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San Francisco days

novembre 2, 2008

Che bella città San Francisco! Non avremmo potuto concludere il nostro viaggio in un posto migliore. Peccato solo per il brutto tempo: su 3 giorni passati qui, non siamo riusciti a vedere la città col cielo azzurro. Motivo in più per tornarci! 
Abbiamo lasciato Los Angeles il 30 ottobre pomeriggio, 600 km tutti di un fiato ed eccoci in quella che fu la capitale degli hippy e uno dei “focolai” della beat generation.

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il Golden Gate Bridge

“La città è famosa soprattutto per la sua vocazione cosmopolita e tollerante, per la sua vivacità culturale e l’eclettismo architettonico” (da Wikipedia). 
Basta una mezza giornata per le vie di San Francisco per rendersi conto di essere in una città particolare, diversa, unica… sia per come è costruita (con continue salite e discese su strade ripidissime) che per la gente che ci vive (è facile incontrare personaggi a dir poco alternativi).

un tratto di Lombard St.

un tratto di Lombard St., la strada "più inclinata del mondo"

il centro di San Francisco visto dalle Twin Peaks

il Financial District visto dalle Twin Peaks

Il primo giorno l’abbiamo dedicato alla visita dei quartieri più famosi della città, da North Beach, detta anche Little Italy, con alcuni locali storici come il Vesuvio, uno dei bar più amati dai protagonisti della Beat Generation…

il Vesuvio

il Vesuvio

…a l’Haight Ashbury, che durante gli anni ’60 fu il centro del mondo degli hippy, mecca della cultura alternativa e bohémien.

Sir al Twin Peak park

Sir al Twin Peak park

Serata del 31 (Halloween) passata nel quartiere Castro… e le foto del post precedente raccontano tutto (o quasi) 🙂

Pioggia e vento ci hanno accolto il 1° novembre ma senza scoraggiarci siamo partiti alla scoperta di Alcatraz, la prigione più famosa al mondo…

l isola di Alcatraz sullo sfondo

l'isola di Alcatraz sullo sfondo

…battello preso da Pier 33, sulla via The Embarcadero e dopo mezz’ora di navigazione eccoci sull’isola.

alcuni dei detenuti pi

alcuni dei detenuti più famosi passati per Alcatraz

Passeggiare per i corridoi del carcere sapendo che lì hanno vissuto parte della loro vita tra i criminali peggiori al mondo (tra cui Al Capone, Robert Stroud detto “the Birdman”, Alvin Karpavicz, George Kelly detto “Machine gun”), è una sensazione strana: sembra quasi di sentire ancora le loro voci, i loro respiri. 

Tinto in una cella di Alcatraz

Tinto in una cella di Alcatraz

All’arrivo, lo staff fornisce ad ogni visitatore un walkman con una registrazione dettagliata (anche in italiano) che guida le persone attraverso un tour completo nella prigione. 

Sir in una cella d isolamento

Sir in una cella d'isolamento

Informazioni, curiosità e storie del penitenziario, vengono raccontate tramite le cuffie e mostrati dal vivo all’interno delle varie sale (celle, visitors center, mensa, sale delle guardi, cortile, ecc). 

il corridoio centrale di Alcatraz

il corridoio centrale di Alcatraz, foto storica

Particolarmente avvincente il racconto dell’evasione più famosa di Alcatraz ovvero quella di Frank Morris, John Anglin e Clarence Anglin che nel 1962 riuscirono ad uscire dalle loro celle, attraverso l’impianto di ventilazione (lasciando dei manichini da loro costruiti sulle brande per cercare di camuffare il più a lungo possibile la fuga) e ad arrivare, servendosi di gommoni fatti di impermeabili, fino alla costa, dove fecero perdere definitivamente le loro tracce. A questo episodio è ispirato il film Fuga da Alcatraz, con Clint Eastwood.

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una delle celle dei fuggitivi, con il buco nell'impianto di ventilazione

Finita la visita ad Alcatraz (durata qualche ora), siamo tornati alla nostra auto, dove abbiamo trovato una brutta sorpresa: finestrino posteriore rotto e una valigia di Tinto rubata (valigia che conteneva regali e souvenir vari). 
Avevamo lasciato la macchina in un parcheggio con il parchimetro, in una zona turistica che sembrava assolutamente tranquilla. Le valigie non erano visibili dall’esterno, essendo nel bagagliaio, ma probabilmente gli adesivi sull’auto hanno attirato l’attenzione di qualche mal intenzionato, che pensava di trovare chissà cosa. 
Immediata denuncia alla polizia e ritrovamento della valigia (da cui però mancavano alcune paia di scarpe nuove e abbigliamento vario). E così, anche “l’esperienza furto” è stata fatta (avremo preferito evitarla naturalmente). 

Ultima serata negli States (con ottima cena di pesce) al Pier 39, nel quartiere Fishierman’s Wharf. 

Domani, alle 14.30, abbiamo il volo di ritorno per l’Italia. Faremo scalo a Francoforte e arriveremo a Venezia alle 17.00 di lunedì 3 novembre. Ric è già a casa da alcuni giorni, sta bene!  
E così, terminerà il viaggio USA & CANADA on the road 2008: una delle più grandi avventure della nostra vita!

Ora abbiamo bisogno di alcuni giorni (o settimane?) per metabolizzare, riordinare i ricordi e le mille esperienze vissute. Però siamo contenti, più che soddisfatti e soprattutto “pieni”: questo viaggio ci ha dato tantissimo nonostante alcuni problemi ed “esperienze negative” (che comunque bisogna accettare e fanno parte di un viaggio, o meglio, della vita stessa). Speriamo di essere riusciti a comunicarvi almeno una piccola parte di tutto ciò che abbiamo vissuto.

A breve pubblicheremo un post con tutti i numeri del coast to coast e alcune considerazioni finali. Quindi aspettate a salutarci, non è ancora finita! 🙂
Il racconto del viaggio sarà pubblicato a puntate sulla rivista bimestrale Dolce Vita, a partire da Gennaio 2009. Collegatevi al blog anche per avere eventuali info su progetti e viaggi futuri.

The trip goes on! Bless.  

underground x-ide style

underground x-ide style

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Monument Valley e Gran Canyon

ottobre 26, 2008
Tinto e Sir sulla Monument Valley

Tinto e Sir nella Monument Valley

Apriamo il post di oggi con una foto, perchè descrivere a parole ciò che abbiamo visto durante questa incredibile giornata, è impossibile. Lasciamo che siano le immagini a raccontarsi da sole. Ci limiteremo a qualche dettaglio e commento…

Non c’è una nuvola in cielo, il sole splende. Finestrini giù, braccio fuori e musica alta. L’auto sfreccia sulla highway 163. Arriviamo nella Monument Valley intorno alle 11 di mattina e lo spettacolo inizia

la strada che entra nella valle

La strada che entra nella valle (highway 163)

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una delle prime "guglie"

Consultiamo qualche cartina e una guida turistica per non perdere troppo tempo tra le lunghe strade della valle. Lungo il percorso incrociamo dei cani randagi, alcuni sono cuccioli, bellissimi, ma non possiamo che fotografarli…

cuccioli

cuccioli

Arriviamo al visitor center, scendiamo dalla macchina, saliamo una piccola rampa di scale e… davanti a noi, è magia…

Monument Valley

Monument Valley

Ci fermiamo qui almeno mezz’ora, a guardare, a parlare, a sognare e a scattare mille foto.

Sir eyewear

Sir's eyes

Tinto X-ide style

Tinto X-ide style

Molti pensieri vanno a Ric, a quanto gli piacerebbe essere qui, a quanto vorremmo che fosse qui con noi. Poi pensiamo che queste rocce sono qui da centinaia di migliaia di anni, e che da qui non si muoveranno per un bel pezzo: così ci consoliamo al pensiero che ci torneremo insieme. 

The shot

The shot!

Da qui è possibile partire per escursioni organizzate dai Navajo (gli indiani abitanti della zona) in jeep, in autobus o anche a cavallo. Ma noi non siamo per i tour organizzati, così torniamo all’auto e ci inoltriamo nella valle da soli…

La strada sterrata in mezzo alle rocce

La strada sterrata in mezzo alle rocce

extreme road

extreme road

E’ incredibile come la natura possa aver “disegnato” una paesaggio del genere. Ogni scorcio sembra un quadro, ogni particolare è al posto giusto. Abbiamo quasi l’impressione di essere in terra di giganti, e che queste rocce sono i loro troni.    

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una delle guglie vista da vicino

Vorremmo passare qui l’intera giornata, aspettare il tramonto (che qui dicono essere paradisiaco), dormire sotto le stelle in mezzo a queste opere d’arte, ma dobbiamo accontentarci e proseguire verso il Gran Canyon, la nostra prossima tappa. 
Scattiamo le ultime foto, impostiamo il navigatore satellitare e ci rimettiamo in viaggio.

Dopo alcune centinaia di chilometri il paesaggio cambia, entriamo in una fitta foresta e iniziamo a salire di altitudine. Facciamo una specie di passo, su strade strette in mezzo ad alberi che ci sono familiari (sembra di essere nel bosco di S. Marco, nel Bellunese, tra Auronzo di Cadore e Misurina, per chi conosce quella zona). Arriviamo fino a a 2.267 metri, all’entrata del magnifico Gran Canyon National Park (versante South Rim).

La ranger all'ingresso del parco del Gran Canyon

La ranger all'entrata del parco

Paghiamo i 25 dollari per entrare (giusti, tutto sommato, vista la pulizia e l’organizzazione del parco) e guidiamo piano fino al primo punto d’osservazione, il Desert View. Lo spettacolo che ci si presenta davanti, ci fa dimenticare presto le meraviglie della Monument Valley…

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arrivando sul Gran Canyon

Improvvisamente, la terra si apre, un’enorme voragine domina il paesaggio e giunti davanti al Gran Canyon, ci manca quasi il respiro…

Grand Canyon visto dalla Desert View

Grand Canyon visto dalla Desert View

Solo ora capiamo perchè l’hanno chiamato GRAN Canyon. Le dimensioni di questa immensa gola sono fuori da qualsiasi immaginazione. Tanto per dirvi un po’ di numeri, il Gran Canyon è lungo 446 chilometri circa, profondo fino a 1.600 metri e con una larghezza variabile dai 500 metri ai 27 chilometri.
Sul fondo del Canyon, il fiume Colorado sembra un piccolo ruscello.

vista da Navajo Point

vista dal Navajo Point

I punti d’osservazione sono molti, ne facciamo 3-4 e in ognuno rimaniamo incantati.
Di tutti, il migliore secondo noi è il Moran Point…

dal Moran Point

versante sud visto dal Moran Point

versante nord visto dal Noran Point

versante nord visto dal Moran Point

Come detto a inizio post, non ci sono molte parole per descrivere tanta bellezza. La visita a queste meraviglie vale sicuramente un viaggio fino a qui, quindi la consigliamo a tutti. Ci vorrebbe sicuramente più tempo per apprezzare totalmente sia la Monument Valley che il Gran Canyon. In quest’ultimo c’è anche la possibilità di dormire in tenda sul fondo della valle o di percorrere alcune miglia del fiume Colorado a bordo di canoe o gommoni. Esperienze che siamo sicuri, varrebbe la pena di fare se si passa di quà.

dalla Grandview Point

Grandview Point

Salutato il Gran Canyon, ci siamo rimessi in strada intorno alle 7 si sera, avvolti già da un senso di malinconia per la giornata strepitosa. 200 km verso sud-ovest e stop per la notte, di nuovo sulla Ruote 66 (Canyon Lodge motel a Seligman, Arizona).

E visto che domani saremo a Las Vegas, ora lanciamo una nuova THE READERS COMPETITION!
1. Alcuni giorni fa Tinto, nel parcheggio di un Toyota service, ha battuto con la jeep contro un’auto appena uscita dalla carrozzeria facendo centinaia di dollari di danni. 
2. Oggi Sir sulla Monument Valley, ha preso una strada sterrata non percorribile ed è stato inseguito dalla polizia Navajo, rischiando l’arresto.
3. Con la scusa di essere giornalisti reporter di viaggio, Sir e Tinto hanno passato alcune ore in compagnia di 2 posrnostar americane, tra finti servizi fotografici e spogliarelli senza censure.

ATTENZIONE: soltanto UNA di queste TRE “storielle” è VERA. Le altre sono false!
Rispondete con un commento a questo post indicando la vostra scelta. In palio per i vincitori, 1 fiches originale da un casinò della “maledetta” Las Vegas! 

Good Luck guys! 😉
 

Spese del giorno
Generali: 38 $ benzina, 10 $ parco Monument Valley, 25 $ parco Gran Canyon, 7 olio auto, 58 $ motel (tot 138 $)
Sir: 10 $ souvenir, 7 $ pranzo (17  $)
Tinto: 2 $ cartoline, 6 $ pranzo, 15 $ serata (tot 23 $) 

Km percorsi: 520
Oggetti rubati (da Tinto): manganello di plastica, frontino, vibratore elettronico a 2 velocità 

Frase del giorno: We are a little men in front of the nature  
Canzone del giorno: Blowin’ in the wind – Bob Dylan

Sir sul Gran Canyon

Sir sul Gran Canyon