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San Francisco days

novembre 2, 2008

Che bella città San Francisco! Non avremmo potuto concludere il nostro viaggio in un posto migliore. Peccato solo per il brutto tempo: su 3 giorni passati qui, non siamo riusciti a vedere la città col cielo azzurro. Motivo in più per tornarci! 
Abbiamo lasciato Los Angeles il 30 ottobre pomeriggio, 600 km tutti di un fiato ed eccoci in quella che fu la capitale degli hippy e uno dei “focolai” della beat generation.

il

il Golden Gate Bridge

“La città è famosa soprattutto per la sua vocazione cosmopolita e tollerante, per la sua vivacità culturale e l’eclettismo architettonico” (da Wikipedia). 
Basta una mezza giornata per le vie di San Francisco per rendersi conto di essere in una città particolare, diversa, unica… sia per come è costruita (con continue salite e discese su strade ripidissime) che per la gente che ci vive (è facile incontrare personaggi a dir poco alternativi).

un tratto di Lombard St.

un tratto di Lombard St., la strada "più inclinata del mondo"

il centro di San Francisco visto dalle Twin Peaks

il Financial District visto dalle Twin Peaks

Il primo giorno l’abbiamo dedicato alla visita dei quartieri più famosi della città, da North Beach, detta anche Little Italy, con alcuni locali storici come il Vesuvio, uno dei bar più amati dai protagonisti della Beat Generation…

il Vesuvio

il Vesuvio

…a l’Haight Ashbury, che durante gli anni ’60 fu il centro del mondo degli hippy, mecca della cultura alternativa e bohémien.

Sir al Twin Peak park

Sir al Twin Peak park

Serata del 31 (Halloween) passata nel quartiere Castro… e le foto del post precedente raccontano tutto (o quasi) 🙂

Pioggia e vento ci hanno accolto il 1° novembre ma senza scoraggiarci siamo partiti alla scoperta di Alcatraz, la prigione più famosa al mondo…

l isola di Alcatraz sullo sfondo

l'isola di Alcatraz sullo sfondo

…battello preso da Pier 33, sulla via The Embarcadero e dopo mezz’ora di navigazione eccoci sull’isola.

alcuni dei detenuti pi

alcuni dei detenuti più famosi passati per Alcatraz

Passeggiare per i corridoi del carcere sapendo che lì hanno vissuto parte della loro vita tra i criminali peggiori al mondo (tra cui Al Capone, Robert Stroud detto “the Birdman”, Alvin Karpavicz, George Kelly detto “Machine gun”), è una sensazione strana: sembra quasi di sentire ancora le loro voci, i loro respiri. 

Tinto in una cella di Alcatraz

Tinto in una cella di Alcatraz

All’arrivo, lo staff fornisce ad ogni visitatore un walkman con una registrazione dettagliata (anche in italiano) che guida le persone attraverso un tour completo nella prigione. 

Sir in una cella d isolamento

Sir in una cella d'isolamento

Informazioni, curiosità e storie del penitenziario, vengono raccontate tramite le cuffie e mostrati dal vivo all’interno delle varie sale (celle, visitors center, mensa, sale delle guardi, cortile, ecc). 

il corridoio centrale di Alcatraz

il corridoio centrale di Alcatraz, foto storica

Particolarmente avvincente il racconto dell’evasione più famosa di Alcatraz ovvero quella di Frank Morris, John Anglin e Clarence Anglin che nel 1962 riuscirono ad uscire dalle loro celle, attraverso l’impianto di ventilazione (lasciando dei manichini da loro costruiti sulle brande per cercare di camuffare il più a lungo possibile la fuga) e ad arrivare, servendosi di gommoni fatti di impermeabili, fino alla costa, dove fecero perdere definitivamente le loro tracce. A questo episodio è ispirato il film Fuga da Alcatraz, con Clint Eastwood.

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una delle celle dei fuggitivi, con il buco nell'impianto di ventilazione

Finita la visita ad Alcatraz (durata qualche ora), siamo tornati alla nostra auto, dove abbiamo trovato una brutta sorpresa: finestrino posteriore rotto e una valigia di Tinto rubata (valigia che conteneva regali e souvenir vari). 
Avevamo lasciato la macchina in un parcheggio con il parchimetro, in una zona turistica che sembrava assolutamente tranquilla. Le valigie non erano visibili dall’esterno, essendo nel bagagliaio, ma probabilmente gli adesivi sull’auto hanno attirato l’attenzione di qualche mal intenzionato, che pensava di trovare chissà cosa. 
Immediata denuncia alla polizia e ritrovamento della valigia (da cui però mancavano alcune paia di scarpe nuove e abbigliamento vario). E così, anche “l’esperienza furto” è stata fatta (avremo preferito evitarla naturalmente). 

Ultima serata negli States (con ottima cena di pesce) al Pier 39, nel quartiere Fishierman’s Wharf. 

Domani, alle 14.30, abbiamo il volo di ritorno per l’Italia. Faremo scalo a Francoforte e arriveremo a Venezia alle 17.00 di lunedì 3 novembre. Ric è già a casa da alcuni giorni, sta bene!  
E così, terminerà il viaggio USA & CANADA on the road 2008: una delle più grandi avventure della nostra vita!

Ora abbiamo bisogno di alcuni giorni (o settimane?) per metabolizzare, riordinare i ricordi e le mille esperienze vissute. Però siamo contenti, più che soddisfatti e soprattutto “pieni”: questo viaggio ci ha dato tantissimo nonostante alcuni problemi ed “esperienze negative” (che comunque bisogna accettare e fanno parte di un viaggio, o meglio, della vita stessa). Speriamo di essere riusciti a comunicarvi almeno una piccola parte di tutto ciò che abbiamo vissuto.

A breve pubblicheremo un post con tutti i numeri del coast to coast e alcune considerazioni finali. Quindi aspettate a salutarci, non è ancora finita! 🙂
Il racconto del viaggio sarà pubblicato a puntate sulla rivista bimestrale Dolce Vita, a partire da Gennaio 2009. Collegatevi al blog anche per avere eventuali info su progetti e viaggi futuri.

The trip goes on! Bless.  

underground x-ide style

underground x-ide style

Halloween in San Francisco

novembre 1, 2008

Una sola parola: whuau! 🙂

Los Angeles

ottobre 30, 2008

Palme, sole, ragazze in bikini, spiagge infinite e l’oceano davanti a noi… siamo in California amici! Nella seconda città più grande d’America, L.A., the City of Angels.

grattacieli di L.A.

grattacieli di L.A.

Qui si trova la mecca del cinema, Hollywood e altri quartieri ultra famosi, palcoscenici di film e serie televisive viste in tutto il mondo. 

La famosa scritta sulle colline di Hollywood

La famosa scritta sulle colline di Hollywood

Dopo un breve giro in centro e un po’ di sano shopping, abbiamo fatto visita agli Universal Studios, una specie di micro-città interamente dedicata al mondo del cinema.   

Tinto agli Universal Studio

Tinto agli Universal Studio

Avendo solo poche ore a disposizione e ritenendo esagerato il prezzo del biglietto d’ingresso alle attrazioni principali (65 $), ci siamo limitati alla parte “esterna” del parco, piena di negozi tematici e piccole curiosità. 

negozi e locali agli Universal Studios

negozi e locali agli Universal Studios

scorcio degli Studios

scorcio degli Studios

L’appuntamento principale della nostra prima giornata a Los Angeles era un altro infatti: la partita di basket dei Lakers, una delle più forti squadre dell’NBA, dove milita tra l’altro Kobe Bryant, attualmente considerato il miglior giocatore del mondo e l’erede di Michael Jordan. 

Avevamo acquistato i biglietti tramite internet diverse settimane fa, pagandoli cari (100 $ l’uno), ma ritenendoci già fortunati: si trattava infatti della partita d’apertura della stagione, quindi particolarmente sentita dai tifosi e dall’intera città. Contro i Portland Blazers.
Ore 19.30, appuntamento al mitico Stamples Center con altri 20.000 sostenitori dei Los Angeles Lakers…

lo Staples Center di L.A.

lo Staples Center di L.A.

Hot dog, birra fresca in mano (carissima, 10 $ per 1 birra media), gadgets della squadra addosso (questi gratis, regalati dalla società) e si va! 

prima della partita

all'entrata, prima della partita

Lo stadio è una bolgia, non si tratta solo di una partita ma di un evento spettacolare. La gente balla, ride, urla… e i Lakers dominano la partita dall’inizio alla fine. Al 3° quarto Kobe “inizia a giocare” ed è show time: 20 punti in dieci minuti con tiri e giocate degne del M.V.P. della scorsa stagione. Il pubblico è in delirio. E’ una festa che dura più di due ore.

la presentazione della squadra

la presentazione della squadra

Durante un time out, le telecamere della regia interna riprendono in sequenza i vip presenti alla partita… Leonardo Di Caprio, Denzel Washington, Jack Nicholson, David Beckham e Arnold Schwarzenegger. Ovazione per tutti tranne che per l’ultimo, che qualche fischio se lo prende. Strana sensazione esser presenti ad un evento con star di questo calibro. 

Finito il match, facciamo un ultimo giro per la città, scattiamo qualche foto e ci ritiriamo in motel.
Qui si sta da Dio, 30 gradi, vento fresco e poca umidità. Big up L.A.! 

Spese del giorno
Generali: 74 $ motel, 12 $ parcheggio Studios, 8 $ parcheggio notte, 200 $ biglietti partita (tot 294 $)
Sir: 136 $ vestiti, 14 $ pranzo, 17 $ taglio capelli, 30 $ cibo e birra partita, 10 $ cena (tot 207 $)
Tinto: 210 $ vestiti, 18 $ pranzo, 30 $ cibo e birra partita, 10 $ cena (tot 268 $) 

Km percorsi: 60

Frase del giorno: Go Lakers! 
Canzone del giorno: Iris – Goo Goo Dolls

Kobe Bryant alla lunetta dei liberi

Kobe Bryant alla lunetta dei liberi

Il nostro secondo giorno a Los Angeles inizia sul molo di Santa Monica… 

il molo di Santa Monica

il molo di Santa Monica

Qui, dopo 3.800 km, termina la storica Route 66, la madre di tutte le strade. Avevamo visto e fotografato il suo inizio a Chicago, l’abbiamo incrociata e percorsa varie volte durante il nostro viaggio ma soprattutto l’abbiamo vissuta, on the road, al 100%, dall’Illinois all’Oklahoma, dall’Arizona alla California, attraverso persone, posti, musiche e odori. Una strada che attraversa gli Stati Uniti da parte a parte, per poi “perdersi” nell’oceano. Una strada che continuerà a vivere nei milioni di persone che l’hanno percorsa, e d’ora in poi, anche in noi.

Oceano Pacifico

Oceano Pacifico

Noleggiate due splendide bike-chopper, abbiamo iniziato il nostro giro sul famoso lungo mare di Santa Monica e di Venice Beach…

i nostri bolidi

i nostri bolidi

lungo mare di Venice Beach

lungo mare di Venice Beach

Qui si fa jogging, si gioca a beach volley, si va in bicicletta o sui roller blade. Ci sono anche mini palestre a cielo aperto, dove i classici Big Jim biondi sfoderano i loro muscoli.
Durante il nostro giro, abbiamo fatto anche un po’ di promozione allo sponsor del viaggio, l’X-ide, conoscendo 2 bagnini di cui pubblichiamo alcune foto per il piacere delle visitatrici del blog. 🙂 

baywatch in L.A.

baywatch in L.A.

lifeguard

lifeguard

In questo periodo non c’è molta gente che frequenta le spiagge, rispetto all’alta stagione, ma qualche temerario che faceva il bagno c’era e domani, probabilmente, tenteremo anche noi (nonostante faccia caldo l’acqua dell’oceano è sempre molto fredda). 

la spiaggia di Santa Monica

la spiaggia di Santa Monica

Dopo due ore, abbiamo riconsegnato le bici e ci siamo concessi un pranzo coi fiocchi: ricordate Bubba, l’amico di Forrest Gump, che nel film è uno specialista di gamberetti?! Bene, qui sul molo di Santa Monica c’è il Bubba Gump, un ristorante dedicato alla storica pellicola e naturalmente al sea food.  

il

il Bubba Gump

Non potevamo che ordinare i piatti della casa ovvero gamberetti cucinati e conditi in tutti i modi possibili. Very good!  

shrimp

shrimp shrimp shrimp

Un breve giro in macchina sul Palisades Park che costeggia l’oceano…

Palisades Road

Palisades Road

sull’Ocean Avenue…

palme a L.A.

palme a L.A.

…e via verso i quartieri interni della città. Visita obbligatoria a Beverly Hills, passando per Rodeo Drive (la via delle star e del lusso), Sunset Boulevard, Bel Air e infine Mulholland Drive.
Il traffico che c’è in questa città penalizza ogni spostamento e anche noi oggi abbiamo perso diverse ore sulle strade “locali” e sulle highway.

il quartiere

il quartiere che ha ispirato il fortunato telefilm

Domani mattina ci faremo qualche ora di spiaggia e mare, prima di ripartire alla volta di San Francisco, la nostra meta.

Ric è partito oggi e domani (oggi per voi che leggete) sarà a casa, in Italia. Vola in 1° classe con la British Airlines, accompagnato da un medico italiano che è venuto apposta negli States per assisterlo durante il viaggio di ritorno. Sta molto meglio e fra qualche giorno saremo di nuovo tutti insieme.

USA & CANADA on the road 2008 è quasi al termine. In certi momenti ci sembra di essere in viaggio da anni, in altri, da pochi giorni. Siamo un po’ stanchi è vero, abbiamo fatto tanta strada e vissuto esperienze che mai avremo pensato, ma non siamo per niente stufi. Abbiamo ancora 600 km da percorrere e una città meravigliosa da scoprire. Restate con noi fino alla fine di questa grande avventura.

Spese del giorno
Generali: 40 $ noleggio bici, 6 $ parcheggio molo, 10 $ parcheggio notte, 74 $ motel (tot 130 $)
Sir: 16 $ souvenir, 34 $ pranzo, 4 $ cartoline, 12 $ cena (66  $)
Tinto: 3 $ cartoline, 34 $ pranzo, 12 $ cena (tot 49 $) 

Km percorsi: 120

Frase del giorno: Stupid is as stupid does!  
Canzone del giorno: To live and die in L.A. – Tupac

L.A. by night

L.A. by night

Las Vegas: la città del peccato

ottobre 28, 2008

Riprendendo la frase del giorno di ieri… “What happens here stay here” (ovvero Quello che succede qui rimane qui). E non potrebbe essere altrimenti, visto che il soprannome di questa pazza città, è Sin City (città del peccato). Detto questo, capirete che non possiamo svelarvi con precisione ciò che abbiamo fatto la notte scorsa. 🙂 Nessuna assunzione di sostanze stupefacenti alla “Paura e Delirio” nè rapine alla “Ocean’s Eleven“, ma semplicemente una sfavillante serata nella capitale del divertimento.
Anche in questo caso quindi, lasceremo che le foto parlino per noi. 

Dopo aver passato la Hoover Dam (futuristica diga sul fiume Colorado)…

la diga Hoover Dam

la diga Hoover Dam

…siamo entrati nel deserto del Nevada. 

I primi cartelli in cui compare Las Vegas

verso Las Vegas

la strada che attraversa il deserto del Nevada

la strada che attraversa il deserto del Nevada

Qui, in mezzo al nulla, si trova Las Vegas!

Las Vegas in lontananza

Las Vegas in lontananza

Il cuore della città è la Strip, la parte della Las Vegas Boulevard dove si concentrano i principali casinò/hotel… 

La Strip

La Strip

Caesar

Caesars Palace

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Mirage

Incredibilmente fedele all’originale, il The Venetian riproduce alcuni scorci di P.zza San Marco e del Ponte di Rialto…

The Venetian

The Venetian

gondole davanti al The Venetian

gondole davanti al The Venetian

Ponte di Rialto e Campanile di S. Marco a Las Vegas

Ponte di Rialto e Campanile di S. Marco a Las Vegas

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Treasure Island

Da non perdere lo spettacolo serale delle fontane davanti al Bellagio…

il mitico Bellagio

il mitico Bellagio

La Statua della Libertà del New York New York

La Statua della Libertà del New York New York

a

Uno degli edifici del gigante Mandalay Bay

Luxur

Stile egiziano al Luxur

MGM, il secondo hot

MGM, il secondo hotel più grande del mondo

Nonostante le decine di hotel e casinò presenti nel raggio di pochi chilometri, a Las Vegas si continua a costruire ad un ritmo incredibile. E’ una città in forte espansione e la sua economia è tra quelle che stanno crescendo di più negli Stati Uniti. Se nel resto del Paese è in corso una delle più gravi crisi finanziarie della storia, qui, di questa crisi non c’è ombra!  

palazzi in costruzione

palazzi in costruzione

Las Vegas vive 24 ore al giorno, i casinò sono sempre pieni, le strade principali affollate e girano tanti di quei soldi da andar fuori di testa! E’ un vero e proprio circo a cielo aperto, curato nei minimi particolari.

la Strip

la Strip

Dopo un accurato giro turistico per ambientarsi un po’, ci siamo preparati per la serata… qualche dollaro in tasca, occhiali da star, gel nei capelli e sigaro in bocca! Missione: sbancare Las Vegas! 🙂

Are u ready

Are u ready?!

Abbiamo “visitato” il Bellagio, l’MGM, il Flamingo, l’Imperial Palace (dove abbiamo anche “dormito”) e infine il The Venetian. Poker, roulette e slot machines le nostre attrazioni preferite. Cifre basse naturalmente: qui per giocare seriamente bisogna avere migliaia di dollari a disposizione da buttare e noi, fortunatamente, non li avevamo. Uscire indenni da un Texas Hold’em al Bellagio, è già un’impresa non facile, che Tinto ha compiuto alla grande!   

Gli altri particolari della serata, come detto a inizio post… sono top secret! 🙂 

Dopo qualche ora di sonno, ultimo giro per la città, ultime piccole puntate e via di nuovo, verso il Pacifico. 450 km ed ecco davanti a noi le luci dei grattacieli di Los Angeles! Siamo esausti, si va dritti in motel (Motel 6, 1738 Whitley Avenue, ad Hollywood). Siamo sulla West Coast… non ci sembra vero! 

Spese del giorno
Generali: 40 $ benzina, 74 $ motel (tot 114 $)
Sir: 9 $ colazione, 12 $ souvenir e regali, 2 $ pranzo, 7 $ carte da gioco, 40 $ casinò, 14 $ cena (tot 84 $)
Tinto: 5 $ colazione, 2 $ pranzo, 3 $ carte da gioco, 40 $ casinò, 23 $ cena  (tot 73 $) 

Km percorsi: 470

Frase del giorno: Can we have one fiches?
Canzone del giorno: Hate it or Love it – The Game feat. 50 Cent 

Tramonto vicino a Los Angeles

Tramonto vicino a Los Angeles

Pausa Las Vegas

ottobre 27, 2008

Qui ora sono le 10 di sera. Siamo a LAS VEGAS signori e signore. Capite, che abbiamo altro da fare! Abbiamo “solo” 12 ore per sbizzarirci poi dobbiamo ripartire verso Los Angeles. Aggiorneremo il blog poi. Domani, forse. 🙂 
Alloggiamo al 15° piano dell’Imperial Palace, nel mezzo dello Strip, il cuore della città.

Il nostro hotel-casino-night club-bar-pub...

Il nostro hotel-casino-night club-bar-pub...

Riguardo la THE READERS COMPETITION, solamente 3 di voi hanno indovinato… la risposta giusta infatti era la 1°: poco prima di partire, a Oklahoma City, Tinto ha fatto una retromarcia delle sue prendendo in pieno un’auto parcheggiata a pochi metri da noi. Ingenti danni sia sulla loro che sulla nostra auto. No comment!
Complimenti quindi a Riccardo, Tony-S e Brao Brao Ganghi… le fiches dal Bellagio arriveranno presto.

Spese del giorno
Generali: 38 $ benzina, 59 $ hotel (tot 97 $)
Sir: 2 $ colazione, 20 $ sigari, 14 $ pranzo, ??? $ serata (tot —  $)
Tinto: 2 $ colazione, 10 $ souvenir, 19 $ cappello, 30 $ zippo,  ??? $ serata (tot — $) 

Km percorsi: 280

Frase del giorno: What happens here stay here…  
Canzone del giorno: Hey ma – Cam Ron

Tinto al bancomat

Tinto in un bancomat di Las Vegas

Monument Valley e Gran Canyon

ottobre 26, 2008
Tinto e Sir sulla Monument Valley

Tinto e Sir nella Monument Valley

Apriamo il post di oggi con una foto, perchè descrivere a parole ciò che abbiamo visto durante questa incredibile giornata, è impossibile. Lasciamo che siano le immagini a raccontarsi da sole. Ci limiteremo a qualche dettaglio e commento…

Non c’è una nuvola in cielo, il sole splende. Finestrini giù, braccio fuori e musica alta. L’auto sfreccia sulla highway 163. Arriviamo nella Monument Valley intorno alle 11 di mattina e lo spettacolo inizia

la strada che entra nella valle

La strada che entra nella valle (highway 163)

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una delle prime "guglie"

Consultiamo qualche cartina e una guida turistica per non perdere troppo tempo tra le lunghe strade della valle. Lungo il percorso incrociamo dei cani randagi, alcuni sono cuccioli, bellissimi, ma non possiamo che fotografarli…

cuccioli

cuccioli

Arriviamo al visitor center, scendiamo dalla macchina, saliamo una piccola rampa di scale e… davanti a noi, è magia…

Monument Valley

Monument Valley

Ci fermiamo qui almeno mezz’ora, a guardare, a parlare, a sognare e a scattare mille foto.

Sir eyewear

Sir's eyes

Tinto X-ide style

Tinto X-ide style

Molti pensieri vanno a Ric, a quanto gli piacerebbe essere qui, a quanto vorremmo che fosse qui con noi. Poi pensiamo che queste rocce sono qui da centinaia di migliaia di anni, e che da qui non si muoveranno per un bel pezzo: così ci consoliamo al pensiero che ci torneremo insieme. 

The shot

The shot!

Da qui è possibile partire per escursioni organizzate dai Navajo (gli indiani abitanti della zona) in jeep, in autobus o anche a cavallo. Ma noi non siamo per i tour organizzati, così torniamo all’auto e ci inoltriamo nella valle da soli…

La strada sterrata in mezzo alle rocce

La strada sterrata in mezzo alle rocce

extreme road

extreme road

E’ incredibile come la natura possa aver “disegnato” una paesaggio del genere. Ogni scorcio sembra un quadro, ogni particolare è al posto giusto. Abbiamo quasi l’impressione di essere in terra di giganti, e che queste rocce sono i loro troni.    

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una delle guglie vista da vicino

Vorremmo passare qui l’intera giornata, aspettare il tramonto (che qui dicono essere paradisiaco), dormire sotto le stelle in mezzo a queste opere d’arte, ma dobbiamo accontentarci e proseguire verso il Gran Canyon, la nostra prossima tappa. 
Scattiamo le ultime foto, impostiamo il navigatore satellitare e ci rimettiamo in viaggio.

Dopo alcune centinaia di chilometri il paesaggio cambia, entriamo in una fitta foresta e iniziamo a salire di altitudine. Facciamo una specie di passo, su strade strette in mezzo ad alberi che ci sono familiari (sembra di essere nel bosco di S. Marco, nel Bellunese, tra Auronzo di Cadore e Misurina, per chi conosce quella zona). Arriviamo fino a a 2.267 metri, all’entrata del magnifico Gran Canyon National Park (versante South Rim).

La ranger all'ingresso del parco del Gran Canyon

La ranger all'entrata del parco

Paghiamo i 25 dollari per entrare (giusti, tutto sommato, vista la pulizia e l’organizzazione del parco) e guidiamo piano fino al primo punto d’osservazione, il Desert View. Lo spettacolo che ci si presenta davanti, ci fa dimenticare presto le meraviglie della Monument Valley…

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arrivando sul Gran Canyon

Improvvisamente, la terra si apre, un’enorme voragine domina il paesaggio e giunti davanti al Gran Canyon, ci manca quasi il respiro…

Grand Canyon visto dalla Desert View

Grand Canyon visto dalla Desert View

Solo ora capiamo perchè l’hanno chiamato GRAN Canyon. Le dimensioni di questa immensa gola sono fuori da qualsiasi immaginazione. Tanto per dirvi un po’ di numeri, il Gran Canyon è lungo 446 chilometri circa, profondo fino a 1.600 metri e con una larghezza variabile dai 500 metri ai 27 chilometri.
Sul fondo del Canyon, il fiume Colorado sembra un piccolo ruscello.

vista da Navajo Point

vista dal Navajo Point

I punti d’osservazione sono molti, ne facciamo 3-4 e in ognuno rimaniamo incantati.
Di tutti, il migliore secondo noi è il Moran Point…

dal Moran Point

versante sud visto dal Moran Point

versante nord visto dal Noran Point

versante nord visto dal Moran Point

Come detto a inizio post, non ci sono molte parole per descrivere tanta bellezza. La visita a queste meraviglie vale sicuramente un viaggio fino a qui, quindi la consigliamo a tutti. Ci vorrebbe sicuramente più tempo per apprezzare totalmente sia la Monument Valley che il Gran Canyon. In quest’ultimo c’è anche la possibilità di dormire in tenda sul fondo della valle o di percorrere alcune miglia del fiume Colorado a bordo di canoe o gommoni. Esperienze che siamo sicuri, varrebbe la pena di fare se si passa di quà.

dalla Grandview Point

Grandview Point

Salutato il Gran Canyon, ci siamo rimessi in strada intorno alle 7 si sera, avvolti già da un senso di malinconia per la giornata strepitosa. 200 km verso sud-ovest e stop per la notte, di nuovo sulla Ruote 66 (Canyon Lodge motel a Seligman, Arizona).

E visto che domani saremo a Las Vegas, ora lanciamo una nuova THE READERS COMPETITION!
1. Alcuni giorni fa Tinto, nel parcheggio di un Toyota service, ha battuto con la jeep contro un’auto appena uscita dalla carrozzeria facendo centinaia di dollari di danni. 
2. Oggi Sir sulla Monument Valley, ha preso una strada sterrata non percorribile ed è stato inseguito dalla polizia Navajo, rischiando l’arresto.
3. Con la scusa di essere giornalisti reporter di viaggio, Sir e Tinto hanno passato alcune ore in compagnia di 2 posrnostar americane, tra finti servizi fotografici e spogliarelli senza censure.

ATTENZIONE: soltanto UNA di queste TRE “storielle” è VERA. Le altre sono false!
Rispondete con un commento a questo post indicando la vostra scelta. In palio per i vincitori, 1 fiches originale da un casinò della “maledetta” Las Vegas! 

Good Luck guys! 😉
 

Spese del giorno
Generali: 38 $ benzina, 10 $ parco Monument Valley, 25 $ parco Gran Canyon, 7 olio auto, 58 $ motel (tot 138 $)
Sir: 10 $ souvenir, 7 $ pranzo (17  $)
Tinto: 2 $ cartoline, 6 $ pranzo, 15 $ serata (tot 23 $) 

Km percorsi: 520
Oggetti rubati (da Tinto): manganello di plastica, frontino, vibratore elettronico a 2 velocità 

Frase del giorno: We are a little men in front of the nature  
Canzone del giorno: Blowin’ in the wind – Bob Dylan

Sir sul Gran Canyon

Sir sul Gran Canyon

New Mexico e Arizona

ottobre 25, 2008

Wow, che posti ragazzi! 
Oggi vi raccontiamo di 800 km attraverso il deserto del New Mexico e dell’Arizona… 
Partiti intorno alle 9 di mattina dopo la diretta con Radio Club 103, ci siamo diretti verso ovest attraverso la highway 40 e a tratti la Historic Route 66, fermandoci più volte durante il percorso per scattare qualche foto.

Il primo rifornimento della giornata

Il primo rifornimento della giornata

Tinto

Tinto

A circa 70 miglia da Albuquerque, abbiamo incontrato un temerario bikers americano, proveniente dall’Ohio e diretto a Las Vegas. Un viaggio di circa 1000 miglia (circa 1.600 km), a bordo di una semplicissima bicicletta, con qualche zaino e una tenda. Ci ha raccontato di come il vento a sfavore gli facesse perdere molte ore al giorno e di quanto la notte sia fredda nel deserto. Non ha voluto un paio di occhiali da sole in omaggio, nè una t-shirt… aveva già tutto e qualsiasi cosa in più per lui significava peso inutile.   
Siamo riusciti a regalargli una bandana, ad augurargli buon viaggio e a fargli una foto…

il viaggiatore solitario

il viaggiatore solitario

Fedeli allo spirito e alla filosofia dei viaggi on the road, ci siamo dedicati ad assaporare il percorso, la strada, il tragitto… senza preoccuparci della meta, senza pensare al fatto che stessimo andando in un posto preciso. Così Jack Kerouac insegna. 

Tra i vari cartelli curiosi incontrati sulla strada eccone uno simpatico… 

S

"Segnala i guidatori ubriachi"

Passata Albuquerque ci siamo fermati per la pausa pranzo. Una cosa “leggera” e via…

New Mexico 66 Burger

New Mexico 66 Burger

Proseguendo verso l’Arizona, siamo usciti dall’highway per percorrere alcune decine di km sulla Route 66. Questo è stato sicuramente il tratto più “selvaggio” e desolato che abbiamo visto della storica strada, e naturalmente il più affascinante. 

sulla Mother Road

sulla "Mother Road"

Non serve tanta immaginazione per intravedere tra la polvere della prateria, indiani a cavallo che corrono liberi col vento nei capelli, o qualche secolo dopo, potenti Harley Davidson che consumano la strada sterrata… 

Sir in Cowboy style

Sir in Cowboy style

Con in sottofondo colonne sonore di pellicole americane e musiche strumentali composte con flauti di pan, ci siamo sentiti noi stessi dentro un film e non sono mancati alcuni piacevoli incontri…

mucche attraversano la strada

mucche attraversano la strada

antilope ci guarda incuriosita

un'antilope ci guarda incuriosita

Passata Gallup (cittadina del New Mexico), siamo così arrivati in Arizona, e da lì ci siamo diretti verso nord, puntando alla Monument Valley e più precisamente a Kayenta.

strade infinite

strade infinite

In queste zone si incontrano riserve indiane ridotte ormai ad agglomerati di roulotte malconce e baracche all’apparenza disabitate. E’ triste vedere come è stata ridotta una cultura unica e preziosa come quella degli indiani d’America… 

cartello all entrata di una riserva indiana

cartello all'entrata di una riserva indiana

Proseguendo verso nord il paesaggio si è trasformato ancora e le strade hanno iniziato a perdersi nell’orizzonte… 

il rettilineo pi lungo che abbiamo mai visto

il rettilineo più lungo che abbiamo mai visto

X-ide on the mirror

X-ide on the mirror

Dopo quasi 10 ore di viaggio la stanchezza ha iniziato a farsi sentire, ma la luce del tramonto sulle rocce del deserto dell’Arizona, ci ha pienamente ripagato… 

le rocce rosse

aaa

tramonto in Arizona

Intorno le 8 di sera siamo entrati nello Utah e ci siamo fermati in un motel (Kokopelli Inn, a Bluff).
Siamo a 30 km dalla Monument Valley e a 350 km dal Gran Canyon, che raggiungeremo domani in giornata.

Questa mattina il detective di Oklahoma City che seguiva il nostro caso, ci ha avvisati di aver arrestato la ragazza che era alla guida del pick up, quando Ric si è ferito. Ora si trova nella prigione locale e a breve ci saranno altri aggiornamenti. Vi terremo informati. Giustizia è stata fatta
Ric sta sempre meglio, e questa è la cosa comunque più importante.

Ora siamo in posti fantastici, vogliamo solo rilassarci e goderci il viaggio. A presto amici.

Spese del giorno
Generali: 90 $ benzina, 66 $ motel (tot 156 $)
Sir: 10 $ pranzo, 5 $ varie, 30 $ cena (45  $)
Tinto: 15 $ pranzo, 15 $ souvenir e regali, 30 $ cena (tot 60 $) 

Km percorsi: 840

Frase del giorno: Can you hear it? It’s the spirit of the wind.  
Canzone del giorno: Rise – Eddie Veder

spettacolo

Utah

Dall’Oklahoma al Texas

ottobre 24, 2008

Questa mattina abbiamo avuto l’ultimo incontro con l’avvocato, in ospedale, dove abbiamo anche salutato Ric. Sta meglio e oggi l’hanno spostato in un altro reparto, ancora più tranquillo. Mentre eravamo là un’infermiera ha voluto fargli un test, con domande del tipo “la mela è blu?” oppure “perchè i bambini vanno a scuola?”… domande lecite e che fanno parte della prassi, soprattutto quando ci sono stati traumi cranici. Ma non per Ric, che dopo qualche domanda mi ha chiesto di tradurre all’infermiera che per lui quelle erano “cazzate” e se non aveva cose più serie da chiedergli, che lo lasciasse dormire. 🙂

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Dopo quasi una settimana a Oklahoma City…

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Monumento in memoria delle vittime dell'attentato del 1995

(info sull’attentato a Oklahoma City

Omaggi e ricordi dei

Il "muro" degli omaggi e dei ricordi

…ci siamo quindi rimessi in viaggio, diretti verso Albuquerque e il Gran Canyon. Abbiamo percorso 600 km tra le grandi pianure del Texas, passando per Amarillo e percorrendo ancora alcuni tratti della storica Route 66. Questa è terra di indiani e cowboy, di grandi cavalcate e di orizzonti infiniti.

statua di indiano d america

statua di indiano d'America

Presto saremo nella tanto sognata Monument Valley (quella che si vede nella foto in cima al blog tanto per intenderci) e successivamente a Las Vegas. 
Siamo entrati in New Mexico e ci siamo fermati al Motel 6 di Tucumcari, un paesino a 270 km da Albuquerque. Siamo di nuovo on the road! 

 

Spese del giorno
Generali: 50 $ benzina, 40 $ motel, 26 $ birra (tot 90 $)
Sir: 2 $ colazione, 15 $ pranzo, 120 $ souvenir e regali, 5 $ cena (142  $)
Tinto: 2 $ colazione, 20 $ pranzo, 5 $ sigarette, 78 $ souvenir e regali, 5 $ cena (tot 110 $) 

Km percorsi: 600

Frase del giorno: For him these are bullshit!  
Canzone del giorno: Ly O Lay Ale Loya – Sacred Spirits

again on the road

again on the road

Relax in Kansas City

ottobre 15, 2008

Innanzi tutto, vogliamo più commenti!
Questo blog riceve in media 300 visite uniche al giorno (uniche significa che se qualcuno entra nel blog 3 volte in 24 ore, viene contata solo 1 visita, il contatore infatti registra gli ip dei computer).
Considerando poi che spesso più persone leggono il blog dalla stesso computer, ogni giorno, più di 300 di voi ci fanno visita. Questo naturalmente ci fa piacere e ci stimola a fare sempre meglio, vorremmo però che lasciaste anche sono un piccolo “segno” del vostro passaggio qui.
Basta un saluto, una battuta, una critica o un complimento… e noi siamo contenti. 🙂

Detto questo, oggi siamo arrivati a Kansas City, nel Missouri, la 9° tappa del nostro itinerario.
Da alcuni giorni avevamo una spia che ogni tanto si accendeva sul pannello comandi (che secondo il libretto d’istruzioni, indicava un problema alla pressione delle ruote). Ci siamo quindi recati in un Toyota service e lì abbiamo scoperto che… la ruota di scorta posta sotto l’auto, non c’era più. Perderla per strada è quasi impossibile (ci hanno detto i tecnici) quindi, ce l’hanno rubata! Ulteriore prova di questa ipotesi è che sembra ci sia un cavo di acciaio tranciato, sotto l’auto. Dove sia successo non lo sappiamo, dal momento che la spia si accende da circa 1 settimana. In teoria dovremmo essere coperti dall’assicurazione fatta al momento del noleggio, però saremo costretti a proseguire il viaggio senza ruota di scorta (montarne una nuova ci farebbe perdere diversi giorni e non possiamo permettercelo). A questo punto speriamo di non forare in mezzo al deserto del Nevada… 🙂
Certo che bisogna essere proprio dei disperati per rubare per fino le ruote di scorta delle auto! Shit!
 
Ma nonostante tutto, il nostro viaggio e la nostra promozione continua… 

American X-Ide girl

American X-Ide girl

Dopo alcune notti in motel (alcuni dei quali veramente squallidi) e diverse centinaia di km on the road, oggi abbiamo trovato un’offerta in internet e ci siamo fatti un regalo: notte allo Sheraton, mega hotel con tanto di piscina indoor e outdoor, idromassaggio, sala giochi, tv lcd e tante altre belle cose. 110 $ per la tripla, quindi non una spesa esagerata. Ci siamo quindi rilassati in piscina e recuperato un po’ di forze, anche perchè oggi il tempo non era dei migliori e la voglia di visite a musei poca. Domani torniamo coi piedi per terra, visitiamo Kansas City e ripartiamo in serata, dormendo naturalmente in un nuovo squallido ma economico motel. Ora però, ci si gode la dolce vita allo Sheraton…

 

Sir rulez

Sir rulez

Oggi, per voi che leggete (mercoledì 15 ottobre) siamo sul Corriere Delle Alpi. Potete anche sentirci in podcast QUI (l’appuntamento su Radio Club 103 è ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 11.00 di mattina, in diretta il lunerì e il venerdì alle 15.45). Segnaliamo inoltre il passaggio radiofonico su Radio Carisma (Ferrara), Radio Prima Rete (Caserta-Napoli) e Radio Top (Oderzo, Treviso e Pordenone).

Aspettiamo i vostri 1000 commenti! 🙂 Hi guys.

Spese del giorno
Generali: 110 $ hotel (tot 110 $)
Sir: 4 $ colazione, 57 $ souvenir e regali, 22 $ pranzo, 5 $ bibite (tot 88  $)
Ric: 3 $ colazione, 22 $ pranzo, 3 $ bibite (tot  28 $)
Tinto: 2 $ colazione, 51 $ souvenir e regali, 26 $ pranzo, 5 $ bibite, 10 $ serata (tot 94 $) 

Km percorsi: 348
Frase del giorno: The wheel was there and now there isn’t!  
Canzone del giornoKansas City Shuffle – J. Ralph

Sir e Ric nell'idromassaggio

Sir e Ric in relax

Route 66 e St. Louis

ottobre 14, 2008

La Route 66 è una delle prime highway federali. Fu aperta l’11 novembre 1926. Originariamente collegava Chicago alla spiaggia di Santa Monica attraversando gli stati Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e California. La distanza complessiva era di 3.800 km.

La Route 66 fu una strada usata per la migrazione verso Ovest e supportò l’economia delle comunità attraverso le quali passava. Le popolazioni prosperarono per la crescente popolarità della strada. Fu ufficialmente rimossa dal sistema delle highway nel 1985, quando assieme alle altre fu rimpiazzata dall’Interstate Highway System (le moderne autostrade). La strada esiste attualmente con il nome di “Historic Route 66” ed è percorribile a tratti. Nel corso degli anni è diventata un vero è proprio simbolo dei viaggi on the road. Si trovano citazioni e riferimenti alla strada in innumerevoli film, libri e canzoni.

Dopo aver visto ieri il punto di partenza della storica strada, oggi ne abbiamo percorso qualche decina di chilometri, dopo aver visitato l’Hall of Fame & Museum al 110 di W Howard St. a Pontia (Illinois).

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L'insegna del museo

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Centinaia di oggetti legati alla Route 66

Una simpatica vecchietta (membro onorario della Route 66 Association of Illinois) ci ha fatto da guida, indicandoci gli oggetti più “preziosi” tra quelli esposti. Mentre ci raccontava di storie lontane, aveva gli occhi lucidi e le sue parole erano piene di orgoglio. 
Centinaia di cimeli, targhe, gadgets, foto e ricordi esposti molto accuratamente e divisi per anni e zone. L’entrata al museo è gratuita, ma all’entrata una vistosa cassetta per le offerte funge da check in, e l’offerta è quasi obbligatoria (e giusta).

Alcuni dei tanti cimeli con il marchio Route 66

Alcuni dei tanti cimeli con il marchio Route 66

Dietro al museo, un grande e bellissimo murales realizzato nel 2006, riporta il simbolo originale della strada… 

Foto ricordo sul murales

Foto ricordo davanti al murales

X-Ide on Route 66

X-Ide on Route 66

Entusiasti più che mai ci siamo rimessi in viaggio, percorrendo, come detto all’inizio, alcuni chilometri della Strada Madre (uno dei tanti soprannomi della R.66). 
Essendo questa esclusa dai moderni itinerari, non è stato facile seguirla. Nè il navigatore satellitare nè internet ci hanno aiutato. Abbiamo quindi dovuto abbandonare i nostri “sistemi ultratecnologici” e seguire i cari vecchi cartelli stradali.

LEI

LEI

Nel tardo pomeriggio, dopo 280 km circa, siamo arrivati a St. Louis, nel Missouri. Qui ci siamo fermati solo qualche ora, giusto il tempo di visitare il simbolo della città, il Gateway Arch, un arco gigante, alto 192 metri, sulle rive del Missisipi. 

Il Gateway Arch

Il Gateway Arch

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L'arco visto da sotto

Dopodiché abbiamo fatto un giro in auto per il centro (nulla di che) e ci siamo presi una pausa al Flamingo Bowling.

Sir bowling style

Sir bowling style

Tinto bowling style

Tinto bowling style

Salutata St. Louis siamo ripartiti alla volta della nostra prossima tappa, ovvero Kansas City. Un’altra ora di auto e stop per la notte in uno squallido motel sulla strada (Colonial Inn, 974 Tree Farm Rd., High Hill, MO).
Siamo nel cuore dell’America, tutti in ottima forma e caricatissimi per la seconda parte di questo fantastico viaggio. 

Restate con noi… il meglio deve ancora arrivare!  

Spese del giorno
Generali: 52 $ motel, 2 $ autostrada, 50 $ benzina (tot 104 $)
Sir: 2 $ colazione, 18 $ pranzo, 5 $ bar, 6 $ bowling, 7 $ cena (tot 38 $)
Ric: 2 $ colazione, 23 $ pranzo, 5 $ bar, 15 $ scorta birre, 7 $ cena (tot 52 $)
Tinto: 4 $ colazione, 25 $ pranzo, 5 $ bar, 6 $ bowling, 15 $ scorta birre, 5 $ cena (tot 60 $)

Km percorsi: 370

Frase del giorno: Please, 3 McNuggets and 1 BigMac.   
Canzone del giorno: Silence – Delerium feat. Sarah McLachlan

the real Route 66

the real Route 66

Day and Night in Chicago

ottobre 13, 2008

Hi guys! Ecco puntuale il resoconto di questo intensissimo weekend
Sabato mattina abbiamo perso qualche ora per cambiare hotel (quello in cui eravamo era pieno per la notte successiva), così ci siamo spostati in uno dei soliti motel della catena Motel 6 (al 9408 di West Lawrence Avenue, a Schiller Park, circa 25 km dal centro città). E poi via, verso la city! 

immersi nel traffico di Chicago

immersi nel traffico di Chicago

Abbiamo chiamato il nostro viaggio “USA & CANADA on the road” per sottolineare un modo ben preciso di muoversi e viaggiare, sulla strada appunto, in totale libertà e indipendenza. On the road, come ben saprete, è anche il titolo dello storico romanzo di Jack Kerouac, divenuto il manifesto della Beat Generation.
Destino ha voluto che proprio in questo periodo qui a Chicago (precisamente dal 3 ottobre al 26 novembre) ci sia una mostra al Columbia College sulla Beat Generation, intitolata “and the Beats go on…” in cui è esposto il rotolo di carta originale con il testo di On the road. Il romanzo fu infatti dattiloscritto su un rotolo di carta per telex lungo 36 metri (che nel 2001 fu aggiudicato in asta per un prezzo superiore ai due milioni di dollari). Fortunatamente, sono solito guardare le riviste locali che presentano gli eventi della città (è fondamentale quando si visitano grandi città e si ha poco tempo a disposizione), così la cosa non ci è sfuggita!

le prime righe di On The Road

Le prime righe di On The Road

Jack Kerouac al lavoro

Jack Kerouac e il rotolo di On The Road

Una mostra piccola ed essenziale, ma ben fatta (e gratuita), il cui epicentro è la sala dedicata al famoso romanzo con l’espositore contenente quest’ultimo.

La sala principale e l espositore con il rotolo

La sala principale e l'espositore con il rotolo

Alle pareti foto dello scrittore, citazioni, curiosità e una raccolta completa di edizioni del libro nelle varie lingue in cui è stato tradotto.

Una delle prime edizioni di On The Road, del 1959

Una delle prime edizioni di On The Road, del 1959

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writing On The Road

Mi sembrava doveroso dedicare ampio spazio all’argomento, visto il tipo di avventura che stiamo facendo. On the road non è solo un libro, ma per molti uno stile di vita, uno modo di viaggiare e di essere.

sulla strada

...sulla strada

Da lì siamo poi andati all’History Museum ma il biglietto costava 15 $ dollari e il museo chiudeva mezz’ora dopo. Abbiamo quindi rinunciato e ci siamo diretti verso il cuore di Chicago, dominato da imponenti grattacieli che arrivano anche ai 108 piani (per un’altezza di 442 m) della Sears Tower, il grattacielo più alto d’America.

al centro le

La Sears Tower svetta sullo skyline di Chicago

Grattacieli a Chicago

Grattacieli di Chicago

Sir e Tinto

Sir e Tinto

Abbiamo quindi fatto un po’ di shopping e poi preso la metropolitana sopraelevata e fatto un giro sul loop, il centro città, proseguendo poi a piedi in cerca di qualche pub dove iniziare la serata. Di sera, Chicago si illumina con migliaia di luci ovunque e l’atmosfera è unica.

the night is coming

the night is coming

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Dopo un paio di birre in un classico pub americano e un’ottima cena al ristorante Pizanos, al 61 di East Madison (buona sia la carne che il pesce e soprattutto la pizza), ci siamo volontariamente persi per le strade di questa splendida metropoli. Chicago è pulita, ordinata, moderna ma nello stesso tempo classica, “calda” e accogliente. Qui abbiamo avuto per 3 giorni bel tempo e temperature intorno ai 20 gradi. Tutto perfetto quindi.

La serata è proseguita al Coyote Ugly Saloon, un posto parecchio “hot” e divertente. In America ce ne sono 12 di questi locali, talmente originali da aver anche ispirato un film (Le ragazze del Coyote Ugly) girato nel saloon di New York.
Non mi dilungherò nella cronaca della serata, vi dico solo che è successo un po’ di tutto. Date un’occhiata al riassunto spese e dati della giornata (qui sotto) e ve ne renderete conto. 🙂 Diciamo solo che io sono arrivato in motel intorno alle 4 di mattina, gli altri verso le 7.30.

Spese del giorno
Generali: 73 $ motel, 20 $ parcheggio, 25 $ taxi, 125 $ multa rimozione auto (tot 243 $)
Sir: 3 $ colazione, 15 $ pranzo, 123 $ scarpe nuove, 21 $ cena, 30 $ serata (tot 192 $)
Ric: 2 $ colazione, 20 $ pranzo, 66 $ scarpe nuove, 21 $ cena, 50 $ serata, 72 $ taxi (tot 231 $)
Tinto: 3 $ colazione, 24 $ pranzo, 140 $ regalo, 21 $ cena, 50 $ serata, 72 $ taxi (tot 310 $) 

Km percorsi: 80
Oggetti persi: carta di credito postepay (Ric), telefono cellulare (Tinto)

Frase del giorno: Tinto a Poliziotto: “We are going to Motel 6”
Canzone del giorno: Sweet Home Chicago – Blues Brothers

Grattacieli in centro

Grattacieli in centro

Oggi ci siamo svegliati tardi, abbiamo rimesso insieme i pezzi dopo la “disastrosa serata” e abbiamo fatto l’ultima visita in città. Oggi a Chicago c’era la maratona, molto sentita dagli abitanti, quindi le strade erano invase di runners e molte di queste chiuse per lasciare spazio ai corridori.
Abbiamo fatto un salto alla Union Station, dove è stata girata una delle scene più famose del cinema: la scena della carrozzina del film Gli Intoccabili, diretto da Brian De Palma nel 1977, con Kevin Kostner, Sean Connery e Robert De Niro. Visita obbligatoria, se si passa per la città che negli anni ’20 era in mano ad Al Capone

Union Station

Union Station

La gradinata de Gli Intoccabili

La gradinata de Gli Intoccabili

E così è terminato il nostro tour nella magica Chicago.
Ormai tardo pomeriggio, ci siamo diretti all’incrocio tra S Michigan Ave. e Adam Street, dove c’è il punto di partenza della Route 66, la strada più famosa del mondo. Simbolo dei coast to coast, della cultura on the road, del sogno americano e soprattutto, del nostro viaggio.    

Il punto di partenza della Route 66

Il punto di partenza della Route 66

Ric alla partenza della Route 66

Ric alla partenza della Route 66

Un paio di foto e via… verso la West Coast! 
In questo momento ci troviamo a Pontiac, una cittadina che si trova proprio sulla Route 66. Alloggiamo al Motel Fiesta, al 951 di West Reynolds e domani visiteremo il museo Hall of fame della storica strada. Vi racconteremo quindi ancora molto a riguardo.

The trip goes on! 

Spese del giorno
Generali: 53 $ motel, 3 $ autostrada, 60 $ benzina (tot 116 $)
Sir: 5 $ colazione, 5 $ pranzo, 8 $ cena (tot 18 $)
Ric: 2 $ colazione, 7 $ pranzo, 9 $ cena, 25 $ autotasse (tot 43 $)
Tinto: 3 $ colazione, 8 $ pranzo, 7 $ cena (tot 18 $)

Km percorsi: 230

Frase del giorno: Sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo, solo chiacchiere e distintivo!  
Canzone del giorno: On the road again – Sheryl Crow & Willie Nelson

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Chicago

ottobre 11, 2008

Siamo a Chicago amici! La più grande città dell’Illinois e la terza per popolazione di tutti gli Stati Uniti (qui vivono oltre 2.800.000 persone, 9.500.000 nell’aerea metropolitana). Temperatura mite e un cielo limpido senza una nuvola sono stati un’ottima accoglienza. 

entrando a Chicago

entrando a Chicago

Rieccoci quindi immersi in una grande metropoli. Rispetto alle altre viste fin’ora però, qui c’è molto verde: parchi, alberi, prati e aiuole curatissime circondano i grattacieli. La prima impressione è stata ottima! 
Un breve giro a piedi in centro e poi via, a organizzarsi per la notte.

scorcio di Chicago

scorcio di Chicago

grattacieli

grattacieli

Abbiamo trovato un ottimo albergo tramite LateRooms.com. Un po’ fuori città (a 20 km circa) ma molto carino e soprattutto economico (70 $ a notte per la tripla). E’ il Chicago O’Hare Garden Hotel, al 8201 di W. Higgins Rd. 

sembrano grattacieli e invece...

sembrano grattacieli e invece...

...sono parcheggi!

...sono parcheggi!

Dedicheremo l’intera giornata di domani per visitare la città. Abbiamo diverse cose interessanti da vedere e poi naturalmente da raccontarvi. Senza dimenticare che, domani è sabato… e siamo in una delle città americane più cool e movimentate. Buon week end anche voi. Have fun! 

Spese del giorno
Generali: 70 $ hotel, 20 $ autostrada, 26 $ parcheggio (tot 116 $)
Sir: 2 $ colazione, 10 $ pranzo, 29 $ sigari deluxe, 20 $ cena, 20 serata (tot 81 $)
Ric: 2 $ colazione, 16 $ pranzo, 20 $ cena, 36 $ serata (tot 74 $)
Tinto: 3 $ colazione, 15 $ pranzo, 24 $ sigari deluxe, 20 $ cena, 59 $ serata (tot 123 $) 

Km percorsi: 310
Canzone del giorno: Homecoming – Kanye West feat. Chris Martin

in un classico pub di Chicago

in un classico pub di Chicago

Goodbye Canada

ottobre 10, 2008

Installato il nuovo vetro sulla nostra Toyota 4runner, siamo pronti per rimetterci in viaggio. Dopo 5 meravigliosi giorni in Canada, salutiamo i grandi laghi e le foreste incantate rientrando negli States.
I posti che abbiamo visto in Ontario ce li ricorderemo tutta la vita e chissà che un giorno qualcuno di noi non torni, per un soggiorno più lungo o per approfondire il “bear watching”. 🙂 

Il ponte che collega Canada e Stati Uniti

Il ponte che collega Canada e Stati Uniti

on the bridge

on the bridge

Passiamo la dogana solo dopo un lungo colloquio con l’agente di turno, ma ormai siamo abituati e rispondiamo a tutte le domande in modo preciso e veloce. Ciò nonostante, il poliziotto sembra non volerci far andare e l’impressione è che sia un po’ geloso del nostro viaggio. Dopo aver curiosato tra i nostri bagagli e averci fatto una miriade di domande (molte delle quali assolutamente inutili), finalmente ci dà il “Welcome in U.S.A.”. 

La dogana americana

La dogana americana

Riappaiono come per magia fast food e bandiere americane ovunque. Ok, siamo sulla strada giusta! 🙂 A parte questo però, il paesaggio è ancora “canadese” e le strade sono immerse in foreste bellissime.
Percorriamo 600 km verso sud, attraversando il Michigan, tutta una tirata, ma tra buona musica e scorci da cartolina non ci accorgiamo neanche.

on the road again

on the road again

the sky in Michigan

the sky in Michigan

Prenotiamo su internet un motel a Kalamazoo, un paesino dell’Illinois e arriviamo a destinazione prima che faccia buio. Qui siamo a 230 km da Chicago, la nostra prossima tappa, che raggiungeremo domani e dove passeremo il weekend. 

Alcuni di voi ci hanno chiesto informazioni riguardo la crisi economica che sta investendo Stati Uniti e non solo. Questi giorni abbiamo chiesto pareri e impressioni alla gente incontrata per strada… in Canada questa crisi ancora non si sente, ma sono tutti consapevoli che presto potrebbe arrivare anche da loro. Seguono quindi con attenzione gli sviluppi e sperano tutti nella vittoria di Obama, simbolo di un possibile cambiamento di rotta. Continueremo a raccogliere testimonianze e vi faremo sapere.

A poi. We love u! 

Spese del giorno
Generali: 131 $ benzina, 48 $ motel, 40 $ ricarica Skype (tot 219 $)
Sir: 3 $ colazione, 7 $ fumetto, 62 $ lavanderia deluxe, 3 $ sigari, 8 $ pranzo, 10 $ varie, 15 $ cena, 10 $ autotasse (tot 118 $)
Ric: 3 $ colazione, 48 $ lavanderia deluxe, 8 $ pranzo, 15 $ cena (tot 74 $)
Tinto: 3 $ colazione, 229 $ vetro auto, 48 $ lavanderia deluxe, 3 $ sigari, 8 $ pranzo, 15 $ cena, 20 $ autotasse (tot 326 $) 

Km percorsi: 620
Oggetti trovati: pallina da golf

Frase del giorno: Why a company give to you money to travel?
Canzone del giorno: Summer of ’69 – Bryan Adams

Il percorso fatto fin ora

Il percorso fatto fin'ora

Pausa viaggio e cambio itinerario

ottobre 9, 2008

Oggi è stata la giornata più tranquilla da quando siamo in viaggio. Abbiamo approfittato dello stop obbligatorio per “ricaricare un po’ le batterie”. Siamo fermi a Sault Ste. Marie (in Ontario), in attesa che ci sistemino il vetro dell’auto. Se tutto va bene domani primo pomeriggio (oggi per chi legge) saremo pronti per ripartire. Questo contrattempo ci ha costretti a rivedere il nostro itinerario: abbiamo deciso di scendere direttamente a Chicago, saltando quindi Minneapolis. Quest’ultima non è una città particolarmente importante del nostro tragitto quindi poco male se non riusciamo a visitarla. Così facendo recupereremo circa 800 km e torneremo a rispettare la nostra tabella di marcia. 

itinerario previsto prima del contrattempo

itinerario previsto prima del contrattempo

il nuovo itinerario

il nuovo itinerario

A questo punto, possiamo anche svelarvi chi dei 3 è riuscito a chiudere l’auto con le chiavi al suo interno: ebbene si, il colpevole è ancora lui… Tinto (Andrea). 🙂
Solo 4 di voi hanno indovinato la seconda THE READERS COMPETITION e quindi come promesso, riceveranno la cartolina da Chicago: Mr Tony S, Sfriz, Riccardo e Brao Brao Ganghi (mandateci il vostro indirizzo su info@dolcevitaonline.it).

Tinto... e le chiavi rimaste chiuse in auto

Tinto... e le chiavi rimaste chiuse in auto

Se tutto va bene, fra qualche giorno saremo sulla storica Route 66 e attraverseremo il cuore dell’America. Dopo Chicago, ci aspettano St. Louis, Kansas City, Oklahoma City, Dallas… ecc ecc. Il viaggio è ancora lungo e noi vogliamo godercelo km per km, rendendovi partecipi il più possibile. Presto infatti lanceremo la seconda THE READERS CHOICE e vi faremo decidere il nostro percorso. Restate collegati quindi, perchè abbiamo bisogno di voi! 

Oggi (giovedì 9 ottobre) siamo sul Corriere Delle Alpi. Potete anche sentirci in podcast QUI (l’appuntamento su Radio Club 103 è ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 11.00 di mattina, in diretta il venerdì alle 15.45). Segnaliamo inoltre il passaggio radiofonico su Radio Carisma (Ferrara), Radio Prima Rete (Caserta-Napoli) e Radio Top (Oderzo, Treviso e Pordenone). 

Spese del giorno
Generali: 87 $ motel (tot 87 $)
Sir: 2 $ colazione, 14 $ pranzo, 10 $ varie, 25 $ cena (tot 51  $)
Ric: 2 $ colazione, 18 $ pranzo, 5 $ varie, 18 $ cena, 50 $ serata (tot  93 $)
Tinto: 2 $ colazione, 22 $ pranzo, 4 $ varie, 27 $ cena, 50 $ serata (tot 105 $) 

Km percorsi: 10
Frase del giorno: The happiest circumstances are close to home
Canzone del giorno: Push & Pull – Nikka Costa

Grandi Laghi (Ontario-Canada)

Grandi Laghi (Ontario-Canada)

Ontario 2008: esperienze a non finire

ottobre 8, 2008

Ieri il blog ha registrato il record di visite giornaliere da quando è stato aperto: 418 visite uniche in 24 ore. Grazie a tutti, ci date l’energia per fare sempre meglio!
 
Cogliamo l’occasione per lanciare la seconda THE READERS COMPETITION, visto che ieri mattina al risveglio ne abbiamo combinata un’altra delle nostre. Chi tra noi è riuscito a chiudere l’auto lasciando le chiavi al suo interno? Matteo (Sir), Andrea (Tinto) oppure Ric? 
Rispondete con un commento a questo post. Chi indovinerà (da qui al prossimo post) vincerà una cartolina con dedica speciale da Chicago! 🙂
E nel frattempo vi raccontiamo i particolari: dopo aver provato ad aprire l’auto in svariati modi (inutilmente) e aver contattato l’assistenza tecnica (inutilmente), siamo stati costretti a rompere un finestrino (uno di quelli piccoli posteriori) per recuperare le chiavi e ripartire.

il vetro rotto e coperto momentaneamente con un cartone

il vetro rotto e coperto momentaneamente con un cartone

Pulita l’auto dai frammenti di vetro, ci siamo rimessi in marcia: qui non ci si ferma mai! 
Arrivati a Sault Ste. Marie, abbiamo cercato un’officina specializzata in sostituzione vetri. Giovedì mattina ci ripareranno il finestrino. Questo piccolo incidente ci costringerà a fermarci qui più del previsto quindi saremo costretti a cambiare leggermente il nostro percorso. Rinunceremo a salire ancora a nord verso Thunder Bay, e andremo direttamente a Minneapolis, rientrando quindi negli Stati Uniti. Nulla di grave, d’altronde in un viaggio del genere bisogna fare i conti con piccoli e grandi imprevisti.

Il panorama qui è sempre più fantastico…

Ontario, Canada

Ontario, Canada

Questa notte siamo rimasti incantati da un cielo così stellato da non sembrare vero. Ma non ci sono nè foto nè parole che possano descriverlo. Qui in Ontario, in questo periodo dell’anno, si ha come l’impressione di far parte di una fiaba. E’ stato poi interessante e strano passare dalle grandi metropoli a queste foreste incontaminate… due realtà opposte, completamente diverse, ognuna col proprio fascino.

Ontario, Canada

Ontario, Canada

Questa sera, per concludere alla grande la già intensa giornata, abbiamo avuto un ulteriore incontro con le forze dell’ordine locali. Dopo aver fatto un’inversione a u in una strada a senso unico (avevamo sbagliato strada e non c’erano auto nei paraggi), ci siamo trovati i lampeggianti accesi della polizia alle spalle, che ci intimava di fermarci. Ho quindi accostato, spento l’auto e messo le mani sul volante, ben visibili (così ci era stato detto di fare qui). Un agente arrabbiatissimo si è avvicinato puntandoci una torcia in faccia e urlandoci di abbassare il finestrino. A quel punto ci ha chiesto i documenti sottolineando di tenere le mani bene in vista. Gli ho spiegato subito che eravamo italiani, che stavamo facendo un report di viaggio e alla consegna del tesserino da giornalista, si è un po’ tranquillizzato. Abbiamo parlato 2 minuti, lui ha capito la situazione e alla fine ci ha lasciato andare senza alcuna multa, solo invitandoci ad una maggiore attenzione (salutandoci addirittura con un mezzo sorriso).

Un’ulteriore esperienza… in questo viaggio sempre più pieno, sempre più VERO.

Dopo la notte selvaggia, oggi alloggiamo in un motel, caldo e comodo (Northlander Motel, al 243 di Great Northern Road). 

Giovedì 9 ottobre saremo sul Corriere Delle Alpi con un’intervista e qualche curiosità inedita. 😉

Spese del giorno
Generali: 87 $ motel, 320 $ biglietti NBA x Los Angeles (tot 407 $)
Sir: 2 $ colazione, 6 $ pranzo, 45 $ cena (tot 53 $)
Ric: 7 $ colazione, 4 $ pranzo, 45 $ cena (tot 56 $)
Tinto: 6 $ colazione, 8 $ pranzo, 45 $ cena (tot 59 $) 

Km percorsi: 130
Frase del giorno: The key is in the car, the car is close and we are out of car!
Canzone del giorno: Fast car – Tracy Chapman

Ric e Tinto

Ric e Tinto

Orsi e grandi laghi

ottobre 7, 2008

Mi ero appena messo nel sacco a pelo e iniziavo finalmente a scaldarmi un po’, quando sento Tinto e Ric che parlano in inglese con qualcuno fuori dalla tenda. Parlano di “bears”… ma non capisco bene così esco anch’io. Il padrone del camping ci avvisa che ci sono 2-3 orsi in zona e di stare all’occhio. Lui poi sale in jeep e inizia il suo giro intorno ai cottage per tenere le bestie alla larga (così ci dice). Inizialmente stentiamo quasi a crederci, ci guardiamo tra noi un po’ allibiti senza sapere cosa fare.
Torno dal tipo del campeggio e gli chiedo più dettagli sulla situazione: gli orsi ci sono veramente e consiglia di tenere la musica dell’auto accesa in modo che non si avvicinino. Gli chiedo specificatamente se c’è la possibilità che questi arrivino mentre siamo in tenda che dormiamo… lui mi guarda, sorride un po’ e mi dice che “si, la possibilità c’è ma è difficile che accada”. Insomma per lui non c’è di che preoccuparsi, solo da stare un po’ attenti. 
In 7 minuti smontiamo la tenda, carichiamo tutto in auto e abbandoniamo il camping a tutta velocità! Dopo 60 km troviamo un motel e andiamo a dormire ancora increduli di quello che è successo poco prima.

Sudbury, Ontario, Canada

Sudbury, Ontario, Canada

Questa mattina arriviamo a Sudbury, una simpatica e colorata cittadina a circa 400 km a nord di Toronto. La zona è famosa per il cratere di Subdury più noto col suo nome inglese di Sudbury Basin, il secondo più grande cratere di origine meteorica della Terra finora scoperto. Il bacino di Sudbury è lungo 62 km, largo 30 km e arriva fino ad una profondità di 15 km: si è formato 1,85 miliardi di anni fa, a causa dell’impatto di un asteroide di 10 km di diametro.

La zona

La zona del cratere di Sudbury vista dal satellite

Abbiamo quindi proseguito il nostro percorso costeggiando i grandi laghi canadesi. Strade con pochissime curve, zone completamente disabitate e paesaggi da film. Il cielo limpidissimo di oggi faceva risaltare i colori. Alcune foto da “testimonial” 🙂

Ric live X-ide

Ric live X-ide

 

Tinto over the river

Tinto over the river

Guidiamo su strade desolate, in mezzo a una natura fantastica… un po’ di rock nelle stereo e qualche risata. Siamo on the road, siamo dove volevamo essere quando abbiamo deciso di fare questo viaggio.

Un’occhiata a Google Maps, al navigatore satellitare, alla cartina e… ci siamo: troviamo un posto che fa al caso nostro. Prendiamo strade sempre più piccole, pensiamo quasi di esserci persi ma poi…

Arrivati

Arrivati!

Sir in the lake

Sir in the lake

Siamo su una spiaggia, in una piccola baia naturale, sui grandi laghi, precisamente il North Channel… un posto fantastico. Il paese più vicino a noi è Thompson, sulla strada 17, che da Sudbury va a Sault Ste Marie.

di fronte al lago

di fronte al lago

La baia dove ci troviamo ora

La baia dove ci troviamo ora

Abbiamo acceso un fuoco per scaldarci un po’ (quando scende il buio fa freddissimo) e montato la tenda dentro una casetta (che d’estate qui usano come spogliatoio): in questo modo dormiremo al sicuro. Oggi a Sudbury siamo andati in un negozio di attrezzature da camping chiedendo info su come tenere lontani gli orsi: ci hanno proposto uno spray al peperoncino (fatto apposta per gli orsi) o un macete (coltello da 40 cm di lama)… 🙂 Non vogliamo neanche pensare di trovarci davanti a un Grizzly di 500 kg quindi preferiamo prevenire. Il cibo lontano da dove si dorme e la casetta come luogo sicuro, molto meglio così piuttosto che lo spray!

La nostra posizione

La nostra posizione

Il viaggio prosegue benissimo. Da qui è dura aggiornare il blog, il collegamento è lento e spesso proprio non c’è. Ma per voi, troviamo sempre il modo di essere on-line! Continuate quindi a seguirci e lasciare commenti, saluti. Non che ci manchiate, ma ci sentiamo un po’ meno soli leggendovi. 🙂

Spese del giorno
Generali: 75 $ birre, 78 $ spesa cibo e varie (tot 153 $)
Sir: 3 $ colazione (tot 3 $)
Ric: 3 $ colazione, 16 $ pranzo (tot 19 $)
Tinto: 3 $ colazione, 18 $ cena (tot 21 $)
Oggetti trovati: cappellino Boston Red Sox 

Km percorsi: 210
Frase del giorno: There are some bears here…  
Canzone del giorno: Brothers in arms – Mark Knopler

the paradise...

we are in the paradise...

Toronto e foreste canadesi

ottobre 6, 2008

Ieri la giornata è iniziata in una classica lavanderia: tappa obbligatoria per rinnovare la nostra biancheria. Per Tinto e Ric non è stata un’esperienza positiva in quanto per qualche strano motivo sono usciti con i vestiti più sporchi di prima. 🙂

Lavanderia a Toronto

Lavanderia a Toronto

Siamo poi saliti sulla la CN Tower, costruita nel 1973, arriva all’incredibile altezza di 553 metri e risulta essere la più alta struttura del mondo mai costruita.
Dall’alto il panorama è unico…

Il centro di Toronto visto dalla CN Tower

Il centro di Toronto visto dalla CN Tower

Toronto dalla Cn Tower

Toronto dalla Cn Tower

Ed è possibile testare il proprio coraggio sul pavimento trasparente…

Il

Il pavimento trasparente della CN Tower

Da lì abbiamo fatto visita alla Hockey Hall of Fame, una delle principali attrazioni di Toronto. 
Un museo fatto benissimo che vale la pena visitare anche se non si è grandi appassionati di questo sport. Io ho giocato a hockey per tanti anni da ragazzino e vedere la maglia, i guantoni e la stecca di Gretzky (il miglior giocatore di sempre) è stato emozionante.

Sir e Wayne Gretzky

Sir e Wayne Gretzky

La mitica Stanley Cup

La mitica Stanley Cup

Usciti dal museo, abbiamo trovato una pattuglia della polizia di fianco alla nostra auto: avevamo parcheggiato davanti ad un idrante, MA, lì c’era anche un cartello di parcheggio quindi inizialmente abbiamo provato a discutere con il poliziotto cercando di contestare la multa. I poliziotti però non sono molto “amichevoli”, neanche qui, così alla fine abbiamo chiesto dove avremmo potuto fare ricorso e abbiamo salutato. 
100 $ di multa, perchè qui, anche se c’è un cartello che indica uno spazio parcheggio, è assolutamente vietato mettere la macchina a 3 metri da un idrante. Abbiamo provato ad andare all’ufficio reclami… ma era già chiuso. Shit! Vedremo cosa fare, dobbiamo ancora decidere se pagarla o meno. Voi che dite? Non ci va giù! Non è giusto, lì c’era un chiaro cartello che indicava la possibilità di parcheggiare e noi (per una volta) avevamo anche pagato il parchimetro!   

Nostra auto, idrante e... cartello del parcheggio sul palo (in verde)

Nostra auto, idrante e... cartello del parcheggio sul palo (in verde)

Un po’ demoralizzati e incattiviti, abbiamo lasciato Toronto (che comunque è una bellissima città). Serata in strada e notte in un motel.

Spese del giorno
Generali: 15 $ lavanderia, 85 $ motel, 108 $ Cn Tower, 39 $ museo Hockey, 26 $ parcheggi, 76 $ scorta cibo, 60 $ benzina (tot 409 $)
Sir: 8 $ pranzo, 25 $ cena (tot 33 $)
Ric: 10 $ colazione, 34 $ cena (tot 44 $)
Tinto: 10 $ colazione, 35 $ cena (tot 45 $)

Km percorsi: 105

Frase del giorno: It’s a parking place! 
Canzone del giorno: Di vizi di forma e virtù – Dargen D’Amico

Questa mattina è iniziato il nostro viaggio a nord, intorno i grandi laghi e le sconfinate foreste dell’Ontario. Dopo circa 150 km da Toronto, il paesaggio ha iniziato a cambiare e gli alberi vicini alla strada a colorarsi di sfumature mai viste prima. 

Verso i grandi laghi...

Verso i grandi laghi...

Le foreste canadesi

Le foreste canadesi

Ora siamo in mezzo al nulla, o quasi. Qui la stagione dei camping è finita da un pezzo, siamo noi gli unici pazzi che vogliono dormire sotto le stelle, con questo freddo. Siamo arrivati in un campeggio che sembra abbandonato e la famiglia che gestisce il terreno qui si è meravigliata quando le abbiamo detto che volevamo passare la notte in tenda. Ma noi siamo forti! 🙂 E dopo aver piazzato la tenda, abbiamo acceso un fuoco e ora siamo qui che beviamo birra e ce la spassiamo. 

Lago canadese

Lago canadese

La nostra sistemazione, davanti al lago

La nostra sistemazione, davanti al lago

Tinto, Ric e Sir

Tinto, Ric e Sir

Incontro ravvicinato con una volpe… 

Ric and the fox

Ric and the fox

…speriamo solo che gli orsi se ne stiano alla larga: le persone che vivono qui ci hanno detto che la scorsa settimana un orso gli ha fatto visita di notte, svuotando completamente un frigo pieno di cibo.  
Qui si sta Dio, le luci e i rumori delle città sono lontane centinaia di chilometri, il fuoco ci scalda e ci ipnotizza… finalmente siamo into the wild.

Spese del giorno
Generali: 81 $ benzina, 25 $ camping (tot 106 $)
Sir: 4 $ colazione, 25 $ cena (tot 29 $)
Ric: 4 $ colazione, 25 $ cena (tot 29 $)
Tinto: 4 $ colazione, 13 $ cena (tot 17 $)

Km percorsi: 280
Frase del giorno: We are strong!  
Canzone del giorno: Rise – Eddie Vedder

Into the wild

Into the wild

Siamo in Canada!

ottobre 4, 2008

Apriamo il post di oggi riportando qui il commento di un nostro lettore, uno di voi (inserito ieri). Pensiamo che sia interessante e che meriti attenzione: 

Sono in vena di provocare! So che mi farò molti nemici. Voglio commentare i commenti.
Ma è possibile che la cosa che interessi di più ai lettori siano le cazzate che questi 3 fanno invece di fare qualche considerazione o riflessione sui posti storici che stanno visitando o sugli input culturali e di costume che giornalmente questi 3 cercano di trasmettere? Trovo molto banali e superficiali la gran parte dei commenti (non tutti). Molte volte ripetitivi! Quella che stanno attraversando è l’America dei Kennedy, dei Bush, di Obama, l’America della grande Democrazia, l’America padrona del mondo, l’America guerraiola, l’America con la più grave crisi economica e finanziaria dopo il ‘29, l’America della più grande “bufala” storica dell’11 Settembre, l’America che sta andando alla deriva e che ci può travolgere…
Riflettete gente! Voi ragazzi continuate a “trasmettere”
Superanima

Ci piacerebbe sapere cosa ne pensate a riguardo. Attendiamo curiosi i vostri commenti.

Tornando al report del viaggio… come da titolo, siamo arrivati in Canada!
La dogana tra gli Stati Uniti e il Canada prevede il passaggio di due blocchi doganali (dei rispettivi stati appunto). In entrambi siamo stati sottoposti ad un accurato “interrogatorio” degli agenti di turno, con domande dettagliate sul nostro viaggio ma non solo (tra cui “cosa siete venuti a fare qui? quanto rimanete? quando ripartite? da dove e per dove? cos’avete nelle valigie? cosa fate nella vita? ecc ecc). Siamo “bravi ragazzi” 🙂 e naturalmente non abbiamo avuto nessun problema a passare. 

La prima cosa che abbiamo notato entrando in Canada è la mancanza di fast food e punti di ristoro rispetto agli States. Bene così, tutta salute! 
A 10 giorni dalla partenza, precisi sulla nostra tabella di marcia, eccoci giunti a Toronto, città da 2 milioni e mezzo di abitanti. 

Toronto skyline

Toronto skyline

Una mia grave e costosa dimenticanza (l’alimentatore del mio mac book al motel di Niagara Falls, che comunque forse riesco a recuperare) ci ha costretti a cercare un Apple Store, che fortunatamente abbiamo trovato in breve tempo… W la Apple!

Apple store a Toronto, all'Eaton Center in Yonge Street 220

Abbiamo poi cercato sistemazione per la notte e dopo 2 ore di giri folli per il traffico della città e 6 ostelli completamente pieni, ci siamo arresi all’ennesimo motel (ma costoso come un albergo) 10 km fuori dal centro. Domani visiteremo Toronto che a prima vista sembra una bellissima città, pulita, curata e in forte espansione. La gente che abbiamo visto qui fin’ora, è vestita tutta in modo originale, stiloso. E senza dubbio, sono tutti più in forma degli americani. 🙂 

Toronto city

Toronto city

In serata partiamo verso nord, verso i grandi laghi e la grandi foreste… finalmente into the wild.
Prevediamo qualche camping selvaggio, tanto freddo e colpi di scena! Restate collegati quindi, che noi continuiamo a trasmettere! 🙂
 
Domani (sabato 4 ottobre) siamo sul Corriere Delle Alpi. L’appuntamento su Radio Club 103 invece è per lunedì mattina alle 11 e alle 15.45 in diretta. Bless!

Spese del giorno
Generali: 50 $ benzina, 93 $ motel (tot 143 $)
Sir: 3 $ colazione, 25 $ cena, 99 $ alimentatore mac book (tot 127 $)
Ric: 3 $ colazione, 20 $ cena (tot 23 $)
Tinto: 3 $ colazione, 30 $ cena (tot 33 $)

Km percorsi: 240
Oggetti perduti: alimentatore mac book (Sir), asciugamano e doccia schiuma (Tinto)

Frase del giorno: There is a free room for 3 persons?
Canzone del giornoApologize – Timbaland feat. One Republic

in motel a Toronto

in motel a Toronto

Cascate del Niagara

ottobre 3, 2008

Sveglia alle 9.30, collegamento per la diretta di Radio Club 103, doccia veloce e colazione coi fiocchi… 

Caffè americano e ciambelle

Caffè americano e ciambelle

…e poi via, alle Cascate del Niagara
Iera sera c’eravamo fatti dare alcune indicazioni dal gestore del motel (cosa che consigliamo di fare in quanto la zona delle cascate è molto dispersiva). Cartina alla mano quindi, vestiti pesanti e giacche a vento; lasciata l’auto in un parcheggio free (il Falls Parking in Rainbow Blvd.) abbiamo continuato a piedi, verso il primo punto d’osservazione (il Cave of the Winds). 1 km circa di passeggiata in mezzo al bosco e poi… lo spettacolo, mozzafiato… 

Cascate del Niagara viste da Cave of the Winds

Cascate del Niagara (American Falls) viste da Cave of the Winds

Per Cascate del Niagara si intende precisamente un complesso di tre cascate distinte anche se originate dal medesimo fiume, il Niagara. Iniziano dal versante canadese con le Horseshoe Falls (Ferro di cavallo), separate dalle American Falls (Americana) sul lato statunitense e le più piccole Bridal Veil Falls (Velo nuziale). Le ultime due sono presenti nella foto qui sopra.  
Non sono altissime (57 metri di salto nel punto più alto) ma la quantità di acqua che si muove, gli scenari e la sensazione di forza e potenza che trasmettono, sono indescrivibili.  

Ric, Tinto e Sir sopra le Cascate del Niagara

Ric, Tinto e Sir sopra le American Falls

L’acqua che cade crea nuvole di goccioline sottilissime, che si alzano per decine di metri fino ad arrivare sopra le cascate stesse… 

Il fiume Niagara, poco prima di trasformarsi in cascata

Il fiume Niagara poco prima di trasformarsi in cascata (Horseshoe Falls)

E’ possibile vedere le cascate da vari punti, seguendo un percorso transennato che costeggia fiume e salti…

Sir sopra le Cascate del Niagara

Sir sopra le Cascate del Niagara (American Falls) da Prospect Point

Da qui (quindi dal versante americano) oppure dalla parte opposta (versante canadese) si può prendere un battello che porta fino a poche centinaia di metri dai getti d’acqua…

Cascate

Le Horseshoe Falls (Ferro di cavallo) e il battello in mezzo la "bufera" di acqua

Il costo del biglietto per singola persona è di 12,50 $ è vale proprio la pena…

viste da sotto

Le American Falls viste da sotto, dalla partenza del battello

Prima di salire sulla piccola nave, ognuno viene fornito di un leggero impermeabile… fondamentale pochi minuti dopo. Alla partenza del battello, mentre si va incontro alle cascate, l’adrenalina è alta e una volta sotto, la sensazione è unica e non ci sono parole per raccontarvela…

Ric e Tinto sotto le Horseshou

Ric e Tinto sul battello, sotto le Horseshoe Falls (Ferro di Cavallo)

Le American Falls viste dal battello

Le Horseshoe (Ferro di Cavallo) viste dal battello

Una curiosità: in quello che fu definito Miracolo sul Niagara, Roger Woodward, un ragazzino di sei anni, si gettò deliberatamente dalle cascate a Ferro di cavallo (foto qui sopra) il 9 luglio del 1960, protetto soltanto da un salvagente. Rimase illeso…

Roger Woodward, il bambino miracolato

Roger Woodward, il bambino miracolato

Giornata intensa quindi, una grande esperienza, un grandioso spettacolo della natura! 

Le American Falls viste dal battello

Le American Falls viste dal battello

Ah! Quasi dimenticavo… chi di noi 3 è stato buttato fuori dal museo a Cleveland?
Avete risposto in molti, ma solo 5 di voi hanno indovinato. La risposta esatta era… TINTO (Andrea). 🙂
Complimenti quindi a Cati, Mr Tony S, Michela, Brao Brao Ganghi, Eloisa Big Mama.
A breve, una nuova The Readers Competition…

Potete sentirci in podcast QUI

Un paio di risposte ai commenti…
@ OldG: Sir non sta diventando “vecchio”, si sta semplicemente tenendo per la west coast!
@ Betty: Conto della cena 169 $ ma abbiamo mangiato benissimo.
@ Mommy-to-be: gli adesivi li togliamo noi, ma sono fatti apposto, siamo super organizzati!
@ Elena: nemmeno in quel museo erano permesse le foto, ma ne abbiamo fatte lo stesso anche lì!
@ Rudy: Seattle è troppo lontana rispetto al nostro itinerario, sarà x il prossimo coast to coast.
@ tutti: we love u!  

Spese del giorno
Generali: 58 $ motel, 37,5 $ giro in battello, 39 $ scorta birre (tot 135,5 $)
Sir: 5 $ colazione, 12 $ pranzo, 75 $ felpa + regalo, 20 $ rasoio, 16 $ cd (tot 128 $)
Ric: 5 $ colazione, 12 $ pranzo, 20 $ cinture, 20 $ rasoio, 12 $ cibo extra (tot 69 $)
Tinto: 5 $ colazione, 12 $ pranzo, 60 $ regali, 66 $ cd e borsa, 12 $ cibo extra (tot 195 $)

Km percorsi: 20

Frase del giorno: The nature is a spontaneous overflow of powerful feelings
Canzone del giorno: Layla – Eric Clapton

Tinto e l'arma del "delitto"

Tinto e l'arma del "delitto"

Cleveland e Buffalo

ottobre 2, 2008

Amici ciao! Ieri sera ci siamo trattati bene e dopo 1 settimana di hot dog e schifezze varie, abbiamo cenato in un ristorante deluxe (XO Prime Steaks, al 500 W. di St Clair), pesce, carne, vino rosso italiano e… un conto bello salato! Ma va bene così, ogni tanto ci vuole. Tinto e Ric poi si sono fermati in un locale in centro a fare festa, io sono volato in hotel perchè ero stanco e dovevo aggiornare il blog.

Cleveland by night

Cleveland by night

Questa mattina, a Cleveland, abbiamo visitato la Rock and Roll Hall of Fame, un museo che raccoglie strumenti, vestiti, foto e curiosità di chi ha fatto la storia della musica americana e non solo. Fermarsi davanti al pianoforte di John Lennon e pensare che lui in persona ha toccato quei tasti mentre scriveva Imagine, è stato emozionante. Così come leggere il foglio originale su cui Jimi Hendrix ha scritto Purple Haze o guardare le chitarre con cui Eric Clapton ha suonato assoli da brividi.

Rock and Roll Hall of Fame museum

Rock and Roll Hall of Fame museum

Il testamento di Jim Morrison (foto "abusiva")

Il testamento di Jim Morrison (foto "abusiva")

Come potete leggere dalla didascalia nell’immagine qui sopra, le foto non erano permesse in questo museo. Noi, naturalmente, non abbiamo resistito e qualcuna ne abbiamo fatta, chi in modo più discreto con il telefonino, chi spudoratamente con macchina fotografica e teleobiettivo. Quest’ultimo di noi (che non vi diremo ora chi è dei 3), è stato letteralmente “preso per le strazze” (vestiti) e buttato fuori dal museo (qui non scherzano… lo sappiamo bene ormai). Non vi diciamo chi di noi è “uscito”, perchè… chiediamo a voi di indovinarlo. Ecco quindi il primo…
THE READERS COMPETITION: Chi tra noi ha scattato una foto con la macchina fotografica ed è stato sbattuto fuori dal museo? Matteo (Sir), Andrea (Tinto) oppure Ric? 
Rispondete con un commento a questo post. Chi indovinerà (da qui al prossimo post) vincerà una stilosissima Tshirt dell’X-ide, il nostro sponsor. Good Luck! 😉

Buffalo

Buffalo's girl with X-ide's Tshirt

E’ di oggi anche la nostra prima multa ufficiale: 25 $ per un divieto di sosta. Dobbiamo stare più attenti, shit!

Sir e la prima multa (rido per non piangere)

Sir e la prima multa (rido per non piangere)

Salutata Cleveland ci siamo rimessi in viaggio. Altri 250 km circa ed eccoci arrivati a Buffalo, cittadina sul confine con il Canada, la più vicina alle Cascate del Niagara. Abbiamo trovato (con Booking.com) una buona sistemazione per la notte a Niagara Falls (a 20 km a nord da Buffalo), al Swiss Cottage Inn, un motel a due passi dalle cascate (al 6831 di Niagara Falls Blvd.). Domani è… show time! 

In generale va tutto bene, tranne il tempo che da alcuni giorni non ci dà tregua: vento e pioggia ci accompagnano ovunque, speriamo che nei prossimi giorni migliori altrimenti troveremo parecchio freddo in Canada.

Rain on the window

Rain on the window

Grazie a tutti per l’entusiasmo con il quale ci continuate a seguire. Questo viaggio senza di voi non sarebbe lo stesso! 

Spese del giorno
Generali: 66 $ museo Rock and Roll, 58 $ motel, 3 $ autostrada (tot 127 $)
Sir: 7 $ pranzo, 2 $ autogrill, 23 $ cena (tot 32 $)
Ric: 7 $ pranzo, 6 $ autogrill, 42 $ cena, 7 $ serata (tot 62 $)
Tinto: 8 $ pranzo, 4 $ autogrill, 42 cena, 7 $ serata (tot 61 $)

Km percorsi: 320
Multe: 25 $ (divieto di sosta) 

Frase del giorno: Anything you want, let’s do it. (Jim Morrison)
Canzone del giorno: Oh boy – Buddy Holly

One way... Cleveland

One way... Cleveland