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Washington

settembre 29, 2008

Ore 22.00, inizia il nostro primo saturday night negli States. Chiediamo informazioni ad una cameriera su dove passare una bella serata e prendiamo la metro fino al luogo indicato. Arriviamo a Farragut North, un quartiere chic di Washington: ci mettiamo in coda all’entrata della prima discoteca che troviamo… sono tutti tiratissimi, tutti vestiti bene. Io ho i pantaloni corti, io non posso entrare. Da nessuna parte. In nessuna delle discoteche della zona. Siamo tesi e nervosi, e parte una discussione dai toni accesi con Tinto sul modo di vestirsi. Camminiamo per mezz’ora urlandoci addosso, in cerca di un locale che accetti il mio abbigliamento. Niente. Fermiamo un taxi e gli chiediamo di portarci da qualche parte… se esiste un posto in città dove si può far festa senza jeans.

E’ la svolta… 5 minuti dopo siamo in una via piena di disco pub e locali pieni di gente, di tutti i tipi (stiamo cercando di recuperare il nome della via). Entriamo in almeno 4 di questi, balliamo un po’, beviamo, facciamo festa, tutto sembra filare liscio quando… alle 2.30 precise, improvvisamente, le luci del locale in qui siamo in quel momento si accendono, la musica finisce e 2 buttafuori giganti iniziano ad urlare “Let’s go out! Let’s go out!” spingendo la gente fuori, di forza. In strada, ci rendiamo conto che succede la stessa cosa ovunque e scopriamo che è così dappertutto qui: a quest’ora, stop discoteche, stop bar, stop festa, stop alcol, stop tutto. Si va a letto, punto. Non ci resta che prendere un taxi e tornare in hotel, contenti per la bella serata ma soddisfatti solo a metà; la festa era appena iniziata, noi si pensava di andare a dormire all’alba. Pazienza, l’America è anche questa… 

American flags...

American flags...

Il modo migliore per visitare Washington è in bicicletta. 
L’avevamo letto, l’abbiamo provato e lo confermiamo. Alle 11.00 siamo pronti per partire con il nostro giro turistico a bordo di 3 mountain bike (noleggiate al Bikeandroll, al 1100 di Pennsylvania Ave). 
Ci dirigiamo subito verso la Casa Bianca e in breve tempo siamo davanti ai cancelli della dimora dei presidenti…

Ric, Sir e Tinto davanti alla Casa Bianca

Ric, Sir e Tinto davanti alla Casa Bianca

Appoggiamo le nostre bici sulla staccionata e ci allontaniamo di 10 metri, verso un gruppo di turisti, per farci fare una foto. 5 minuti dopo torniamo a riprendere i nostri mezzi e in quel momento, un’agente donna ci grida contro frasi che inizialmente non capiamo: la poliziotta è incazzata nera, noi la guardiamo un po’ allibiti. Ci chiede (sempre urlando e tenendosi a distanza di “sicurezza”) perchè abbiamo lasciato le bici incustodite (erano a 10 metri da noi!) e perchè non abbiamo risposto quando lei ha chiesto alla folla di chi fossero (nessuno di noi ha sentito nulla!). Per qualche istante è panico, la folla di turisti è immobile e fissa noi e la poliziotta, che nel frattempo deve aver chiamato i rinforzi perchè intorno a lei ora ci sono 2 pattuglie, un altro agente a piedi e uno in bici.
Rispondo che non siamo americani, che non capiamo bene la lingua e che eravamo a pochi metri dalle bici, solo per farci fare una foto. Infine, mi scuso dicendo che non sapevamo di dover fare diversamente. Il tutto, per fortuna, finisce lì. La poliziotta torna al suo posto, gli altri agenti se ne vanno, noi anche. 
INCREDIBILE ! Ok che questa è la Casa Bianca, ok che questa è la capitale degli Stati Uniti, ok che qui hanno avuto l’11 settembre e gli attacchi terroristici… ma qui, signori, siamo a livelli disumani.
In generale, fin’ora, (specie nelle città) abbiamo avuto la netta sensazione di avere sempre il fiato sul collo e l’esperienza appena raccontata, ne è prova.

Davanti al Lincoln Memorial

Davanti al Lincoln Memorial

Proseguiamo il nostro giro fermandoci al Washington Monument (l’obelisco simbolo della città), al Lincoln Memorial, al Thomas Jefferson Memorial e infine al maestoso Campidoglio.
Un bellissimo percorso, tra parchi, laghetti e strade ordinate. Qui si respira nell’aria l’orgoglio americano. 

L'obelisco visto dal Lincoln Memorial

L'obelisco visto dal Lincoln Memorial

Visitiamo anche il National Air and Space museum (interessante, soprattutto per gli appassionati di aerei), 
ci fermiamo a giocare con qualche scoiattolo…

Scoiattolo a Washington

Scoiattolo a Washington

Scoiattolo e Ric

Scoiattolo e Ric

…e infine ci concediamo un squisito pranzo…

Hot dog

Hot dog

 …prima di riconsegnare le biciclette, salutare Washington e rimetterci in viaggio. 

Davanti al Campidoglio

Davanti al Campidoglio

Dopo circa 2 ore, ci siamo fermati a 150 km da Pittsburgh (la nostra 4° tappa), in un motel a Bedford (Judys Motel, al 3521 di Business 220) una cittadina sperduta nel cuore della Pennsylvania. 
Piacevole serata in un classico pub americano, con biliardi e jude box. Ora andiamo a dormire, più stanchi che mai. Il ritmo del viaggio fin’ora è stato molto intenso, e cercheremo infatti di rallentare un po’ nei prossimi giorni, e soprattutto, di non farci arrestare! 😉   

Spese del giorno
Generali: 75 $ noleggio bici, 5 $ autostrada, 25 $ cinema imax, 48 $ motel, 18 $ serata, 70 $ benzina (tot 241 $)
Sir: 4 $ colazione, 7 $ souvenir, 6 $ pranzo, 15 $ cena (tot 32 $)
Ric: 3 $ colazione, 6 $ pranzo, 15 $ cena  (tot 24 $)
Tinto: 4 $ colazione, 7 $ souvenir, 4 $ pranzo, 15 $ cena (tot 30 $)
Km percorsi: 240

Frase del giorno: Be careful!
Canzone del giorno: No Matter What – T.I.

p.s. Domani, Martedì 29 Settembre, saremo sul Corriere Delle Alpi. 
p.s.2 Vi ricordiamo l’appuntamento su Radio Club 103, dal lunedì al venerdì, ogni mattina intorno alle 11. Oppure in podcast QUI

on the road...

on the road...

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We love New York!

settembre 25, 2008

Sono bastate un paio d’ore, qualche sguardo all’insù, un breve giro in auto… e la Grande Mela ci ha conquistati! Che grande città, in tutti i sensi…



Alle 6 di mattina eravamo già in piedi, il jet leg si è fatto sentire pesantemente nonostante la stanchezza della sera prima. Arrivati a Manhattan verso le 10, siamo corsi in cerca di un posto dove fare una tradizionale colazione a base di bacon e uova. Un’ora dopo abbiamo ritirato l’auto che ci accompagnerà per l’intera durata del viaggio: una Toyota 4 Runner, con cambio automatico, niente male! Spesa extra di 600 dollari rispetto al preventivo iniziale per età inferiore ai 25 anni di uno dei guidatori (Andrea). D’altronde non posso guidare solo io… visti i 10.000 e passa km che ci attendono! Saremo quindi in 2, come previsto, ad alternarci alla guida sulle mitiche highways americane. E a proposito di strade, il traffico di NY e dintorni è a dir poco impressionante: camion enormi monopolizzano le corsie, pedoni spregiudicati passano col verde, l’arancione e il rosso, ambulanze con le sirene accese sfrecciano ovunque ogni 5 minuti e i pochi ciclisti impavidi inventano traiettorie impossibili. Nonostante questo, la sensazione che abbiamo avuto è che questa città vive in un “disordine ordinato”, un “caos armonico”, difficile da spiegare con parole diverse. Tutto ha un senso, tutto e tutti sono al posto giusto al momento giusto, incredibilmente. 

 

Diretti verso il Madison Square Garden, siamo casualmente passati davanti al Moma (il famoso museo delle arti moderne) e non abbiamo esitato a parcheggiare l’auto ed entrare (20 dollari a testa per la visita completa). I 5 piani del museo raccolgono opere che vanno dal design (le più interessanti) alla scultura, dalla fotografia alla pittura (le più noiose, Van Gogh escluso). L’atmosfera che si respira è molto vivace, l’organizzazione perfetta. Un paio di scatti curiosi…

  

Dopo 2 ore di “immersione culturale” abbiamo proseguito verso il palazzo dello sport più famoso della città, se non del mondo, dove tra poche ore si sfideranno i NY Rangers e i Tampa Bay Lightning, in una partita di della regolar season di NHL (la lega professionisti hockey ghiaccio): al Madison Square Garden, domani sera, ci saremo anche noi… 3 preziosissimi biglietti sono nelle nostre mani (45 dollari a biglietto e trovarli non è per niente facile). Vi racconteremo il tutto domani.

Proseguendo il nostro tour disorganizzato, abbiamo incrociato la sede del New York Times e la foto con Dolce Vita era il minimo che potessimo fare…

Matteo, Dolce Vita e la sede del New York Times

Matteo, Dolce Vita e la sede del New York Times

Dopo una breve visita all’Empire State Building, la giornata si è conclusa a Ground Zero, il luogo sul quale sorgevano le Torri Gemelle prima dell’11 settembre 2001: attualmente l’intera zona è transennata e ci sono grandi lavori in corso per la costruzione di una nuova torre. A parte questo e a parte tutte le varie teorie e versioni su quel fatidico giorno, siamo comunque rimasti delusi da quanto visto: oltre ad una misera parete dedicata ai vigili del fuoco e agli agenti caduti, non abbiamo trovato traccia di memorie e ricordi del tragico evento che, in un modo o nell’altro, ha segnato l’America e non solo. Ci hanno sempre raccontato che gli americani sentivano ancora molto quel giorno a livello emotivo, ma l’aria che si respirava lì oggi, era di totale indifferenza. O forse, la nostra chiave di lettura è sbagliata, e la loro è semplicemente voglia di ricominciare e di andare avanti.

Ground Zero

Ground Zero

Per vedere New York ci servirebbe 1 mese, ma abbiamo a disposizione ancora solo 1 giorno quindi domani ci daremo dentro! Per ora è tutto, grazie ancora a chi ci sta seguendo, supportando e sta condividendo con noi questa avventura. Non immaginate quanto ci fa piacere leggere i vostri commenti!
Vi ricordiamo l’appuntamento su Radio Club 103, ogni giorno dal lunedì al venerdì, intorno alle 11.00, con le nostri voci in onda.

La frase: “We will never forget”
La canzone: “Last night di P. Diddy”

Ric and NYPD

Ric and NYPD

48 ore alla partenza

settembre 21, 2008

Ci siamo quasi. Siamo pronti, credo. A dir la verità non si è mai pronti per un viaggio del genere. Ma si fa il possibile per esserlo…

Volo Lufthansa, Venezia-Francoforte-New York e ritorno San Francisco-Francoforte-Venezia, 783 euro a testa, acquistato insieme all’assicurazione per l’assistenza sanitaria e le spese mediche (fondamentale negli States, noi abbiamo scelto la Globy Rosso) pagata 176 euro a testa (e infine 55 euro a testa di spese agenzia). 
Abbiamo prenotato l’auto che ci accompagnerà per l’intero tragitto (su Alamo.com), e sarà una Chevrolet Equinox (un piccolo suv) o simile. Costo del noleggio 3.212 dollari ovvero 2.200 euro circa (con assicurazioni, km illimitati e riconsegna dell’auto a San Francisco). Quindi riassumendo, aereo + assicurazione + auto: 1.750 euro a testa. 

Sponsor del viaggio, l’X-Ide (Immagine Design Eyewear), un’azienda con sede a Calalzo di Cadore (Belluno) che proprio quest’anno festeggia il decimo anniversario della propria attività. Ironia, trasgressione, provocazione, curiosità, intelligenza e serietà: questi i valori condivisi dalle persone che compongono il Marchio, e naturalmente da noi. Molto più che un semplice sponsor quindi, un insieme di idee e visioni che porteremo con noi durante questa avventura e che cercheremo di trasmettere a tutte le persone che incontreremo lungo il nostro percorso.   

Media partner, Dolce Vita magazine e Radio Club 103 (presto i dettagli delle “dirette”), altre due realtà vicine al nostro stile di vita e alla nostra voglia di andare, scoprire, raccontare. 

E’ tutto pronto quindi, si.
40 giorni, negli Stati Uniti, da costa a costa. Un sogno che si avvera. E allora… occhi bene aperti, che si parte!  

Andrea, Riccardo, Matteo

Andrea, Riccardo, Matteo