Posts Tagged ‘Route 66’

The End

novembre 12, 2008

A montaggio finito riguardo il filmato del nostro viaggio e mi brillano gli occhi…
Se mi concentro un attimo posso ancora sentire il rumore delle auto in Times Square; le gocce d’acqua sulla pelle alle Cascate del Niagara; vedo gli alberi rossi delle foreste canadesi e il tramonto riflesso su quel lago in Ontario; sento il gusto amaro degli shot di tequila al Coyote Ugly, a Chicago; il vento in faccia sulla Route 66; posso ancora toccare il sangue di Ric sui miei jeans, percepire la tensione di quella notte a Oklahoma City, la rabbia e la determinazione dei giorni successivi, la solidarietà, l’umanità, la forza; e vedo di nuovo gli indiani che cavalcano nel deserto dell’Arizona, rivivo quella fantastica allucinazione; mi manca il fiato, un’altra volta, sul Gran Canyon; e sorrido oggi come allora, sulla spiaggia di Santa Monica, a Los Angeles, guardando il sole tra le palme della California e ringraziando non so chi, non so cosa, per tutto ciò che ho avuto la possibilità di sentire, ascoltare, vedere, …vivere, in questa avventura irripetibile.

Prima di partire sapevamo che sarebbe stato un grande viaggio, ma non fino a questo punto: le foto e gli articoli del blog aiutano a ricordare, a trasmettere parte di ciò che abbiamo vissuto, a condividerlo… ma ciò che ci ha lasciato dentro è un qualcosa di immenso, di indescrivibile, ed è personale, intimo.
Non è stato un semplice viaggio, una vacanza, un’esperienza… ripensando a quei 40 giorni ho come l’impressione di aver vissuto una “piccola vita” all’interno della mia vita. Un’esistenza quasi separata, distinta e indipendente da tutto il resto, tanto grande che è stata.

A questo punto, ulteriori considerazioni sugli Stati Uniti mi sembrano superflue: auguro a loro (e quindi al resto del mondo) di trovare presto le soluzioni necessarie a risolvere le attuali e future crisi economiche e sociali che invadono il Pianeta. Perché se molte cose di quelle che abbiamo visto funzionano e sono eticamente giuste, molte altre no.

Vorrei infine sottolineare l’importanza del viaggiare, aldilà di questa nostra avventura. Se ne potrebbe parlare e scrivere per ore, ma preferisco lasciarvi con una citazione:
“Inizialmente viaggiamo per perderci, poi viaggiamo per ritrovarci. Viaggiamo per aprire il nostro cuore e i nostri occhi e conoscere del mondo più di quello che riesce a stare nei giornali (…) In sostanza, viaggiamo per ritornare a essere dei giovani pazzi, per rallentare il tempo, farci ingannare e innamorarci di nuovo.” (Pico Iyer)

Buon viaggio a tutti! Peace.

Matteo

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(¯`·.¸¸.·´¯`·.¸¸.-.¸¸.·´¯`·.¸¸.·´¯)

I numeri del viaggio:
15 città
17 stati
42 giorni
9.464 km percorsi
1.442 foto scattate
40 articoli blog
552 commenti
23 registrazioni radio
9 dirette radio
22 articoli giornale
554 presenze su motori di ricerca
394 media visite uniche giornaliere
811 visite uniche record giornaliere (il 20.10.08)
16.543 visite totali (fino al 3.11.08)

La colonna sonora del viaggio:
Last night – Puff Daddy
Sailing to Philadelphia – Mark Knopfler
The eye of tiger – Survivor
No Matter What – T.I.
Attack – 30 seconds to Mars
I’ll be missing changes – Puff Daddy vs Tupac
Oh boy – Buddy Holly
Layla – Eric Clapton
Apologize – Timbaland feat. One Republic
Rise – Eddie Vedder
Di vizi di forma e virtù – Dargen D’Amico
Brothers in arms – Mark Knopler
Fast car – Tracy Chapman
Push & Pull – Nikka Costa
Summer of ‘69 – Bryan Adams
Homecoming – Kanye West feat. Chris Martin
On the road again – Sheryl Crow & Willie Nelson
Silence – Delerium feat. Sarah McLachlan
Kansas City Shuffle – J. Ralph
Mack the Knife – Louis Armstrong
Ly O Lay Ale Loya – Sacred Spirits
Blowin’ in the wind – Bob Dylan
Hey ma – Cam Ron
Hate it or Love it – The Game feat. 50 Cent
To live and die in L.A. – Tupac
California dreamin – The Mamas and The Papas

La canzone del viaggio: Whatever you like – T.I.

La foto del viaggio:

Monument Valley on the mirror

Monument Valley on the mirror

Thanks: le nostre famiglie, il nostro sponsor (X-ide eyewear), i nostri media partner (Dolce Vita magazine e Radio Club 103), Marco Antinarella e il Corriere delle Alpi, Alessandro Bove, Alice Guy, la dott.ssa Robin e tutto lo staff del St. Anthony Hospital di Oklahoma City, Giuseppe Clemente, Marmarole Viaggi, Mondial Assistance, tutte le persone che ci hanno letto e seguito (soprattutto chi ha commentato), Tobia (la “presenza”) e i Kadore Bad Boys.

Los Angeles

ottobre 30, 2008

Palme, sole, ragazze in bikini, spiagge infinite e l’oceano davanti a noi… siamo in California amici! Nella seconda città più grande d’America, L.A., the City of Angels.

grattacieli di L.A.

grattacieli di L.A.

Qui si trova la mecca del cinema, Hollywood e altri quartieri ultra famosi, palcoscenici di film e serie televisive viste in tutto il mondo. 

La famosa scritta sulle colline di Hollywood

La famosa scritta sulle colline di Hollywood

Dopo un breve giro in centro e un po’ di sano shopping, abbiamo fatto visita agli Universal Studios, una specie di micro-città interamente dedicata al mondo del cinema.   

Tinto agli Universal Studio

Tinto agli Universal Studio

Avendo solo poche ore a disposizione e ritenendo esagerato il prezzo del biglietto d’ingresso alle attrazioni principali (65 $), ci siamo limitati alla parte “esterna” del parco, piena di negozi tematici e piccole curiosità. 

negozi e locali agli Universal Studios

negozi e locali agli Universal Studios

scorcio degli Studios

scorcio degli Studios

L’appuntamento principale della nostra prima giornata a Los Angeles era un altro infatti: la partita di basket dei Lakers, una delle più forti squadre dell’NBA, dove milita tra l’altro Kobe Bryant, attualmente considerato il miglior giocatore del mondo e l’erede di Michael Jordan. 

Avevamo acquistato i biglietti tramite internet diverse settimane fa, pagandoli cari (100 $ l’uno), ma ritenendoci già fortunati: si trattava infatti della partita d’apertura della stagione, quindi particolarmente sentita dai tifosi e dall’intera città. Contro i Portland Blazers.
Ore 19.30, appuntamento al mitico Stamples Center con altri 20.000 sostenitori dei Los Angeles Lakers…

lo Staples Center di L.A.

lo Staples Center di L.A.

Hot dog, birra fresca in mano (carissima, 10 $ per 1 birra media), gadgets della squadra addosso (questi gratis, regalati dalla società) e si va! 

prima della partita

all'entrata, prima della partita

Lo stadio è una bolgia, non si tratta solo di una partita ma di un evento spettacolare. La gente balla, ride, urla… e i Lakers dominano la partita dall’inizio alla fine. Al 3° quarto Kobe “inizia a giocare” ed è show time: 20 punti in dieci minuti con tiri e giocate degne del M.V.P. della scorsa stagione. Il pubblico è in delirio. E’ una festa che dura più di due ore.

la presentazione della squadra

la presentazione della squadra

Durante un time out, le telecamere della regia interna riprendono in sequenza i vip presenti alla partita… Leonardo Di Caprio, Denzel Washington, Jack Nicholson, David Beckham e Arnold Schwarzenegger. Ovazione per tutti tranne che per l’ultimo, che qualche fischio se lo prende. Strana sensazione esser presenti ad un evento con star di questo calibro. 

Finito il match, facciamo un ultimo giro per la città, scattiamo qualche foto e ci ritiriamo in motel.
Qui si sta da Dio, 30 gradi, vento fresco e poca umidità. Big up L.A.! 

Spese del giorno
Generali: 74 $ motel, 12 $ parcheggio Studios, 8 $ parcheggio notte, 200 $ biglietti partita (tot 294 $)
Sir: 136 $ vestiti, 14 $ pranzo, 17 $ taglio capelli, 30 $ cibo e birra partita, 10 $ cena (tot 207 $)
Tinto: 210 $ vestiti, 18 $ pranzo, 30 $ cibo e birra partita, 10 $ cena (tot 268 $) 

Km percorsi: 60

Frase del giorno: Go Lakers! 
Canzone del giorno: Iris – Goo Goo Dolls

Kobe Bryant alla lunetta dei liberi

Kobe Bryant alla lunetta dei liberi

Il nostro secondo giorno a Los Angeles inizia sul molo di Santa Monica… 

il molo di Santa Monica

il molo di Santa Monica

Qui, dopo 3.800 km, termina la storica Route 66, la madre di tutte le strade. Avevamo visto e fotografato il suo inizio a Chicago, l’abbiamo incrociata e percorsa varie volte durante il nostro viaggio ma soprattutto l’abbiamo vissuta, on the road, al 100%, dall’Illinois all’Oklahoma, dall’Arizona alla California, attraverso persone, posti, musiche e odori. Una strada che attraversa gli Stati Uniti da parte a parte, per poi “perdersi” nell’oceano. Una strada che continuerà a vivere nei milioni di persone che l’hanno percorsa, e d’ora in poi, anche in noi.

Oceano Pacifico

Oceano Pacifico

Noleggiate due splendide bike-chopper, abbiamo iniziato il nostro giro sul famoso lungo mare di Santa Monica e di Venice Beach…

i nostri bolidi

i nostri bolidi

lungo mare di Venice Beach

lungo mare di Venice Beach

Qui si fa jogging, si gioca a beach volley, si va in bicicletta o sui roller blade. Ci sono anche mini palestre a cielo aperto, dove i classici Big Jim biondi sfoderano i loro muscoli.
Durante il nostro giro, abbiamo fatto anche un po’ di promozione allo sponsor del viaggio, l’X-ide, conoscendo 2 bagnini di cui pubblichiamo alcune foto per il piacere delle visitatrici del blog. 🙂 

baywatch in L.A.

baywatch in L.A.

lifeguard

lifeguard

In questo periodo non c’è molta gente che frequenta le spiagge, rispetto all’alta stagione, ma qualche temerario che faceva il bagno c’era e domani, probabilmente, tenteremo anche noi (nonostante faccia caldo l’acqua dell’oceano è sempre molto fredda). 

la spiaggia di Santa Monica

la spiaggia di Santa Monica

Dopo due ore, abbiamo riconsegnato le bici e ci siamo concessi un pranzo coi fiocchi: ricordate Bubba, l’amico di Forrest Gump, che nel film è uno specialista di gamberetti?! Bene, qui sul molo di Santa Monica c’è il Bubba Gump, un ristorante dedicato alla storica pellicola e naturalmente al sea food.  

il

il Bubba Gump

Non potevamo che ordinare i piatti della casa ovvero gamberetti cucinati e conditi in tutti i modi possibili. Very good!  

shrimp

shrimp shrimp shrimp

Un breve giro in macchina sul Palisades Park che costeggia l’oceano…

Palisades Road

Palisades Road

sull’Ocean Avenue…

palme a L.A.

palme a L.A.

…e via verso i quartieri interni della città. Visita obbligatoria a Beverly Hills, passando per Rodeo Drive (la via delle star e del lusso), Sunset Boulevard, Bel Air e infine Mulholland Drive.
Il traffico che c’è in questa città penalizza ogni spostamento e anche noi oggi abbiamo perso diverse ore sulle strade “locali” e sulle highway.

il quartiere

il quartiere che ha ispirato il fortunato telefilm

Domani mattina ci faremo qualche ora di spiaggia e mare, prima di ripartire alla volta di San Francisco, la nostra meta.

Ric è partito oggi e domani (oggi per voi che leggete) sarà a casa, in Italia. Vola in 1° classe con la British Airlines, accompagnato da un medico italiano che è venuto apposta negli States per assisterlo durante il viaggio di ritorno. Sta molto meglio e fra qualche giorno saremo di nuovo tutti insieme.

USA & CANADA on the road 2008 è quasi al termine. In certi momenti ci sembra di essere in viaggio da anni, in altri, da pochi giorni. Siamo un po’ stanchi è vero, abbiamo fatto tanta strada e vissuto esperienze che mai avremo pensato, ma non siamo per niente stufi. Abbiamo ancora 600 km da percorrere e una città meravigliosa da scoprire. Restate con noi fino alla fine di questa grande avventura.

Spese del giorno
Generali: 40 $ noleggio bici, 6 $ parcheggio molo, 10 $ parcheggio notte, 74 $ motel (tot 130 $)
Sir: 16 $ souvenir, 34 $ pranzo, 4 $ cartoline, 12 $ cena (66  $)
Tinto: 3 $ cartoline, 34 $ pranzo, 12 $ cena (tot 49 $) 

Km percorsi: 120

Frase del giorno: Stupid is as stupid does!  
Canzone del giorno: To live and die in L.A. – Tupac

L.A. by night

L.A. by night

Monument Valley e Gran Canyon

ottobre 26, 2008
Tinto e Sir sulla Monument Valley

Tinto e Sir nella Monument Valley

Apriamo il post di oggi con una foto, perchè descrivere a parole ciò che abbiamo visto durante questa incredibile giornata, è impossibile. Lasciamo che siano le immagini a raccontarsi da sole. Ci limiteremo a qualche dettaglio e commento…

Non c’è una nuvola in cielo, il sole splende. Finestrini giù, braccio fuori e musica alta. L’auto sfreccia sulla highway 163. Arriviamo nella Monument Valley intorno alle 11 di mattina e lo spettacolo inizia

la strada che entra nella valle

La strada che entra nella valle (highway 163)

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una delle prime "guglie"

Consultiamo qualche cartina e una guida turistica per non perdere troppo tempo tra le lunghe strade della valle. Lungo il percorso incrociamo dei cani randagi, alcuni sono cuccioli, bellissimi, ma non possiamo che fotografarli…

cuccioli

cuccioli

Arriviamo al visitor center, scendiamo dalla macchina, saliamo una piccola rampa di scale e… davanti a noi, è magia…

Monument Valley

Monument Valley

Ci fermiamo qui almeno mezz’ora, a guardare, a parlare, a sognare e a scattare mille foto.

Sir eyewear

Sir's eyes

Tinto X-ide style

Tinto X-ide style

Molti pensieri vanno a Ric, a quanto gli piacerebbe essere qui, a quanto vorremmo che fosse qui con noi. Poi pensiamo che queste rocce sono qui da centinaia di migliaia di anni, e che da qui non si muoveranno per un bel pezzo: così ci consoliamo al pensiero che ci torneremo insieme. 

The shot

The shot!

Da qui è possibile partire per escursioni organizzate dai Navajo (gli indiani abitanti della zona) in jeep, in autobus o anche a cavallo. Ma noi non siamo per i tour organizzati, così torniamo all’auto e ci inoltriamo nella valle da soli…

La strada sterrata in mezzo alle rocce

La strada sterrata in mezzo alle rocce

extreme road

extreme road

E’ incredibile come la natura possa aver “disegnato” una paesaggio del genere. Ogni scorcio sembra un quadro, ogni particolare è al posto giusto. Abbiamo quasi l’impressione di essere in terra di giganti, e che queste rocce sono i loro troni.    

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una delle guglie vista da vicino

Vorremmo passare qui l’intera giornata, aspettare il tramonto (che qui dicono essere paradisiaco), dormire sotto le stelle in mezzo a queste opere d’arte, ma dobbiamo accontentarci e proseguire verso il Gran Canyon, la nostra prossima tappa. 
Scattiamo le ultime foto, impostiamo il navigatore satellitare e ci rimettiamo in viaggio.

Dopo alcune centinaia di chilometri il paesaggio cambia, entriamo in una fitta foresta e iniziamo a salire di altitudine. Facciamo una specie di passo, su strade strette in mezzo ad alberi che ci sono familiari (sembra di essere nel bosco di S. Marco, nel Bellunese, tra Auronzo di Cadore e Misurina, per chi conosce quella zona). Arriviamo fino a a 2.267 metri, all’entrata del magnifico Gran Canyon National Park (versante South Rim).

La ranger all'ingresso del parco del Gran Canyon

La ranger all'entrata del parco

Paghiamo i 25 dollari per entrare (giusti, tutto sommato, vista la pulizia e l’organizzazione del parco) e guidiamo piano fino al primo punto d’osservazione, il Desert View. Lo spettacolo che ci si presenta davanti, ci fa dimenticare presto le meraviglie della Monument Valley…

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arrivando sul Gran Canyon

Improvvisamente, la terra si apre, un’enorme voragine domina il paesaggio e giunti davanti al Gran Canyon, ci manca quasi il respiro…

Grand Canyon visto dalla Desert View

Grand Canyon visto dalla Desert View

Solo ora capiamo perchè l’hanno chiamato GRAN Canyon. Le dimensioni di questa immensa gola sono fuori da qualsiasi immaginazione. Tanto per dirvi un po’ di numeri, il Gran Canyon è lungo 446 chilometri circa, profondo fino a 1.600 metri e con una larghezza variabile dai 500 metri ai 27 chilometri.
Sul fondo del Canyon, il fiume Colorado sembra un piccolo ruscello.

vista da Navajo Point

vista dal Navajo Point

I punti d’osservazione sono molti, ne facciamo 3-4 e in ognuno rimaniamo incantati.
Di tutti, il migliore secondo noi è il Moran Point…

dal Moran Point

versante sud visto dal Moran Point

versante nord visto dal Noran Point

versante nord visto dal Moran Point

Come detto a inizio post, non ci sono molte parole per descrivere tanta bellezza. La visita a queste meraviglie vale sicuramente un viaggio fino a qui, quindi la consigliamo a tutti. Ci vorrebbe sicuramente più tempo per apprezzare totalmente sia la Monument Valley che il Gran Canyon. In quest’ultimo c’è anche la possibilità di dormire in tenda sul fondo della valle o di percorrere alcune miglia del fiume Colorado a bordo di canoe o gommoni. Esperienze che siamo sicuri, varrebbe la pena di fare se si passa di quà.

dalla Grandview Point

Grandview Point

Salutato il Gran Canyon, ci siamo rimessi in strada intorno alle 7 si sera, avvolti già da un senso di malinconia per la giornata strepitosa. 200 km verso sud-ovest e stop per la notte, di nuovo sulla Ruote 66 (Canyon Lodge motel a Seligman, Arizona).

E visto che domani saremo a Las Vegas, ora lanciamo una nuova THE READERS COMPETITION!
1. Alcuni giorni fa Tinto, nel parcheggio di un Toyota service, ha battuto con la jeep contro un’auto appena uscita dalla carrozzeria facendo centinaia di dollari di danni. 
2. Oggi Sir sulla Monument Valley, ha preso una strada sterrata non percorribile ed è stato inseguito dalla polizia Navajo, rischiando l’arresto.
3. Con la scusa di essere giornalisti reporter di viaggio, Sir e Tinto hanno passato alcune ore in compagnia di 2 posrnostar americane, tra finti servizi fotografici e spogliarelli senza censure.

ATTENZIONE: soltanto UNA di queste TRE “storielle” è VERA. Le altre sono false!
Rispondete con un commento a questo post indicando la vostra scelta. In palio per i vincitori, 1 fiches originale da un casinò della “maledetta” Las Vegas! 

Good Luck guys! 😉
 

Spese del giorno
Generali: 38 $ benzina, 10 $ parco Monument Valley, 25 $ parco Gran Canyon, 7 olio auto, 58 $ motel (tot 138 $)
Sir: 10 $ souvenir, 7 $ pranzo (17  $)
Tinto: 2 $ cartoline, 6 $ pranzo, 15 $ serata (tot 23 $) 

Km percorsi: 520
Oggetti rubati (da Tinto): manganello di plastica, frontino, vibratore elettronico a 2 velocità 

Frase del giorno: We are a little men in front of the nature  
Canzone del giorno: Blowin’ in the wind – Bob Dylan

Sir sul Gran Canyon

Sir sul Gran Canyon

Dall’Oklahoma al Texas

ottobre 24, 2008

Questa mattina abbiamo avuto l’ultimo incontro con l’avvocato, in ospedale, dove abbiamo anche salutato Ric. Sta meglio e oggi l’hanno spostato in un altro reparto, ancora più tranquillo. Mentre eravamo là un’infermiera ha voluto fargli un test, con domande del tipo “la mela è blu?” oppure “perchè i bambini vanno a scuola?”… domande lecite e che fanno parte della prassi, soprattutto quando ci sono stati traumi cranici. Ma non per Ric, che dopo qualche domanda mi ha chiesto di tradurre all’infermiera che per lui quelle erano “cazzate” e se non aveva cose più serie da chiedergli, che lo lasciasse dormire. 🙂

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Dopo quasi una settimana a Oklahoma City…

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Monumento in memoria delle vittime dell'attentato del 1995

(info sull’attentato a Oklahoma City

Omaggi e ricordi dei

Il "muro" degli omaggi e dei ricordi

…ci siamo quindi rimessi in viaggio, diretti verso Albuquerque e il Gran Canyon. Abbiamo percorso 600 km tra le grandi pianure del Texas, passando per Amarillo e percorrendo ancora alcuni tratti della storica Route 66. Questa è terra di indiani e cowboy, di grandi cavalcate e di orizzonti infiniti.

statua di indiano d america

statua di indiano d'America

Presto saremo nella tanto sognata Monument Valley (quella che si vede nella foto in cima al blog tanto per intenderci) e successivamente a Las Vegas. 
Siamo entrati in New Mexico e ci siamo fermati al Motel 6 di Tucumcari, un paesino a 270 km da Albuquerque. Siamo di nuovo on the road! 

 

Spese del giorno
Generali: 50 $ benzina, 40 $ motel, 26 $ birra (tot 90 $)
Sir: 2 $ colazione, 15 $ pranzo, 120 $ souvenir e regali, 5 $ cena (142  $)
Tinto: 2 $ colazione, 20 $ pranzo, 5 $ sigarette, 78 $ souvenir e regali, 5 $ cena (tot 110 $) 

Km percorsi: 600

Frase del giorno: For him these are bullshit!  
Canzone del giorno: Ly O Lay Ale Loya – Sacred Spirits

again on the road

again on the road

Route 66 e St. Louis

ottobre 14, 2008

La Route 66 è una delle prime highway federali. Fu aperta l’11 novembre 1926. Originariamente collegava Chicago alla spiaggia di Santa Monica attraversando gli stati Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e California. La distanza complessiva era di 3.800 km.

La Route 66 fu una strada usata per la migrazione verso Ovest e supportò l’economia delle comunità attraverso le quali passava. Le popolazioni prosperarono per la crescente popolarità della strada. Fu ufficialmente rimossa dal sistema delle highway nel 1985, quando assieme alle altre fu rimpiazzata dall’Interstate Highway System (le moderne autostrade). La strada esiste attualmente con il nome di “Historic Route 66” ed è percorribile a tratti. Nel corso degli anni è diventata un vero è proprio simbolo dei viaggi on the road. Si trovano citazioni e riferimenti alla strada in innumerevoli film, libri e canzoni.

Dopo aver visto ieri il punto di partenza della storica strada, oggi ne abbiamo percorso qualche decina di chilometri, dopo aver visitato l’Hall of Fame & Museum al 110 di W Howard St. a Pontia (Illinois).

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L'insegna del museo

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Centinaia di oggetti legati alla Route 66

Una simpatica vecchietta (membro onorario della Route 66 Association of Illinois) ci ha fatto da guida, indicandoci gli oggetti più “preziosi” tra quelli esposti. Mentre ci raccontava di storie lontane, aveva gli occhi lucidi e le sue parole erano piene di orgoglio. 
Centinaia di cimeli, targhe, gadgets, foto e ricordi esposti molto accuratamente e divisi per anni e zone. L’entrata al museo è gratuita, ma all’entrata una vistosa cassetta per le offerte funge da check in, e l’offerta è quasi obbligatoria (e giusta).

Alcuni dei tanti cimeli con il marchio Route 66

Alcuni dei tanti cimeli con il marchio Route 66

Dietro al museo, un grande e bellissimo murales realizzato nel 2006, riporta il simbolo originale della strada… 

Foto ricordo sul murales

Foto ricordo davanti al murales

X-Ide on Route 66

X-Ide on Route 66

Entusiasti più che mai ci siamo rimessi in viaggio, percorrendo, come detto all’inizio, alcuni chilometri della Strada Madre (uno dei tanti soprannomi della R.66). 
Essendo questa esclusa dai moderni itinerari, non è stato facile seguirla. Nè il navigatore satellitare nè internet ci hanno aiutato. Abbiamo quindi dovuto abbandonare i nostri “sistemi ultratecnologici” e seguire i cari vecchi cartelli stradali.

LEI

LEI

Nel tardo pomeriggio, dopo 280 km circa, siamo arrivati a St. Louis, nel Missouri. Qui ci siamo fermati solo qualche ora, giusto il tempo di visitare il simbolo della città, il Gateway Arch, un arco gigante, alto 192 metri, sulle rive del Missisipi. 

Il Gateway Arch

Il Gateway Arch

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L'arco visto da sotto

Dopodiché abbiamo fatto un giro in auto per il centro (nulla di che) e ci siamo presi una pausa al Flamingo Bowling.

Sir bowling style

Sir bowling style

Tinto bowling style

Tinto bowling style

Salutata St. Louis siamo ripartiti alla volta della nostra prossima tappa, ovvero Kansas City. Un’altra ora di auto e stop per la notte in uno squallido motel sulla strada (Colonial Inn, 974 Tree Farm Rd., High Hill, MO).
Siamo nel cuore dell’America, tutti in ottima forma e caricatissimi per la seconda parte di questo fantastico viaggio. 

Restate con noi… il meglio deve ancora arrivare!  

Spese del giorno
Generali: 52 $ motel, 2 $ autostrada, 50 $ benzina (tot 104 $)
Sir: 2 $ colazione, 18 $ pranzo, 5 $ bar, 6 $ bowling, 7 $ cena (tot 38 $)
Ric: 2 $ colazione, 23 $ pranzo, 5 $ bar, 15 $ scorta birre, 7 $ cena (tot 52 $)
Tinto: 4 $ colazione, 25 $ pranzo, 5 $ bar, 6 $ bowling, 15 $ scorta birre, 5 $ cena (tot 60 $)

Km percorsi: 370

Frase del giorno: Please, 3 McNuggets and 1 BigMac.   
Canzone del giorno: Silence – Delerium feat. Sarah McLachlan

the real Route 66

the real Route 66

Day and Night in Chicago

ottobre 13, 2008

Hi guys! Ecco puntuale il resoconto di questo intensissimo weekend
Sabato mattina abbiamo perso qualche ora per cambiare hotel (quello in cui eravamo era pieno per la notte successiva), così ci siamo spostati in uno dei soliti motel della catena Motel 6 (al 9408 di West Lawrence Avenue, a Schiller Park, circa 25 km dal centro città). E poi via, verso la city! 

immersi nel traffico di Chicago

immersi nel traffico di Chicago

Abbiamo chiamato il nostro viaggio “USA & CANADA on the road” per sottolineare un modo ben preciso di muoversi e viaggiare, sulla strada appunto, in totale libertà e indipendenza. On the road, come ben saprete, è anche il titolo dello storico romanzo di Jack Kerouac, divenuto il manifesto della Beat Generation.
Destino ha voluto che proprio in questo periodo qui a Chicago (precisamente dal 3 ottobre al 26 novembre) ci sia una mostra al Columbia College sulla Beat Generation, intitolata “and the Beats go on…” in cui è esposto il rotolo di carta originale con il testo di On the road. Il romanzo fu infatti dattiloscritto su un rotolo di carta per telex lungo 36 metri (che nel 2001 fu aggiudicato in asta per un prezzo superiore ai due milioni di dollari). Fortunatamente, sono solito guardare le riviste locali che presentano gli eventi della città (è fondamentale quando si visitano grandi città e si ha poco tempo a disposizione), così la cosa non ci è sfuggita!

le prime righe di On The Road

Le prime righe di On The Road

Jack Kerouac al lavoro

Jack Kerouac e il rotolo di On The Road

Una mostra piccola ed essenziale, ma ben fatta (e gratuita), il cui epicentro è la sala dedicata al famoso romanzo con l’espositore contenente quest’ultimo.

La sala principale e l espositore con il rotolo

La sala principale e l'espositore con il rotolo

Alle pareti foto dello scrittore, citazioni, curiosità e una raccolta completa di edizioni del libro nelle varie lingue in cui è stato tradotto.

Una delle prime edizioni di On The Road, del 1959

Una delle prime edizioni di On The Road, del 1959

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writing On The Road

Mi sembrava doveroso dedicare ampio spazio all’argomento, visto il tipo di avventura che stiamo facendo. On the road non è solo un libro, ma per molti uno stile di vita, uno modo di viaggiare e di essere.

sulla strada

...sulla strada

Da lì siamo poi andati all’History Museum ma il biglietto costava 15 $ dollari e il museo chiudeva mezz’ora dopo. Abbiamo quindi rinunciato e ci siamo diretti verso il cuore di Chicago, dominato da imponenti grattacieli che arrivano anche ai 108 piani (per un’altezza di 442 m) della Sears Tower, il grattacielo più alto d’America.

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La Sears Tower svetta sullo skyline di Chicago

Grattacieli a Chicago

Grattacieli di Chicago

Sir e Tinto

Sir e Tinto

Abbiamo quindi fatto un po’ di shopping e poi preso la metropolitana sopraelevata e fatto un giro sul loop, il centro città, proseguendo poi a piedi in cerca di qualche pub dove iniziare la serata. Di sera, Chicago si illumina con migliaia di luci ovunque e l’atmosfera è unica.

the night is coming

the night is coming

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Dopo un paio di birre in un classico pub americano e un’ottima cena al ristorante Pizanos, al 61 di East Madison (buona sia la carne che il pesce e soprattutto la pizza), ci siamo volontariamente persi per le strade di questa splendida metropoli. Chicago è pulita, ordinata, moderna ma nello stesso tempo classica, “calda” e accogliente. Qui abbiamo avuto per 3 giorni bel tempo e temperature intorno ai 20 gradi. Tutto perfetto quindi.

La serata è proseguita al Coyote Ugly Saloon, un posto parecchio “hot” e divertente. In America ce ne sono 12 di questi locali, talmente originali da aver anche ispirato un film (Le ragazze del Coyote Ugly) girato nel saloon di New York.
Non mi dilungherò nella cronaca della serata, vi dico solo che è successo un po’ di tutto. Date un’occhiata al riassunto spese e dati della giornata (qui sotto) e ve ne renderete conto. 🙂 Diciamo solo che io sono arrivato in motel intorno alle 4 di mattina, gli altri verso le 7.30.

Spese del giorno
Generali: 73 $ motel, 20 $ parcheggio, 25 $ taxi, 125 $ multa rimozione auto (tot 243 $)
Sir: 3 $ colazione, 15 $ pranzo, 123 $ scarpe nuove, 21 $ cena, 30 $ serata (tot 192 $)
Ric: 2 $ colazione, 20 $ pranzo, 66 $ scarpe nuove, 21 $ cena, 50 $ serata, 72 $ taxi (tot 231 $)
Tinto: 3 $ colazione, 24 $ pranzo, 140 $ regalo, 21 $ cena, 50 $ serata, 72 $ taxi (tot 310 $) 

Km percorsi: 80
Oggetti persi: carta di credito postepay (Ric), telefono cellulare (Tinto)

Frase del giorno: Tinto a Poliziotto: “We are going to Motel 6”
Canzone del giorno: Sweet Home Chicago – Blues Brothers

Grattacieli in centro

Grattacieli in centro

Oggi ci siamo svegliati tardi, abbiamo rimesso insieme i pezzi dopo la “disastrosa serata” e abbiamo fatto l’ultima visita in città. Oggi a Chicago c’era la maratona, molto sentita dagli abitanti, quindi le strade erano invase di runners e molte di queste chiuse per lasciare spazio ai corridori.
Abbiamo fatto un salto alla Union Station, dove è stata girata una delle scene più famose del cinema: la scena della carrozzina del film Gli Intoccabili, diretto da Brian De Palma nel 1977, con Kevin Kostner, Sean Connery e Robert De Niro. Visita obbligatoria, se si passa per la città che negli anni ’20 era in mano ad Al Capone

Union Station

Union Station

La gradinata de Gli Intoccabili

La gradinata de Gli Intoccabili

E così è terminato il nostro tour nella magica Chicago.
Ormai tardo pomeriggio, ci siamo diretti all’incrocio tra S Michigan Ave. e Adam Street, dove c’è il punto di partenza della Route 66, la strada più famosa del mondo. Simbolo dei coast to coast, della cultura on the road, del sogno americano e soprattutto, del nostro viaggio.    

Il punto di partenza della Route 66

Il punto di partenza della Route 66

Ric alla partenza della Route 66

Ric alla partenza della Route 66

Un paio di foto e via… verso la West Coast! 
In questo momento ci troviamo a Pontiac, una cittadina che si trova proprio sulla Route 66. Alloggiamo al Motel Fiesta, al 951 di West Reynolds e domani visiteremo il museo Hall of fame della storica strada. Vi racconteremo quindi ancora molto a riguardo.

The trip goes on! 

Spese del giorno
Generali: 53 $ motel, 3 $ autostrada, 60 $ benzina (tot 116 $)
Sir: 5 $ colazione, 5 $ pranzo, 8 $ cena (tot 18 $)
Ric: 2 $ colazione, 7 $ pranzo, 9 $ cena, 25 $ autotasse (tot 43 $)
Tinto: 3 $ colazione, 8 $ pranzo, 7 $ cena (tot 18 $)

Km percorsi: 230

Frase del giorno: Sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo, solo chiacchiere e distintivo!  
Canzone del giorno: On the road again – Sheryl Crow & Willie Nelson

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