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Los Angeles

ottobre 30, 2008

Palme, sole, ragazze in bikini, spiagge infinite e l’oceano davanti a noi… siamo in California amici! Nella seconda città più grande d’America, L.A., the City of Angels.

grattacieli di L.A.

grattacieli di L.A.

Qui si trova la mecca del cinema, Hollywood e altri quartieri ultra famosi, palcoscenici di film e serie televisive viste in tutto il mondo. 

La famosa scritta sulle colline di Hollywood

La famosa scritta sulle colline di Hollywood

Dopo un breve giro in centro e un po’ di sano shopping, abbiamo fatto visita agli Universal Studios, una specie di micro-città interamente dedicata al mondo del cinema.   

Tinto agli Universal Studio

Tinto agli Universal Studio

Avendo solo poche ore a disposizione e ritenendo esagerato il prezzo del biglietto d’ingresso alle attrazioni principali (65 $), ci siamo limitati alla parte “esterna” del parco, piena di negozi tematici e piccole curiosità. 

negozi e locali agli Universal Studios

negozi e locali agli Universal Studios

scorcio degli Studios

scorcio degli Studios

L’appuntamento principale della nostra prima giornata a Los Angeles era un altro infatti: la partita di basket dei Lakers, una delle più forti squadre dell’NBA, dove milita tra l’altro Kobe Bryant, attualmente considerato il miglior giocatore del mondo e l’erede di Michael Jordan. 

Avevamo acquistato i biglietti tramite internet diverse settimane fa, pagandoli cari (100 $ l’uno), ma ritenendoci già fortunati: si trattava infatti della partita d’apertura della stagione, quindi particolarmente sentita dai tifosi e dall’intera città. Contro i Portland Blazers.
Ore 19.30, appuntamento al mitico Stamples Center con altri 20.000 sostenitori dei Los Angeles Lakers…

lo Staples Center di L.A.

lo Staples Center di L.A.

Hot dog, birra fresca in mano (carissima, 10 $ per 1 birra media), gadgets della squadra addosso (questi gratis, regalati dalla società) e si va! 

prima della partita

all'entrata, prima della partita

Lo stadio è una bolgia, non si tratta solo di una partita ma di un evento spettacolare. La gente balla, ride, urla… e i Lakers dominano la partita dall’inizio alla fine. Al 3° quarto Kobe “inizia a giocare” ed è show time: 20 punti in dieci minuti con tiri e giocate degne del M.V.P. della scorsa stagione. Il pubblico è in delirio. E’ una festa che dura più di due ore.

la presentazione della squadra

la presentazione della squadra

Durante un time out, le telecamere della regia interna riprendono in sequenza i vip presenti alla partita… Leonardo Di Caprio, Denzel Washington, Jack Nicholson, David Beckham e Arnold Schwarzenegger. Ovazione per tutti tranne che per l’ultimo, che qualche fischio se lo prende. Strana sensazione esser presenti ad un evento con star di questo calibro. 

Finito il match, facciamo un ultimo giro per la città, scattiamo qualche foto e ci ritiriamo in motel.
Qui si sta da Dio, 30 gradi, vento fresco e poca umidità. Big up L.A.! 

Spese del giorno
Generali: 74 $ motel, 12 $ parcheggio Studios, 8 $ parcheggio notte, 200 $ biglietti partita (tot 294 $)
Sir: 136 $ vestiti, 14 $ pranzo, 17 $ taglio capelli, 30 $ cibo e birra partita, 10 $ cena (tot 207 $)
Tinto: 210 $ vestiti, 18 $ pranzo, 30 $ cibo e birra partita, 10 $ cena (tot 268 $) 

Km percorsi: 60

Frase del giorno: Go Lakers! 
Canzone del giorno: Iris – Goo Goo Dolls

Kobe Bryant alla lunetta dei liberi

Kobe Bryant alla lunetta dei liberi

Il nostro secondo giorno a Los Angeles inizia sul molo di Santa Monica… 

il molo di Santa Monica

il molo di Santa Monica

Qui, dopo 3.800 km, termina la storica Route 66, la madre di tutte le strade. Avevamo visto e fotografato il suo inizio a Chicago, l’abbiamo incrociata e percorsa varie volte durante il nostro viaggio ma soprattutto l’abbiamo vissuta, on the road, al 100%, dall’Illinois all’Oklahoma, dall’Arizona alla California, attraverso persone, posti, musiche e odori. Una strada che attraversa gli Stati Uniti da parte a parte, per poi “perdersi” nell’oceano. Una strada che continuerà a vivere nei milioni di persone che l’hanno percorsa, e d’ora in poi, anche in noi.

Oceano Pacifico

Oceano Pacifico

Noleggiate due splendide bike-chopper, abbiamo iniziato il nostro giro sul famoso lungo mare di Santa Monica e di Venice Beach…

i nostri bolidi

i nostri bolidi

lungo mare di Venice Beach

lungo mare di Venice Beach

Qui si fa jogging, si gioca a beach volley, si va in bicicletta o sui roller blade. Ci sono anche mini palestre a cielo aperto, dove i classici Big Jim biondi sfoderano i loro muscoli.
Durante il nostro giro, abbiamo fatto anche un po’ di promozione allo sponsor del viaggio, l’X-ide, conoscendo 2 bagnini di cui pubblichiamo alcune foto per il piacere delle visitatrici del blog. 🙂 

baywatch in L.A.

baywatch in L.A.

lifeguard

lifeguard

In questo periodo non c’è molta gente che frequenta le spiagge, rispetto all’alta stagione, ma qualche temerario che faceva il bagno c’era e domani, probabilmente, tenteremo anche noi (nonostante faccia caldo l’acqua dell’oceano è sempre molto fredda). 

la spiaggia di Santa Monica

la spiaggia di Santa Monica

Dopo due ore, abbiamo riconsegnato le bici e ci siamo concessi un pranzo coi fiocchi: ricordate Bubba, l’amico di Forrest Gump, che nel film è uno specialista di gamberetti?! Bene, qui sul molo di Santa Monica c’è il Bubba Gump, un ristorante dedicato alla storica pellicola e naturalmente al sea food.  

il

il Bubba Gump

Non potevamo che ordinare i piatti della casa ovvero gamberetti cucinati e conditi in tutti i modi possibili. Very good!  

shrimp

shrimp shrimp shrimp

Un breve giro in macchina sul Palisades Park che costeggia l’oceano…

Palisades Road

Palisades Road

sull’Ocean Avenue…

palme a L.A.

palme a L.A.

…e via verso i quartieri interni della città. Visita obbligatoria a Beverly Hills, passando per Rodeo Drive (la via delle star e del lusso), Sunset Boulevard, Bel Air e infine Mulholland Drive.
Il traffico che c’è in questa città penalizza ogni spostamento e anche noi oggi abbiamo perso diverse ore sulle strade “locali” e sulle highway.

il quartiere

il quartiere che ha ispirato il fortunato telefilm

Domani mattina ci faremo qualche ora di spiaggia e mare, prima di ripartire alla volta di San Francisco, la nostra meta.

Ric è partito oggi e domani (oggi per voi che leggete) sarà a casa, in Italia. Vola in 1° classe con la British Airlines, accompagnato da un medico italiano che è venuto apposta negli States per assisterlo durante il viaggio di ritorno. Sta molto meglio e fra qualche giorno saremo di nuovo tutti insieme.

USA & CANADA on the road 2008 è quasi al termine. In certi momenti ci sembra di essere in viaggio da anni, in altri, da pochi giorni. Siamo un po’ stanchi è vero, abbiamo fatto tanta strada e vissuto esperienze che mai avremo pensato, ma non siamo per niente stufi. Abbiamo ancora 600 km da percorrere e una città meravigliosa da scoprire. Restate con noi fino alla fine di questa grande avventura.

Spese del giorno
Generali: 40 $ noleggio bici, 6 $ parcheggio molo, 10 $ parcheggio notte, 74 $ motel (tot 130 $)
Sir: 16 $ souvenir, 34 $ pranzo, 4 $ cartoline, 12 $ cena (66  $)
Tinto: 3 $ cartoline, 34 $ pranzo, 12 $ cena (tot 49 $) 

Km percorsi: 120

Frase del giorno: Stupid is as stupid does!  
Canzone del giorno: To live and die in L.A. – Tupac

L.A. by night

L.A. by night

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New Mexico e Arizona

ottobre 25, 2008

Wow, che posti ragazzi! 
Oggi vi raccontiamo di 800 km attraverso il deserto del New Mexico e dell’Arizona… 
Partiti intorno alle 9 di mattina dopo la diretta con Radio Club 103, ci siamo diretti verso ovest attraverso la highway 40 e a tratti la Historic Route 66, fermandoci più volte durante il percorso per scattare qualche foto.

Il primo rifornimento della giornata

Il primo rifornimento della giornata

Tinto

Tinto

A circa 70 miglia da Albuquerque, abbiamo incontrato un temerario bikers americano, proveniente dall’Ohio e diretto a Las Vegas. Un viaggio di circa 1000 miglia (circa 1.600 km), a bordo di una semplicissima bicicletta, con qualche zaino e una tenda. Ci ha raccontato di come il vento a sfavore gli facesse perdere molte ore al giorno e di quanto la notte sia fredda nel deserto. Non ha voluto un paio di occhiali da sole in omaggio, nè una t-shirt… aveva già tutto e qualsiasi cosa in più per lui significava peso inutile.   
Siamo riusciti a regalargli una bandana, ad augurargli buon viaggio e a fargli una foto…

il viaggiatore solitario

il viaggiatore solitario

Fedeli allo spirito e alla filosofia dei viaggi on the road, ci siamo dedicati ad assaporare il percorso, la strada, il tragitto… senza preoccuparci della meta, senza pensare al fatto che stessimo andando in un posto preciso. Così Jack Kerouac insegna. 

Tra i vari cartelli curiosi incontrati sulla strada eccone uno simpatico… 

S

"Segnala i guidatori ubriachi"

Passata Albuquerque ci siamo fermati per la pausa pranzo. Una cosa “leggera” e via…

New Mexico 66 Burger

New Mexico 66 Burger

Proseguendo verso l’Arizona, siamo usciti dall’highway per percorrere alcune decine di km sulla Route 66. Questo è stato sicuramente il tratto più “selvaggio” e desolato che abbiamo visto della storica strada, e naturalmente il più affascinante. 

sulla Mother Road

sulla "Mother Road"

Non serve tanta immaginazione per intravedere tra la polvere della prateria, indiani a cavallo che corrono liberi col vento nei capelli, o qualche secolo dopo, potenti Harley Davidson che consumano la strada sterrata… 

Sir in Cowboy style

Sir in Cowboy style

Con in sottofondo colonne sonore di pellicole americane e musiche strumentali composte con flauti di pan, ci siamo sentiti noi stessi dentro un film e non sono mancati alcuni piacevoli incontri…

mucche attraversano la strada

mucche attraversano la strada

antilope ci guarda incuriosita

un'antilope ci guarda incuriosita

Passata Gallup (cittadina del New Mexico), siamo così arrivati in Arizona, e da lì ci siamo diretti verso nord, puntando alla Monument Valley e più precisamente a Kayenta.

strade infinite

strade infinite

In queste zone si incontrano riserve indiane ridotte ormai ad agglomerati di roulotte malconce e baracche all’apparenza disabitate. E’ triste vedere come è stata ridotta una cultura unica e preziosa come quella degli indiani d’America… 

cartello all entrata di una riserva indiana

cartello all'entrata di una riserva indiana

Proseguendo verso nord il paesaggio si è trasformato ancora e le strade hanno iniziato a perdersi nell’orizzonte… 

il rettilineo pi lungo che abbiamo mai visto

il rettilineo più lungo che abbiamo mai visto

X-ide on the mirror

X-ide on the mirror

Dopo quasi 10 ore di viaggio la stanchezza ha iniziato a farsi sentire, ma la luce del tramonto sulle rocce del deserto dell’Arizona, ci ha pienamente ripagato… 

le rocce rosse

aaa

tramonto in Arizona

Intorno le 8 di sera siamo entrati nello Utah e ci siamo fermati in un motel (Kokopelli Inn, a Bluff).
Siamo a 30 km dalla Monument Valley e a 350 km dal Gran Canyon, che raggiungeremo domani in giornata.

Questa mattina il detective di Oklahoma City che seguiva il nostro caso, ci ha avvisati di aver arrestato la ragazza che era alla guida del pick up, quando Ric si è ferito. Ora si trova nella prigione locale e a breve ci saranno altri aggiornamenti. Vi terremo informati. Giustizia è stata fatta
Ric sta sempre meglio, e questa è la cosa comunque più importante.

Ora siamo in posti fantastici, vogliamo solo rilassarci e goderci il viaggio. A presto amici.

Spese del giorno
Generali: 90 $ benzina, 66 $ motel (tot 156 $)
Sir: 10 $ pranzo, 5 $ varie, 30 $ cena (45  $)
Tinto: 15 $ pranzo, 15 $ souvenir e regali, 30 $ cena (tot 60 $) 

Km percorsi: 840

Frase del giorno: Can you hear it? It’s the spirit of the wind.  
Canzone del giorno: Rise – Eddie Veder

spettacolo

Utah

Dall’Oklahoma al Texas

ottobre 24, 2008

Questa mattina abbiamo avuto l’ultimo incontro con l’avvocato, in ospedale, dove abbiamo anche salutato Ric. Sta meglio e oggi l’hanno spostato in un altro reparto, ancora più tranquillo. Mentre eravamo là un’infermiera ha voluto fargli un test, con domande del tipo “la mela è blu?” oppure “perchè i bambini vanno a scuola?”… domande lecite e che fanno parte della prassi, soprattutto quando ci sono stati traumi cranici. Ma non per Ric, che dopo qualche domanda mi ha chiesto di tradurre all’infermiera che per lui quelle erano “cazzate” e se non aveva cose più serie da chiedergli, che lo lasciasse dormire. 🙂

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o

Dopo quasi una settimana a Oklahoma City…

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Monumento in memoria delle vittime dell'attentato del 1995

(info sull’attentato a Oklahoma City

Omaggi e ricordi dei

Il "muro" degli omaggi e dei ricordi

…ci siamo quindi rimessi in viaggio, diretti verso Albuquerque e il Gran Canyon. Abbiamo percorso 600 km tra le grandi pianure del Texas, passando per Amarillo e percorrendo ancora alcuni tratti della storica Route 66. Questa è terra di indiani e cowboy, di grandi cavalcate e di orizzonti infiniti.

statua di indiano d america

statua di indiano d'America

Presto saremo nella tanto sognata Monument Valley (quella che si vede nella foto in cima al blog tanto per intenderci) e successivamente a Las Vegas. 
Siamo entrati in New Mexico e ci siamo fermati al Motel 6 di Tucumcari, un paesino a 270 km da Albuquerque. Siamo di nuovo on the road! 

 

Spese del giorno
Generali: 50 $ benzina, 40 $ motel, 26 $ birra (tot 90 $)
Sir: 2 $ colazione, 15 $ pranzo, 120 $ souvenir e regali, 5 $ cena (142  $)
Tinto: 2 $ colazione, 20 $ pranzo, 5 $ sigarette, 78 $ souvenir e regali, 5 $ cena (tot 110 $) 

Km percorsi: 600

Frase del giorno: For him these are bullshit!  
Canzone del giorno: Ly O Lay Ale Loya – Sacred Spirits

again on the road

again on the road

Salutando Oklahoma City

ottobre 23, 2008

Ciao amici. Oggi non ci sono state grandi novità. Ric continua a migliorare poco per volta e questo è già importante. Ha iniziato a mangiare autonomamente e i mal di testa pian piano diminuiscono, anche se gli danno ancora molto fastidio. A giorni si avrà la conferma della data di rientro in Italia. 
Questo pomeriggio gli abbiamo detto che io e Tinto ripartiamo per finire il viaggio e portare l’auto noleggiata a San Francisco: temevamo una “brutta” reazione invece lui ha capito subito, si è reso conto della situazione e ha aggiunto che era dispiaciuto di non poter finire il viaggio con noi. Serenamente quindi ci siamo dati appuntamento in Italia, al suo e al nostro ritorno.

La

Il percorso fatto fin'ora

Domani mattina quindi (oggi per voi che leggete), il viaggio USA & CANADA on the road 2008, riprende.
Ric ha polverizzato tutti i record del blog, e ormai è lui la star indiscussa del nostro raid (811 visite uniche in 1 giorno, 33 commenti in un post, 15° posto tra i blog italiani più letti su WordPress.com, tutto questo il 20 ottobre, con il post “Piccoli Passi”). Big up Ric! 🙂

Noi quindi ci limiteremo a raccontarvi gli ultimi 10 giorni di questa incredibile avventura e naturalmente a tenervi aggiornati sulle condizioni di salute del nostro record man.
Lo stop prolungato a Oklahoma City ci obbliga naturalmente a rivedere l’itinerario, per arrivare in tempo a San Francisco (il 2 novembre). Salteremo così Dallas, El Paso e Phoenix, andando direttamente a ovest verso il Grand Canyon.

L itinerario originale

L'itinerario originale

 Prossime tappe quindi Amarillo (in Texas) e Albuquerque (in New Mexico)…

Il nuovo percorso

Il nuovo percorso

…Gran Canyon, Las Vegas, Los Angeles e infine San Francisco. Circa 3.000 km in 9 giorni, senza la ruota di scorta ma determinati più che mai ad andare fino in fondo. Non perdetevi quindi il proseguimento del viaggio!

Questi giorni a Oklahoma City non sono stati facili per nessuno, ma fortunatamente è andato tutto bene e sembra che le cose procedano per il meglio ora. Vogliamo ringraziare tutte le persone che in qualche modo ci hanno aiutato, sostenuto o semplicemente ci sono state vicine in questi giorni difficili… a partire da tutto lo staff dell’ospedale St. Anthony (in particolare la dott.ssa Robin), la Mondial Assistance, le nostre famiglie, Marco Antinarella e il Corriere Delle Alpi, Barbara e Radio Club 103, Giuseppe Clemente e tutti voi, nessuno escluso! Tnx for all. 

The show must goes on!  

in auto

noi in auto a Chicago, 11.10.2008

Ri-Eccolo!

ottobre 22, 2008

La situazione si è ulteriormente stabilizzata. Questo pomeriggio hanno spostato Ric di reparto e ora non si trova più in terapia intensiva. Un altro passo avanti quindi. Sta provando anche a mangiare autonomamente e presto dovrebbe iniziare a rialzarsi in piedi e camminare. Da quando gli hanno tolto i sedativi ha spesso mal di testa, ma i medici che lo stanno seguendo dicono che è normale. E sono tutti ottimisti.
In certi momenti parla di continuare il viaggio, in altri è contento di tornare presto a casa e si rende conto che ha preso una “gran bella botta”.
Se tutto procede bene, dovrebbe essere pronto per rientrare in Italia con la madre e la cugina fra una settimana, ovvero mercoledì 29. Ma bisogna aspettare ancora qualche giorno per la conferma dei medici.

Per quanto riguarda la ragazza che quella sera era alla guida del pick-up da cui è “volato” Ric (e che, ricordo, è scappata lasciandoci da soli sulla strada), è stata individuata dalla polizia, anche grazie agli indizi da noi forniti (foto, email e altri dati). Oggi io e Tinto abbiamo messo per iscritto le nostre testimonianze e consegnate alle forze dell’ordine, che ora si stanno muovendo. Un ottimo detective della polizia di Oklahoma City si sta occupando del caso e già questa sera potrebbe essere arrestata. Aspettiamo notizie da un momento all’altro. Rischia da 1 a 15 anni di prigione, più una multa minima di 5.000 dollari. E’ accusata di un reato molto grave, ovvero di aver abbandonato una persona ferita da lei stessa senza soccorerla. Il detective è ottimista e pensa che presto potrà chiudere il caso.
Ma non è finita: un avvocato di qui è pronto per iniziare poi un procedimento civile nei confronti della stessa, per richiedere il risarcimento dei danni provocati a Ric.
Se tutto ciò andrà a buon fine, potremo dire che giustizia è stata fatta. Ed era quello che volevamo dall’inizio. Vi terremo aggiornati anche per quanto riguarda questo aspetto.

La cosa più importante comunque è che Ric sta pian piano migliorando. Tutto il resto è secondario.

A questo punto, anche noi abbiamo riiniziato a pensare al viaggio. Oltre ad alcuni fattori pratici (abbiamo il volo di ritorno già pagato da San Francisco, e soprattutto, dobbiamo riconsegnare là la nostra auto noleggiata), portare a termine il progetto USA & CANADA on the road, per dare un senso anche a tutto ciò che è successo, senza lasciare che alcuni eventi sfortunati abbiano la meglio su questa avventura, per noi è fondamentale! Non andare fino in fondo, sarebbe come darla vinta alla mala sorte e non ci andrebbe proprio giù!
Abbiamo quindi deciso, che se la situazione rimane stabile e continua a migliorare, noi ripartiremo giovedì, diretti verso la west coast. Naturalmente dovremo rivedere il nostro itinerario e saltare alcune tappe, ma arriveremo a San Francisco come stabilito, e sarà come se Ric fosse con noi!

Vi ricordo che già da alcuni giorni abbiamo ripreso i collegamenti e potete ascoltarci su Radio Club 103 tutte le mattine dal lunedì al venerdì, alle 11.00. Oppure in podcast online QUI

Everything’s gonna be alright.  

di nuovo insieme!

di nuovo insieme!

Passi da gigante

ottobre 21, 2008

Questo pomeriggio hanno “stubato” (tolto i tubi) e “svegliato definitivamente” (tolto i sedativi) al Nostro Uomo. Ric c’è! Parla bene, risponde a tutte le domande, si ricorda tutto fino a qualche ora prima dell’incidente. Quando siamo arrivati da lui, l’avevano già svegliato da qualche ora… quando mi ha mi visto, ha fatto un sorrisino e mi ha salutato con il dito medio, mandandomi a fancxxx. In quel momento ho pensato “Ok, Ric c’è, E‘ lui!“. Non potete immaginare la nostra gioia. Abbiamo parlato un po’ per poi invitarlo a riposarsi, dormire e stare tranquillo. E’ il modo migliore perchè continui a migliorare.

La dottoressa che lo sta seguendo ci ha confermato che oggi ha fatto un netto miglioramento, ma che bisogna comunque essere ancora cauti e pazienti. Il colpo che ha preso è stato forte e quando c’è di mezzo la testa, è sempre delicata la questione. Dice che il recupero ci sarà ma sarà lento quindi ci vuole tanta calma. Stiamo cercando di far capire questo a Ric, che in certi momenti vorrebbe quasi staccarsi le flebo e andarsene. 🙂
La presenza della madre e della cugina è stata fondamentale: gli stanno vicino costantemente trasmettendogli amore ed affetto, e questo vale più di ogni altra medicina.

Noi abbiamo avuto un’altra giornata molto intensa, tra ospedale, hotel, mille telefonate, baruffe con il consolato, riunioni con avvocati e supporto alla famiglia. Ma, i miglioramenti di Ric ci danno infinite energie, risorse e capacità che non pensavamo neanche di avere.
Contiamo di darvi presto notizie anche della ragazza che guidava quella notte… ci stiamo lavorando (insieme ad avvocati e polizia), con una determinazione che non potete immaginare! 

Abbiamo stampato tutti i vostri commenti e domani (oggi per voi che leggete dall’Italia) glieli faremo vedere. Grazie a tutti per la solidarietà e il supporto. Vi sentiamo vicini e questo ci aiuta molto.

Ric vi saluta tutti. Ric c’è! 

Ric estate 2008

Ric estate 2008

Piccoli passi

ottobre 20, 2008

Ric pian piano sta migliorando. Ieri pomeriggio, gli infermieri hanno momentaneamente sospeso i sedativi e dopo pochi minuti si è svegliato. Per la prima volta dall’incidente, siamo quindi riusciti a comunicare con lui. Ha aperto un po’ gli occhi, ci ha stretto la mano e con alcuni cenni ha risposto alle nostre domande: ci ha riconosciuto subito, si ricorda il momento dell’incidente e sa dove si trova. Questi sono segnali positivi. 

Per il resto, le condizioni sono stabili. I medici diminuiscono sempre più la dose di sedativo e anche oggi mentre eravamo là, lui si è svegliato, ci siamo salutati e abbiamo scambiato alcune “parole” tramite cenni e strette di mano. Oggi sono arrivate qui ad Oklahoma City anche la madre e la cugina di Ric, per stargli vicino e sostenerlo il più possibile.
Le visite e i controlli continuano. Finalmente abbiamo un contatto diretto con la dottoressa che segue Ric e ci tiene costantemente aggiornati sulle sue condizioni. Infermieri, dottori e personale vario sono tutti gentili e disponibili. Molti anche qui, hanno preso a cuore questa storia, e questo non può che aiutare il nostro amico!

La situazione rimane delicata ma stazionaria. Con questa notte, sono passate 72 ore dall’incidente, ovvero le ore più critiche e pericolose. Da qui in avanti, aspettiamo solo buone notizie. Ric è una roccia! E ce lo dicono ogni giorno anche i medici che lo stanno seguendo.

Per quanto riguarda la questione legale, a breve avremo un incontro con un avvocato per verificare se le forze dell’ordine si sono mosse o si stanno muovendo. Potete stare tranquilli, che andremo a fondo di questa storia (vi chiediamo però di evitare insulti tra i commenti).

Appena sarà possibile, stamperemo tutti i vostri commenti, i saluti e gli auguri, e li comunicheremo a Ric, uno per uno. Gli faranno piacere.

Let’s go Ric! 

noi alla partenza

noi alla partenza

Incidente a Oklahoma City

ottobre 18, 2008

A 36 ore dall’incidente che abbiamo avuto riusciamo ad aggiornare il blog e rendere pubblica la notizia. Nella notte tra giovedì e venerdì, intorno alle 2.00 ora locale, qui a Oklahoma City, Ric è rimasto ferito a causa di una caduta dal cassone di un pick up (jeep). Ha riportato una ferita sulla parte superiore della fronte sinistra e un trauma cranico. Nessuna frattura. Non ha mai perso conoscenza ma appena caricato in ambulanza è stato sedato, quindi addormentato. Attualmente si trova ricoverato al reparto rianimazione dell’ospedale St. Anthony di Oklahoma city. Le condizioni sono stazionarie. Le funzioni vitali e la respirazione sono buone. Lo tengono sedato perchè altrimenti da sveglio potrebbe far resistenza alle cure o agitarsi. Potrebbero comunque decidere di svegliarlo a breve. Per la caduta che ha fatto (un volo di diversi metri, terminato sull’asfalto della strada) è stato fortunato, perchè avrebbe potuto riportare ferite peggiori o fratture di vario tipo. Aspettiamo novità e miglioramenti da un momento all’altro. Siamo ottimisti come i medici che lo stanno seguendo. L’ospedale in cui si trova è ottimo e il personale qualificato. Fortunatamente quindi è successo in una città e non in una località isolata, dove sarebbe stato molto più difficile gestire la situazione.

Io (Sir) e Tinto stiamo bene. Durante l’incidente eravamo anche noi sul pick up, di fianco a Ric, ma siamo riusciti a tenerci sul cassone e siamo rimasti a bordo, senza riportare quindi alcuna ferita.

Il pronto soccorso dell'ospedale St. Anthony

Il pronto soccorso dell'ospedale St. Anthony di Oklahoma City

In realtà, non si è trattato di un incidente ma di una manovra folle e pericolossisima (una brusca sterzata a circa 100 km/h e una frenata improvvisa) di chi in quel momento guidava: si tratta di una ragazza di 25 anni di qua, conosciuta la stessa sera in un locale. Dopo aver incontrato lei e due sue amiche in un pub, ci siamo spostati in un altro locale insieme, a bordo delle loro auto. Si trattava di ragazze tranquille e normali. Passate alcune ore insieme nel nuovo locale, una di loro se ne è andata via da sola con la sua auto e noi tre siamo quindi rimasti con le altre due. Al momento di tornare a prendere la nostra auto, ci hanno invitato a salire sul cassone del loro pick up e qui vorrei approfondire un attimo la cosa: viaggiare nei cassoni dei pick up, qui in alcuni stati americani (tra cui l’Oklahoma), è legale e assolutamente normale. La maggior parte delle auto qui sono pick up. Oklahoma City inoltre, non è una città particolarmente grande o pericolosa. Il nostro sbaglio quindi, se c’è stato, è stato eventualmente quello di ignorare le condizioni della ragazza alla guida (in stato di ebbrezza, ma non evidente).

Tornando al racconto dei fatti, siamo quindi partiti a bordo del pick up. Abbiamo notato subito che la velocità del mezzo era esagerata così abbiamo chiesto più volte alla ragazza di rallentare e guidare con più prudenza. Richieste che non hanno avuto ascolto. Nel momento in cui, io ho provato ad alzare la voce chiedendo di fermare l’auto per farci scendere, Ric si è alzato e diretto verso la parte anteriore del cassone del pick up per provare anche lui insieme a me, a far fermare il mezzo. In quell’istante la ragazza alla guida ha sterzato bruscamente e inchiodato, facendo volare Ric sulla strada. Prima che potessimo accorgercene, la guidatrice è scesa, si è diretta verso Ric e l’ha trascinato a bordo della strada per qualche metro, prima di rimontare in auto e scappare! La manovra che ha fatto aveva senz’altro l’obiettivo di farci volare tutti dal cassone del pick up, su questo non ci sono dubbi (sulla strada non c’era alcun ostacolo o altre auto, nè lei ha perso il controllo del mezzo). Abbiamo consegnato alla polizia locale la targa dell’auto, alcune foto di lei e anche il suo nome e cognome. Stiamo seguendo gli sviluppi di questa situazione, per capire se e quali provvedimenti prenderanno le forze dell’ordine. 

Chiaramente a questo punto, il viaggio è compromesso e la priorità assoluta è la salute di Ric. Prima di prendere qualsiasi decisione aspettiamo l’evolversi degli eventi.  

Io e Tinto staremo qui finchè sarà necessario. Siamo in un hotel vicino all’ospedale e facciamo visita a Ric almeno 2-3 volte al giorno. In ospedale hanno i nostri recapiti e ci chiamano per qualsiasi novità. Ci siamo assicurati che Ric riceva tutte le migliori cure ed attenzioni possibili. Alcuni familiari di Ric ci raggiungeranno già domani. Consolati italiani e ambasciata sono già al corrente della situazione e seguono il caso. La nostra assicurazione sanitaria ci sta sostenendo e ci supporta sia dall’Italia che dagli Stati Uniti.
L’unica cosa da fare ora è aspettare.

Ric is strong. Ric will goes on! Ciao amici. 

Ric giovedì pomeriggio a Oklahoma City

Ric giovedì pomeriggio a Oklahoma City