sta condividendo con noi questa avventura. Non immaginate quanto ci fa piacere leggere i vostri commenti!
Vi ricordiamo l’appuntamento su Radio Club 103, ogni giorno dal lunedì al venerdì, intorno alle 11.00, con le nostri voci in onda.

La frase: “We will never forget”
La canzone: “Last night di P. Diddy”

Ric and NYPD

Ric and NYPD

Arrivati a New York

settembre 24, 2008

Sono quasi 24 ore che siamo in piedi… quindi quest’aggiornamento sarà breve e veloce. 
Qui è l’1 e mezza di notte, in Italia sono le 7.30. Il volo è andato bene e il tempo ci è passato più in fretta del previsto, tra qualche film e qualche bicchiere di champagne. Ben più impegnativa invece l'”entrata ufficiale” negli Stati Uniti, che comporta la compilazione di alcuni moduli (il famoso foglio verde in cui tra le varie domande ti chiedono espressamente se “sei un terrorista”), foto e impronte digitali. Per non parlare del viaggio in taxi più assurdo che potevamo immaginare: un giovane tassista arabo, a dir poco inesperto, che ci ha portato a destinazione solo grazie al NOSTRO navigatore satellitare, dopo aver percorso decine di chilometri su strade sbagliate. 
E ora finalmente siamo in albergo. I letti sono minuscoli, ma con la stanchezza che abbiamo andranno più che bene (anzi, gli altri due stanno già russando alla grande). Domani mattina ci lanciamo in the city! Nel centro del mondo! Gli scorci che abbiamo intravisto questa sera, ci hanno già ipnotizzato… grattacieli e luci spettacolari. A poi. 

taxi's trip!

taxi's bad trip!

Let’s go!

settembre 23, 2008

Ciao amici. Eccoci in viaggio!
Piccolo cambio di programma… e siamo a Parigi, all’aeroporto Charles De Gaulle. Il volo della Lufthansa da Venezia a Francoforte era in ritardo così rischiavamo di perdere la coincidenza per New York. Ci hanno così sistemati su un volo dell’Air France e fra poco ripartiremo alla volta degli States con la stessa compagnia, arrivando a destinazione con circa 2 ore di ritardo rispetto al nostro programma. Poco male, a NY saranno le 20.50 (in Italia le 3 di mattina, 6 ore di differenza), avremo quindi tutto il tempo per sistemarci in hotel e uscire per cena. 
A proposito dell’hotel, abbiamo prenotato questa mattina (tramite hotwire.com) un alberghetto a 2 stelle nel New Jersey, al 20 di Frontage Road, Newark, si chiama Howard Johnson Hotel. 80 dollari a notte per la tripla. Ci fermeremo là 2 notti e poi si vedrà (piccola parentesi: al check in, prima di rilasciare la carta d’imbarco per il volo verso gli Stati Uniti, ci hanno chiesto l’indirizzo di dove alloggeremo la prima notte. Senza un indirizzo, non rilasciano la carta d’imbarco, quindi non si parte! Da tenere in considerazione per chiunque volesse partire alla volta degli U.s.a.). 

Il piccolo imprevisto del ritardo volo non ci scoraggia minimamente, anzi, siamo belli carichi. Oggi il Corriere Delle Alpi ha dedicato ampio spazio al nostro viaggio e da domani Radio Club 103 inizierà a raccontare la nostra avventura (dalle 11 alle 12, dal lunedì al venerdì). 

Grazie fin da ora a chi ha iniziato a seguire e lasciare saluti e commenti sul blog. Continuate così! Nei prossimi giorni vi faremo interagire con noi… vedrete! 😉 A breve ci imbarchiamo, quindi per ora è tutto. A presto… anzi, see you soon!  

vista aerea della laguna di Venezia

vista aerea della laguna di Venezia

Tinto (Andrea) con l'articolo del Corriere Del Alpi

Tinto (Andrea) con l'articolo di oggi del Corriere Delle Alpi

48 ore alla partenza

settembre 21, 2008

Ci siamo quasi. Siamo pronti, credo. A dir la verità non si è mai pronti per un viaggio del genere. Ma si fa il possibile per esserlo…

Volo Lufthansa, Venezia-Francoforte-New York e ritorno San Francisco-Francoforte-Venezia, 783 euro a testa, acquistato insieme all’assicurazione per l’assistenza sanitaria e le spese mediche (fondamentale negli States, noi abbiamo scelto la Globy Rosso) pagata 176 euro a testa (e infine 55 euro a testa di spese agenzia). 
Abbiamo prenotato l’auto che ci accompagnerà per l’intero tragitto (su Alamo.com), e sarà una Chevrolet Equinox (un piccolo suv) o simile. Costo del noleggio 3.212 dollari ovvero 2.200 euro circa (con assicurazioni, km illimitati e riconsegna dell’auto a San Francisco). Quindi riassumendo, aereo + assicurazione + auto: 1.750 euro a testa. 

Sponsor del viaggio, l’X-Ide (Immagine Design Eyewear), un’azienda con sede a Calalzo di Cadore (Belluno) che proprio quest’anno festeggia il decimo anniversario della propria attività. Ironia, trasgressione, provocazione, curiosità, intelligenza e serietà: questi i valori condivisi dalle persone che compongono il Marchio, e naturalmente da noi. Molto più che un semplice sponsor quindi, un insieme di idee e visioni che porteremo con noi durante questa avventura e che cercheremo di trasmettere a tutte le persone che incontreremo lungo il nostro percorso.   

Media partner, Dolce Vita magazine e Radio Club 103 (presto i dettagli delle “dirette”), altre due realtà vicine al nostro stile di vita e alla nostra voglia di andare, scoprire, raccontare. 

E’ tutto pronto quindi, si.
40 giorni, negli Stati Uniti, da costa a costa. Un sogno che si avvera. E allora… occhi bene aperti, che si parte!  

Andrea, Riccardo, Matteo

Andrea, Riccardo, Matteo