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Kansas City’s day

ottobre 16, 2008

Ebbravi ragazzi/e, 20 commenti nel post di ieri… il nostro appello è servito. Continuate così! 😉 
Piccola nota di merito, ieri il blog ha registrato il nuovo record: 453 visite uniche in 24 ore, ed è arrivato ad essere il 91° blog più letto del giorno tra quelli italiani su WordPress.com (la piattaforma su cui è posizionato questo diario on-line) tra oltre 5.000 blog. Big up!  

Classifica di ieri dei blog italiani più letti su WordPress.com

Classifica di ieri dei blog italiani più letti su WordPress.com

Dopo la notte di relax allo Sheraton, siamo partiti alla scoperta di Kansas City. 
Visita obbligatoria al The American Jazz Museum: nessuno di noi segue con particolare interesse questo particolare genere musicale, ma tutti ne riconosciamo l’importanza che ha e soprattutto che ha avuto, nella nascita e lo sviluppo di altri generi (Hip Hop specialmente) e nella cultura americana.
Un museo all’avanguardia con sale interattive e la possibilità di ripercorrere la storia del jazz. Ci siamo quindi goduti alcune perle di Louis Armstrong e Ella Fitzgerald e curiosato tra i cimeli esposti.
Fotografie vietate… e questa volta abbiamo rispettato le regole.   

Museo del Jazz

Museo del Jazz

Da lì abbiamo proseguito verso il centro città e la Union Station. Alcuni monumenti in onore dei caduti della prima guerra mondiale, dominano il paesaggio. Un grande prato porta ad una specie di altare da cui si può vedere l’intera città. 

Kansas City

Kansas City

Davanti alla Union Station

Davanti alla Union Station

E infine, eccoci al The Money Museum, aperto a luglio di quest’anno all’interno della Federal Reserve Bank of Kansas City.  

Federal Reserve Bank

Federal Reserve Bank

Se mai verrete da queste parti, ricordatevi di fare un salto in questo posto! Aldilà della parte storica, in cui sono esposte tutte le monete coniate durante le varie presidenze, quindi da Washington a Bush…

Mezzo dollaro con Kennedy

Mezzo dollaro con Kennedy

Le monete coniate durante le presidenze

Le monete coniate durante le presidenze

…le curiosità non mancano: ecco un lingotto d’oro da 250.000 dollari circa (ovvero 187.000 euro)

Lingotto

Lingotto d'oro di 11 kg

E il “pezzo” forte del museo: avete mai visto 40 milioni di dollari tutti insieme? No? Ve li mostriamo noi…

40 milioni di dollari

40 milioni di dollari ovvero circa 30 milioni di euro

...in banconote da 100 dollari

...in banconote da 100 dollari

Non male éh?! 🙂
Inutile dirvi quante telecamere ci fossero intorno alla preziosa vetrina. Poco più in là, in sale altrettanto super controllate, è possibile vedere dietro a vetri spessi come muri, alcuni addetti alla stampa e al conteggio di migliaia di nuove banconote, pronte per essere immesse sul mercato.

Grattacieli di Kansas City

Grattacieli di Kansas City

Ultimo giro in città e finalmente un po’ di azzurro nel cielo. Kansas City col sole cambia faccia…

Grattacieli di Kansas City

Blue sky in Kansas City

the city

palazzi moderni

Città in forte espansione, Kansas City andrebbe scoperta con calma e più tempo di quanto noi ne abbiamo avuto a disposizione. E’ stata comunque una piacevolissima tappa prima di riprendere il nostro cammino. 
Direzione Oklahoma City e via, di nuovo sulla strada. Dopo un centinaio di km, ecco finalmente intorno a noi “il nulla”, le grandi pianure americane tanto sognate prima della partenza…  

Sunshine in Oklahoma

Sunshine in Oklahoma

E come promesso, siamo tornati a sistemarci in un classico e semplicissimo motel: 46 $ la tripla, ma è perfetto, pulito e anche carino (Western Inn, 16605 West South Avenue, Tonkawa). Trovato tramite Hotel Coupon Guide, nuova utilissima scoperta: si tratta infatti di un catalogo (rimediato in un autogrill) con l’elenco degli alberghi e motel più economici del centro America, offerte e coupon sconto. Per noi, è stato come trovare un lingotto d’oro. 🙂
Siamo a circa 150 km da Oklahoma City, IL viaggio continua… 

Spese del giorno
Generali: 18 $ museo Jazz, 53 $ benzina, 5 $ autostrada, 46 $ motel (tot 121 $)
Sir: 4 $ colazione, 5 $ pranzo, 10 $ carte topografiche, 5 $ cena (24  $)
Ric: 1 $ colazione, 7 $ pranzo, 1 $ cartolina, 5 $ autotasse, 7 $ cena (tot  21 $)
Tinto: 4 $ colazione, 6 $ pranzo, 8 $ sigarette, 20 $ autotasse, 5 $ cena (tot 43 $) 

Km percorsi: 445

Frase del giorno: Don’t touch it!  
Canzone del giorno: Mack the Knife – Louis Armstrong 

...

Le grandi pianure

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Route 66 e St. Louis

ottobre 14, 2008

La Route 66 è una delle prime highway federali. Fu aperta l’11 novembre 1926. Originariamente collegava Chicago alla spiaggia di Santa Monica attraversando gli stati Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e California. La distanza complessiva era di 3.800 km.

La Route 66 fu una strada usata per la migrazione verso Ovest e supportò l’economia delle comunità attraverso le quali passava. Le popolazioni prosperarono per la crescente popolarità della strada. Fu ufficialmente rimossa dal sistema delle highway nel 1985, quando assieme alle altre fu rimpiazzata dall’Interstate Highway System (le moderne autostrade). La strada esiste attualmente con il nome di “Historic Route 66” ed è percorribile a tratti. Nel corso degli anni è diventata un vero è proprio simbolo dei viaggi on the road. Si trovano citazioni e riferimenti alla strada in innumerevoli film, libri e canzoni.

Dopo aver visto ieri il punto di partenza della storica strada, oggi ne abbiamo percorso qualche decina di chilometri, dopo aver visitato l’Hall of Fame & Museum al 110 di W Howard St. a Pontia (Illinois).

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L'insegna del museo

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Centinaia di oggetti legati alla Route 66

Una simpatica vecchietta (membro onorario della Route 66 Association of Illinois) ci ha fatto da guida, indicandoci gli oggetti più “preziosi” tra quelli esposti. Mentre ci raccontava di storie lontane, aveva gli occhi lucidi e le sue parole erano piene di orgoglio. 
Centinaia di cimeli, targhe, gadgets, foto e ricordi esposti molto accuratamente e divisi per anni e zone. L’entrata al museo è gratuita, ma all’entrata una vistosa cassetta per le offerte funge da check in, e l’offerta è quasi obbligatoria (e giusta).

Alcuni dei tanti cimeli con il marchio Route 66

Alcuni dei tanti cimeli con il marchio Route 66

Dietro al museo, un grande e bellissimo murales realizzato nel 2006, riporta il simbolo originale della strada… 

Foto ricordo sul murales

Foto ricordo davanti al murales

X-Ide on Route 66

X-Ide on Route 66

Entusiasti più che mai ci siamo rimessi in viaggio, percorrendo, come detto all’inizio, alcuni chilometri della Strada Madre (uno dei tanti soprannomi della R.66). 
Essendo questa esclusa dai moderni itinerari, non è stato facile seguirla. Nè il navigatore satellitare nè internet ci hanno aiutato. Abbiamo quindi dovuto abbandonare i nostri “sistemi ultratecnologici” e seguire i cari vecchi cartelli stradali.

LEI

LEI

Nel tardo pomeriggio, dopo 280 km circa, siamo arrivati a St. Louis, nel Missouri. Qui ci siamo fermati solo qualche ora, giusto il tempo di visitare il simbolo della città, il Gateway Arch, un arco gigante, alto 192 metri, sulle rive del Missisipi. 

Il Gateway Arch

Il Gateway Arch

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L'arco visto da sotto

Dopodiché abbiamo fatto un giro in auto per il centro (nulla di che) e ci siamo presi una pausa al Flamingo Bowling.

Sir bowling style

Sir bowling style

Tinto bowling style

Tinto bowling style

Salutata St. Louis siamo ripartiti alla volta della nostra prossima tappa, ovvero Kansas City. Un’altra ora di auto e stop per la notte in uno squallido motel sulla strada (Colonial Inn, 974 Tree Farm Rd., High Hill, MO).
Siamo nel cuore dell’America, tutti in ottima forma e caricatissimi per la seconda parte di questo fantastico viaggio. 

Restate con noi… il meglio deve ancora arrivare!  

Spese del giorno
Generali: 52 $ motel, 2 $ autostrada, 50 $ benzina (tot 104 $)
Sir: 2 $ colazione, 18 $ pranzo, 5 $ bar, 6 $ bowling, 7 $ cena (tot 38 $)
Ric: 2 $ colazione, 23 $ pranzo, 5 $ bar, 15 $ scorta birre, 7 $ cena (tot 52 $)
Tinto: 4 $ colazione, 25 $ pranzo, 5 $ bar, 6 $ bowling, 15 $ scorta birre, 5 $ cena (tot 60 $)

Km percorsi: 370

Frase del giorno: Please, 3 McNuggets and 1 BigMac.   
Canzone del giorno: Silence – Delerium feat. Sarah McLachlan

the real Route 66

the real Route 66

Day and Night in Chicago

ottobre 13, 2008

Hi guys! Ecco puntuale il resoconto di questo intensissimo weekend
Sabato mattina abbiamo perso qualche ora per cambiare hotel (quello in cui eravamo era pieno per la notte successiva), così ci siamo spostati in uno dei soliti motel della catena Motel 6 (al 9408 di West Lawrence Avenue, a Schiller Park, circa 25 km dal centro città). E poi via, verso la city! 

immersi nel traffico di Chicago

immersi nel traffico di Chicago

Abbiamo chiamato il nostro viaggio “USA & CANADA on the road” per sottolineare un modo ben preciso di muoversi e viaggiare, sulla strada appunto, in totale libertà e indipendenza. On the road, come ben saprete, è anche il titolo dello storico romanzo di Jack Kerouac, divenuto il manifesto della Beat Generation.
Destino ha voluto che proprio in questo periodo qui a Chicago (precisamente dal 3 ottobre al 26 novembre) ci sia una mostra al Columbia College sulla Beat Generation, intitolata “and the Beats go on…” in cui è esposto il rotolo di carta originale con il testo di On the road. Il romanzo fu infatti dattiloscritto su un rotolo di carta per telex lungo 36 metri (che nel 2001 fu aggiudicato in asta per un prezzo superiore ai due milioni di dollari). Fortunatamente, sono solito guardare le riviste locali che presentano gli eventi della città (è fondamentale quando si visitano grandi città e si ha poco tempo a disposizione), così la cosa non ci è sfuggita!

le prime righe di On The Road

Le prime righe di On The Road

Jack Kerouac al lavoro

Jack Kerouac e il rotolo di On The Road

Una mostra piccola ed essenziale, ma ben fatta (e gratuita), il cui epicentro è la sala dedicata al famoso romanzo con l’espositore contenente quest’ultimo.

La sala principale e l espositore con il rotolo

La sala principale e l'espositore con il rotolo

Alle pareti foto dello scrittore, citazioni, curiosità e una raccolta completa di edizioni del libro nelle varie lingue in cui è stato tradotto.

Una delle prime edizioni di On The Road, del 1959

Una delle prime edizioni di On The Road, del 1959

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writing On The Road

Mi sembrava doveroso dedicare ampio spazio all’argomento, visto il tipo di avventura che stiamo facendo. On the road non è solo un libro, ma per molti uno stile di vita, uno modo di viaggiare e di essere.

sulla strada

...sulla strada

Da lì siamo poi andati all’History Museum ma il biglietto costava 15 $ dollari e il museo chiudeva mezz’ora dopo. Abbiamo quindi rinunciato e ci siamo diretti verso il cuore di Chicago, dominato da imponenti grattacieli che arrivano anche ai 108 piani (per un’altezza di 442 m) della Sears Tower, il grattacielo più alto d’America.

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La Sears Tower svetta sullo skyline di Chicago

Grattacieli a Chicago

Grattacieli di Chicago

Sir e Tinto

Sir e Tinto

Abbiamo quindi fatto un po’ di shopping e poi preso la metropolitana sopraelevata e fatto un giro sul loop, il centro città, proseguendo poi a piedi in cerca di qualche pub dove iniziare la serata. Di sera, Chicago si illumina con migliaia di luci ovunque e l’atmosfera è unica.

the night is coming

the night is coming

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Dopo un paio di birre in un classico pub americano e un’ottima cena al ristorante Pizanos, al 61 di East Madison (buona sia la carne che il pesce e soprattutto la pizza), ci siamo volontariamente persi per le strade di questa splendida metropoli. Chicago è pulita, ordinata, moderna ma nello stesso tempo classica, “calda” e accogliente. Qui abbiamo avuto per 3 giorni bel tempo e temperature intorno ai 20 gradi. Tutto perfetto quindi.

La serata è proseguita al Coyote Ugly Saloon, un posto parecchio “hot” e divertente. In America ce ne sono 12 di questi locali, talmente originali da aver anche ispirato un film (Le ragazze del Coyote Ugly) girato nel saloon di New York.
Non mi dilungherò nella cronaca della serata, vi dico solo che è successo un po’ di tutto. Date un’occhiata al riassunto spese e dati della giornata (qui sotto) e ve ne renderete conto. 🙂 Diciamo solo che io sono arrivato in motel intorno alle 4 di mattina, gli altri verso le 7.30.

Spese del giorno
Generali: 73 $ motel, 20 $ parcheggio, 25 $ taxi, 125 $ multa rimozione auto (tot 243 $)
Sir: 3 $ colazione, 15 $ pranzo, 123 $ scarpe nuove, 21 $ cena, 30 $ serata (tot 192 $)
Ric: 2 $ colazione, 20 $ pranzo, 66 $ scarpe nuove, 21 $ cena, 50 $ serata, 72 $ taxi (tot 231 $)
Tinto: 3 $ colazione, 24 $ pranzo, 140 $ regalo, 21 $ cena, 50 $ serata, 72 $ taxi (tot 310 $) 

Km percorsi: 80
Oggetti persi: carta di credito postepay (Ric), telefono cellulare (Tinto)

Frase del giorno: Tinto a Poliziotto: “We are going to Motel 6”
Canzone del giorno: Sweet Home Chicago – Blues Brothers

Grattacieli in centro

Grattacieli in centro

Oggi ci siamo svegliati tardi, abbiamo rimesso insieme i pezzi dopo la “disastrosa serata” e abbiamo fatto l’ultima visita in città. Oggi a Chicago c’era la maratona, molto sentita dagli abitanti, quindi le strade erano invase di runners e molte di queste chiuse per lasciare spazio ai corridori.
Abbiamo fatto un salto alla Union Station, dove è stata girata una delle scene più famose del cinema: la scena della carrozzina del film Gli Intoccabili, diretto da Brian De Palma nel 1977, con Kevin Kostner, Sean Connery e Robert De Niro. Visita obbligatoria, se si passa per la città che negli anni ’20 era in mano ad Al Capone

Union Station

Union Station

La gradinata de Gli Intoccabili

La gradinata de Gli Intoccabili

E così è terminato il nostro tour nella magica Chicago.
Ormai tardo pomeriggio, ci siamo diretti all’incrocio tra S Michigan Ave. e Adam Street, dove c’è il punto di partenza della Route 66, la strada più famosa del mondo. Simbolo dei coast to coast, della cultura on the road, del sogno americano e soprattutto, del nostro viaggio.    

Il punto di partenza della Route 66

Il punto di partenza della Route 66

Ric alla partenza della Route 66

Ric alla partenza della Route 66

Un paio di foto e via… verso la West Coast! 
In questo momento ci troviamo a Pontiac, una cittadina che si trova proprio sulla Route 66. Alloggiamo al Motel Fiesta, al 951 di West Reynolds e domani visiteremo il museo Hall of fame della storica strada. Vi racconteremo quindi ancora molto a riguardo.

The trip goes on! 

Spese del giorno
Generali: 53 $ motel, 3 $ autostrada, 60 $ benzina (tot 116 $)
Sir: 5 $ colazione, 5 $ pranzo, 8 $ cena (tot 18 $)
Ric: 2 $ colazione, 7 $ pranzo, 9 $ cena, 25 $ autotasse (tot 43 $)
Tinto: 3 $ colazione, 8 $ pranzo, 7 $ cena (tot 18 $)

Km percorsi: 230

Frase del giorno: Sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo, solo chiacchiere e distintivo!  
Canzone del giorno: On the road again – Sheryl Crow & Willie Nelson

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We love New York!

settembre 25, 2008

Sono bastate un paio d’ore, qualche sguardo all’insù, un breve giro in auto… e la Grande Mela ci ha conquistati! Che grande città, in tutti i sensi…



Alle 6 di mattina eravamo già in piedi, il jet leg si è fatto sentire pesantemente nonostante la stanchezza della sera prima. Arrivati a Manhattan verso le 10, siamo corsi in cerca di un posto dove fare una tradizionale colazione a base di bacon e uova. Un’ora dopo abbiamo ritirato l’auto che ci accompagnerà per l’intera durata del viaggio: una Toyota 4 Runner, con cambio automatico, niente male! Spesa extra di 600 dollari rispetto al preventivo iniziale per età inferiore ai 25 anni di uno dei guidatori (Andrea). D’altronde non posso guidare solo io… visti i 10.000 e passa km che ci attendono! Saremo quindi in 2, come previsto, ad alternarci alla guida sulle mitiche highways americane. E a proposito di strade, il traffico di NY e dintorni è a dir poco impressionante: camion enormi monopolizzano le corsie, pedoni spregiudicati passano col verde, l’arancione e il rosso, ambulanze con le sirene accese sfrecciano ovunque ogni 5 minuti e i pochi ciclisti impavidi inventano traiettorie impossibili. Nonostante questo, la sensazione che abbiamo avuto è che questa città vive in un “disordine ordinato”, un “caos armonico”, difficile da spiegare con parole diverse. Tutto ha un senso, tutto e tutti sono al posto giusto al momento giusto, incredibilmente. 

 

Diretti verso il Madison Square Garden, siamo casualmente passati davanti al Moma (il famoso museo delle arti moderne) e non abbiamo esitato a parcheggiare l’auto ed entrare (20 dollari a testa per la visita completa). I 5 piani del museo raccolgono opere che vanno dal design (le più interessanti) alla scultura, dalla fotografia alla pittura (le più noiose, Van Gogh escluso). L’atmosfera che si respira è molto vivace, l’organizzazione perfetta. Un paio di scatti curiosi…

  

Dopo 2 ore di “immersione culturale” abbiamo proseguito verso il palazzo dello sport più famoso della città, se non del mondo, dove tra poche ore si sfideranno i NY Rangers e i Tampa Bay Lightning, in una partita di della regolar season di NHL (la lega professionisti hockey ghiaccio): al Madison Square Garden, domani sera, ci saremo anche noi… 3 preziosissimi biglietti sono nelle nostre mani (45 dollari a biglietto e trovarli non è per niente facile). Vi racconteremo il tutto domani.

Proseguendo il nostro tour disorganizzato, abbiamo incrociato la sede del New York Times e la foto con Dolce Vita era il minimo che potessimo fare…

Matteo, Dolce Vita e la sede del New York Times

Matteo, Dolce Vita e la sede del New York Times

Dopo una breve visita all’Empire State Building, la giornata si è conclusa a Ground Zero, il luogo sul quale sorgevano le Torri Gemelle prima dell’11 settembre 2001: attualmente l’intera zona è transennata e ci sono grandi lavori in corso per la costruzione di una nuova torre. A parte questo e a parte tutte le varie teorie e versioni su quel fatidico giorno, siamo comunque rimasti delusi da quanto visto: oltre ad una misera parete dedicata ai vigili del fuoco e agli agenti caduti, non abbiamo trovato traccia di memorie e ricordi del tragico evento che, in un modo o nell’altro, ha segnato l’America e non solo. Ci hanno sempre raccontato che gli americani sentivano ancora molto quel giorno a livello emotivo, ma l’aria che si respirava lì oggi, era di totale indifferenza. O forse, la nostra chiave di lettura è sbagliata, e la loro è semplicemente voglia di ricominciare e di andare avanti.

Ground Zero

Ground Zero

Per vedere New York ci servirebbe 1 mese, ma abbiamo a disposizione ancora solo 1 giorno quindi domani ci daremo dentro! Per ora è tutto, grazie ancora a chi ci sta seguendo, supportando e sta condividendo con noi questa avventura. Non immaginate quanto ci fa piacere leggere i vostri commenti!
Vi ricordiamo l’appuntamento su Radio Club 103, ogni giorno dal lunedì al venerdì, intorno alle 11.00, con le nostri voci in onda.

La frase: “We will never forget”
La canzone: “Last night di P. Diddy”

Ric and NYPD

Ric and NYPD